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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’audizione del vice ministro agli Esteri Lapo Pistelli al Comitato per le questioni degli italiani all’estero

SENATO DELLA REPUBBLICA

Un dibattito a seguito dell’Odg che ha impegnato il Governo ad approntare in tempi rapidi soluzioni necessarie a garantire i servizi nelle aree oggetto di chiusura di sedi consolari e ad un piano di ri-orientamento di rete e servizi corrispondente ad una revisione della spesa in invarianza dei servizi

 

ROMA – Si è svolta questa mattina al Comitato per le questioni degli italiani all’estero del Senato l’audizione del vice ministro agli Esteri Lapo Pistelli, intervento atteso e rinviato a causa delle numerose missioni internazionali che si sono succedute in questi ultimi mesi con l’aggravarsi delle situazioni di conflitto nel mondo, programmato per discutere degli interventi sulla nostra rete diplomatico-consolare. Alla fine del mese di maggio il Senato aveva discusso infatti alcune mozioni sul tema e votato un Odg concordato con il Governo che impegnava l’esecutivo ad approntare in tempi rapidi soluzioni necessarie a garantire i servizi nelle aree oggetto di chiusura di sedi consolari e presentare alle Commissioni parlamentari competenti un piano di ri-orientamento di rete e servizi corrispondente alla direttiva di legge che dispone la revisione della spesa in invarianza dei servizi (vedi http://comunicazioneinform.it/senato-della-repubblica-riorganizzazione-della-rete-consolare-approvato-in-aula-ordine-del-giorno-concordato-con-il-governo/). Pistelli torna dunque sui provvedimenti adottati sulla rete del Mae in seguito al decreto legge di spending review, norma “che non ha come obiettivo principale il tema della creazione di risparmi – segnala, – ma impone, in attesa di norme diverse, la soppressione di organici di ruolo e di strutture con cadenze prefissate”. Si tratta di “un esercizio complicato rispetto a cui non abbiamo la possibilità di sottrarci – rileva il vice ministro, pur evidenziando come si stia cercando “all’interno del Governo di rinegoziare la logica complessiva di questo percorso”, rinegoziazione cui chiede di contribuire lo stesso Comitato così che possa essere garantita “la coerenza fra la retorica che noi spendiamo sulla politica estera e le risorse e le strutture che abbiamo a disposizione”. “Lo stesso presidente del Consiglio Matteo Renzi ha esordito nel suo recente discorso di programma a Camera e Senato richiamando la centralità della politica estera per la proiezione internazionale dell’Italia, ma per garantire questa proiezione – afferma Pistelli – sono necessari strutture e mezzi adeguati”. E sul fronte risorse entrano nel vivo ora le discussioni utili a definire la prossima legge di stabilità, per cui “i confini del campo di gioco – segnala – non sono ancora definitivamente tracciati”.

In attesa di capire quali siano i margini di disponibilità delle risorse e anche se esista la possibilità di formulare un discorso di più ampio respiro sull’assetto complessivo di ciò che consentirebbe un più efficace dispiegamento della nostra politica estera, Pistelli riepiloga i termini numerici dell’esercizio di razionalizzazione attuato dal 2006 ad oggi: una riduzione di 96 diplomatici su una pianta organica quantificata in circa mille unità (-10%) e la chiusura di 63 sedi tra ambasciate, strutture consolari e culturali di cui 35 derivanti dal pacchetto di norme della spending review. In crescita invece il numero degli impiegati a contratto, che arriveranno – fa sapere Pistelli – a 2600 unità il prossimo anno e 2700 nel 2017, allineando il rapporto tra questi ultimi e il personale di ruolo a quello dei nostri principali partner europei. Non risulta così, invece, per il numero di diplomatici – il vice ministro segnala come il numero di 898 diplomatici italiani sia la metà di quello della Germania, un terzo dell’organico francese e un quarto dei quelli in forza alla Gran Bretagna, – in un sistema diversificato e complesso che rende difficile la semplice adozione di modelli di altri Paesi, “partner ma anche competitori”, condizione che evidenzia quanto anche la quantità di risorse sia determinante per l’efficacia delle rispettive politiche estere.

