direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’appello per il no alla riduzione del numero dei parlamentari di Fucsia Nissoli Fitzgerald (Fi, ripartizione America settentrionale e centrale)

ELETTI CIRCOSCRIZIONE ESTERO

 

ROMA – La deputata eletta nella ripartizione America settentrionale e centrale Fucsia Nissoli Fitzgerald (Fi) rivolge ai connazionali all’estero il suo appello per votare no al referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari.

“Il 20 e 21 settembre, si terrà il quarto referendum costituzionale della storia repubblicana, quello attinente la riforma istituzionale che taglia il numero dei parlamentari portando il numero complessivo di deputati e senatori a 600. Si vota anche all’estero con il vecchio metodo per corrispondenza e i plichi elettorali ormai sono già arrivati nelle nostre case – ricorda Nissoli, che aggiunge: “io voterò No, prima di tutto, perché questa riforma è una finta riforma che non risolve i problemi legati alle lungaggini dell’iter parlamentare per approvare le leggi ma un taglio della rappresentanza che colpisce di più la Circoscrizione Estera”.

“Non è giusto – prosegue Nissoli – trattare circa sei milioni di italiani all’estero, come se fossero una grande regione italiana, come un accessorio del sistema democratico nazionale senza dar loro il peso democratico che meritano. Con la riforma gli eletti all’estero passerebbero complessivamente dagli attuali 18 a 12 (otto deputati e quattro senatori). In questo modo, si avrebbe uno squilibrio ancora più forte nella rappresentanza dei cittadini residenti all’estero rispetto a quelli residenti in Italia tanto che un deputato eletto in Italia rappresenterebbe 150.000 abitanti, uno eletto all’estero 700.000 iscritti Aire; un senatore eletto in Italia circa 300.000 abitanti, uno eletto all’estero oltre 1 milione e 400 mila iscritti Aire”.

Per l’esponente azzurra, in caso di vittoria del sì, si configurerebbe dunque “una disparità che andrebbe a ledere gravemente il principio di uguaglianza tra i cittadini sancito dall’articolo 3 della Costituzione”, perché la riforma andrebbe ad aumentare “il divario tra italiani all’estero e italiani dentro i confini nazionali sul piano della capacità di espressione della propria rappresentanza, vale a dire: se sono iscritto all’Aire il mio voto conta di meno”.

“Inoltre, un taglio siffatto dei parlamentari eletti all’estero non tiene in debito conto il rapporto eletti/elettori in uno spazio elettorale grande come un continente e che, a causa della riduzione dei rappresentanti, dovrà ampliarsi ancora di più inserendo nella stessa ripartizione, come potrebbe essere per il Nord e Centro America, luoghi lontani sia geograficamente che per le problematiche che esprimono. Ne risentirebbe, senza dubbio, anche il lavoro parlamentare – sottolinea Nissoli.

“Credo – conclude – siano ragioni sufficienti per dire No, ma voglio aggiungere che il paventato risparmio non è così rilevante a fronte di una concentrazione del potere nella mani di poche persone e che comunque non incide in modo determinante sulle lungaggini legislative. Forse sarebbe stato meglio e più efficace modificare i regolamenti parlamentari per snellire il processo di legiferazione. Inoltre, c’è il serio rischio che senza tali modifiche, un numero più esiguo di parlamentari debba far fronte alla stessa mole di lavoro prevista per un Parlamento più grande, finendo paradossalmente per allungare i tempi in un meccanismo bicamerale che è ancora lo stesso di prima”. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform