COMMISSIONE EUROPEA
Da “Le 12 Stelle”, newsletter della Rappresentanza a Milano
MILANO – Come stanno affrontando la crisi economica i Paesi dell’Unione europea? Di quali mezzi dispongono per rilanciare la crescita? Le risposte sono da ricercare nelle pieghe dei documenti pubblicati nelle ultime due settimane della Commissione europea. In questi documenti, la Commissione analizza la situazione economica di ogni Stato membro e presenta i fattori che possono aumentarne il potenziale di crescita.
Partiamo dall’innovazione, al centro di due documenti presentati di recente dalla Commissione. Si tratta del Quadro di valutazione “L’Unione dell’innovazione” 2014 e del Quadro dell’innovazione regionale 2014. Da questi documenti si evince che, nonostante l’impatto della crisi economica, l’Europa sta colmando il proprio divario sul piano dell’innovazione con gli Stati Uniti e col Giappone.
Restano però significative le differenze tra gli Stati membri dell’Ue. Notizie in chiaroscuro per l’Italia: se a livello nazionale è nella parte bassa della “classifica” europea, il dato è ancora più frastagliato a livello regionale.
Da una parte ci sono il Piemonte, l’Emilia-Romagna e il Friuli Venezia Giulia che innovano (anche se sono un passo dietro alle regioni di punta), dall’altra parte il resto del Paese rallenta e innova meno. Tra i fattori che determinano le differenze a livello regionale e nazionale, ci sono l’apertura e dall’attrattiva del sistema di ricerca dell’UE, la collaborazione all’innovazione e la capacità di realizzare licenze e brevetti. È importante quindi che l’Italia recuperi la capacità di investire nella ricerca e di innovare.
Un altro tassello per definire la capacità di crescita è dato dall’analisi dei conti pubblici di un dato Stato membro. In questo senso, spunti interessanti sono offerti nell’Esame approfondito sugli squilibri macroeconomici, pubblicato oggi dalla Commissione. Si tratta di un documento in cui l’esecutivo europeo valuta i progressi compiuti dagli Stati membri impegnati nella correzione dei disavanzi di bilancio (tra cui l’Italia), aggiornando il proprio parere in merito ai documenti programmatici di bilancio dell’anno scorso.
È un passo fondamentale dell’oramai consolidato semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche, ossia il ciclo annuale di governance economica in cui la Commissione collabora con gli Stati membri per creare le premesse per una crescita e un’occupazione sostenibili, basate su solide finanze pubbliche, in linea con la strategia di crescita Europa 2020. Come ne esce l’Italia? In linea con le osservazioni sollevati in altre occasioni, sui conti italiani pesa l’eccessivo debito pubblico (oltre il 133% del proprio PIL) e una competitività esterna debole. Entrambi gli aspetti sono imputabili al protrarsi di una crescita della produttività al di sotto delle aspettative che richiede interventi urgenti e risoluti per ridurre il rischio di effetti ancora più negativi per l’economia italiana.
L’Italia ha davanti a sé un compito delicato e fondamentale: rimuovere gli ostacoli alla crescita tramite il potenziamento della propria competitività e della propria capacità di innovare.(Francesco Laera*-Le 12 Stelle/Inform)
* Rappresentanza a Milano della Commissione Europea