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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires inaugura una mostra dedicata al grande architetto Clorindo Testa

EVENTI

L’allestimento è ospitato fino al 7 novembre al Centro Culturale Kirchner

BUENOS AIRES – Si è aperta venerdì scorso a Buenos Aires, presso il Centro Culturale Kirchner, alla presenza dell’ambasciatore d’Italia Fabrizio Lucentini e del ministro della Cultura Tristan Bauer, la mostra “Il sangue parla” dedicata all’architetto e artista italiano Clorindo Testa, realizzata dall’Ambasciata in collaborazione con la Fondazione Testa.

“Oggi siamo qui per celebrare il legame che unisce Italia e Argentina grazie a un grande artista che è stato figlio dei due Paesi allo stesso tempo e che, attraverso i suoi disegni e la sua arte, è riuscito a rappresentare la forte relazione tra le due nazioni – ha commentato Lucentini, richiamando la forte ispirazione di Clorindo Testa alle sue radici italiane.

La mostra offre un’articolata retrospettiva sull’opera dell’architetto e pittore Testa, nato in Italia ed emigrato in Argentina a soli 5 mesi, che ha sempre voluto mantenere la sola cittadinanza italiana. Testa è noto per aver creato alcuni edifici iconici della capitale argentina, come la Biblioteca Nazionale, ma ha dedicato una parte rilevante della sua produzione anche all’Italia, come ad esempio la serie pittorica de “La Peste en Ceppaloni” e “Herculano cubierta por cenizas”, che racconta l’eruzione del Vesuvio. Sono inoltre esibiti prototipi e disegni dei progetti realizzati per l’Italia, esplorando i legami tra il linguaggio architettonico italiano e quello di Testa, oltre a una serie di disegni e ritagli dal diario personale dell’artista, che raccontano anche eventi che ebbero luogo in Italia.

L’esposizione, curata degli architetti Juan Fontana e Oscar Lorenti, percorre la lunga carriera di Testa attraverso i suoi viaggi, le amicizie coltivate e gli eventi che l’hanno portato in Italia, quali la partecipazione alla Biennale di Venezia e il conseguimento del Dottorato Honoris Causa presso l’Università Sapienza di Roma.

La mostra è aperta al pubblico fino al 7 novembre e sarà visitabile secondo i protocolli sanitari previsti a livello locale. (Inform)

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