Pistelli sottolinea come vi sia oggi una “accresciuta consapevolezza di come la presenza italiana all’estero sia cambiata nel corso degli anni”, presenza che affianca una collettività tradizionale “su cui forse per troppo tempo si è accentrata l’attenzione della politica” ad una nuova emigrazione che ha “caratteristiche diverse, forse sfuggenti rispetto alle categorie con cui aravamo abituati a leggere questa presenza”. Per il vice ministro proprio questa consapevolezza dovrebbe favorire un confronto continuo e più approfondito in Parlamento, da un lato in vista della formulazione di un documento “dal respiro più ampio” sulla riorganizzazione della rete, ma anche in vista del superamento di una logica che ha caratterizzato gli interventi degli ultimi anni alla luce di limiti e risultati raggiunti. “Al di là di quest’esito, gli obiettivi di una riforma della rete consolare devono continuare a seguire una logica di razionalizzazione basata sul cambiamento della collettività italiana all’estero e sull’individuazione degli interessi prioritari del Paese – chiarisce Pistelli, che ritiene l’approccio usato sino ad oggi “abbastanza timido e tendenzialmente conservativo”, auspicando invece “scelte più coraggiose in termini di modello”, più capaci di stare dietro ad un contesto internazionale che si trasforma “più rapidamente delle nostre decisioni” e spesso affrontate con più coraggio dai nostri partner.

Il vice ministro elenca poi una serie di “criteri su cui orientare la riflessione dei prossimi mesi” concernente la riorganizzazione della rete. In primis la “condizione di scarsità relativa di risorse umane e finanziarie che dedichiamo alla politica estera”, risorse che sono destinate ad una rete che è la più estesa tra quelle europee dopo la Francia e la cui capillarità viene considerata da Pistelli un “asset da non perdere”. L’impegno è quindi quello di “evitare nuove chiusure e possibilmente aprire in aree di interesse per il Paese”, come l’Africa o i Paesi asiatici. Altro tema è “affrontare le criticità gestionali che derivano da questo costante indebolimento del rapporto tra risorse umane e finanziarie e proiezione esterna”. Tra le possibili soluzioni di queste criticità anche le misure sostitutive da adottare nelle aree già interessate da provvedimenti di chiusura: a questo proposito Pistelli sottolinea come non sia sufficiente il “semplice aumento del numero dei contrattisti” e occorra “ragionare su economie di scala e incrementi di produttività”. Efficace la sperimentazione del consolato-hub, secondo analisi condotte in alcune sedi che hanno già assunto questa caratteristica, soluzione che comporta “una percorribilità più facile e più rapida”. Necessario poi “investire sulla modernizzazione dei sistemi informatici”, percorso che il vice ministro ammette non essere di immediata efficacia ma a cui si sta lavorando con il complesso del Governo e in particolare il Ministero della Pubblica amministrazione. “Abbiamo ritardi accumulati e che non si possono colmare in breve tempo, ma dobbiamo investire sulla digitalizzazione dei processi e la condivisione delle banche dati fra amministrazioni dello Stato – afferma il vice ministro, segnalando come, grazie a modalità più innovative, siano già stati registrati notevoli passi avanti nel rilascio dei passaporti elettronici. E sulla semplificazione della procedure, che ridurrebbe i tempi di attesa e i costi della gestione del Mae, chiede la collaborazione in vista dei necessari passaggi parlamentari.

Pistelli risponde poi alle sollecitazioni formulate da alcuni membri del Comitato nella seduta del 5 agosto scorso, data in cui era stata inizialmente programmata la sua audizione (http://comunicazioneinform.it/riunito-il-comitato-per-le-questioni-degli-italiani-allestero-6/). A proposito dei consoli onorari, su cui sono emerse “valutazioni non unanimi”, segnala come sia riscontrabile un miglioramento dei servizi quando la funzione sia delegabile e dopo opportuna individuazione del delegato; positive esperienze in particolare per l’acquisizione dei dati biometrici necessari al passaporto elettronico sono state avviate in Regno Unito e Spagna e probabilmente saranno estese ad altri Paesi; si sta inoltre lavorando – nei limiti della normativa vigente – sull’ampliamento della funzioni delegabili, anche in vista di un maggior coinvolgimento dei patronati nei servizi alla collettività più volte sollecitato, patronati il cui responsabile, per rafforzare la collaborazione con la sede consolare, potrebbe essere nominato corrispondente consolare, ma, anche in questo caso, non “meccanicamente, ma in base ad una valutazione sulle singole persone”; per migliorare la capacità di fornire servizi si pensa anche ad investimenti su dotazioni informatiche, mentre, grazie all’interessamento dei membri del Comitato, sono stati individuati nel New Jersey due persone che potrebbero svolgere attività di console onorario, in seguito alla chiusura del consolato a Newark. Ribadita anche la “sostenibilità economica dei funzionari itineranti”, i cui costi per i viaggi di servizio verranno sostenuti dall’amministrazione. Per quanto riguarda invece la chiusura dell’Istituto Italiano di Cultura di Salonicco, prevista alla fine del mese, Pistelli assicura un proporzionale potenziamento dell’IIC di Atene per “garantire continuazione e dare impulso all’attività di promozione culturale a Salonicco e di tutta la Grecia settentrionale”. Infine, l’attenzione prestata alla riapertura della sede consolare di Durban è giustificata dall’interesse che tale città riviste in termini geopolitici ed economici per il sistema Paese e non solo, dunque, per il numero di connazionali residenti in loco.

Infine, un dettaglio sui “servizi sostitutivi” adottati nella aree oggetto dei provvedimenti di chiusura, sedi che – chiarisce il vice ministro – “non potranno essere resuscitate”. Segnalato come positivo il caso di Digione, città in cui dal 5 settembre il Consolato generale di Parigi invia su base settimanale un funzionario in spazi concessi gratuitamente dalle autorità locali. Analoga soluzione verrà adottata a stretto giro a Saarbrücken – fa sapere il vice ministro, – grazie ad un’intesa raggiunta tra il console generale di Francoforte e il ministro presidente del Saarland. Per estendere tale ipotesi anche a Manchester e Norimberga sono attualmente ancora in corso le trattative: gli ostacoli vertono sulla concessione di spazi senza costi per l’autorità che li cede, ma che implicano oneri per il ricevente. Vista la chiusura del consolato a San Gallo, è stata potenziato l’organico della sede ricevente di Zurigo – a 85 km di distanza – con i contrattisti del consolato, aumentando di 4 unità di ruolo il personale già presente, con l’invio di un’ulteriore unità di ruolo e l’autorizzazione dell’assunzione di due contrattisti. Possibile anche l’adozione di funzionari itineranti e di un corrispondente consolare per garantire i servizi all’utenza.

Il presidente del Comitato, Claudio Micheloni, segnala di condividere la parte principale e generale dell’intervento di Pistelli, compreso il richiamo al cambiamento della presenza italiana all’estero. Tuttavia, “non basta dire collettività tradizionale e nuova emigrazione perché si fa una lettura troppo semplicistica – avverte, segnalando di avere numerose altre questioni da porre su punti concreti e specifici, in un approfondimento che viene rimandato ad altra data per il breve tempo a disposizione. “Voglio sottolineare però come sul tema delle risorse al Mae in tutte le finanziarie di questi ultimi anni le Commissioni Affari Esteri di Camera e Senato si siano sempre opposte ai tagli, in modo in qualche modo unanime dal punto di vista politico, tentando in ogni modo di evitare decurtazioni al bilancio destinato alla nostra politica estera – afferma Micheloni, segnalando come una discussione approfondita sia quanto mai necessaria a tentare di ricomporre le divergenze sopra richiamate. Il proseguimento dell’audizione viene quindi fissato per martedì 30 settembre alle ore 12. (Viviana Pansa – Inform)

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