direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La storia del diario di Giuseppe Piva, migrante trentino in Uruguay negli anni trenta

ITALIANI ALL’ESTERO

L’intervista al direttore di “Trentini del mondo” su Community, il programma di Rai Italia

 

 

ROMA – Maurizio Tomasi, direttore della rivista “Trentini nel mondo”, è stato ospite della trasmissione Community su Rai Italia. Nel corso del programma Tommasi ha parlato del diario di Giuseppe Piva, stampato l’anno scorso dal Centro Studi Judicaria e curato dalla Mnemoteca del Basso Sarca, che il sarto emigrato da Molina di Ledro aveva redatto durante il suo primo periodo di emigrazione in Uruguay, dal 1930 al 1934.

Scritto su un quaderno e intitolato “Ricordi dell’esilio”, il diario è arricchito su ogni pagina da moltissimi disegni che illustrano gli eventi raccontati ma anche il paesaggio, la flora, la fauna della località dove Giuseppe Piva era emigrato.

Il direttore inizia la sua intervista ripercorrendo la storia di Giuseppe Piva, che nasce nel 1905, in Trentino, vicino a Riva del Garda. Piva è l’ottavo di nove figli, rimasto orfano di padre a 7 anni. Un periodo molto difficile che la madre riuscirà ad affrontare solo vendendo le proprietà di famiglia. Nonostante queste difficoltà e nonostante sia menomato nel fisico, Giuseppe è una persona molto allegra, a cui piace stare in compagnia e che ama molto la musica, inoltre è molto colto, sensibile e interessato a ciò che succede nel mondo, da quello che si legge dai diari.

Tomasi prosegue l’intervista raccontando come è nata l’iniziativa di pubblicare il diario di Giuseppe Piva: “il diario è stato ritrovato in maniera fortuita: era in un baule, dimenticato nella soffitta di una casa che stava per essere ristrutturata e chi l’ha ritrovato l’ha consegnato all’Associazione Mnemoteca del Basso Sarca, un’associazione di promozione culturale che si occupa proprio di custodire la memoria del cambiamenti della società in quell’area del Trentino. Il diario inizia il 12 ottobre del 1930, il secondo giorno in Uruguay per il protagonista. Il giorno prima infatti era arrivato a Montevideo dove lo aspettava suo fratello Massimo, che era lì già da tre anni. In questo diario lui racconta la sua vita quotidiana, le sue piccole gioie e tutto ciò che accade in questo luogo; descrive dettagliatamente anche l’ambiente naturale a cui era molto interessato: descrive i fiori, le piante, il rovesciamento delle stagioni, dal quale era stato molto colpito. Il diario poi finisce il 31 dicembre del 1934. Giuseppe parla di esilio perché era stato costretto dalla miseria a lasciare il suo paese natale e aveva tanta nostalgia del paese di origine, come si evince da molte pagine. Sulla copertina del diario inoltre Giuseppe si definisce sarto e in effetti in Uruguay fa proprio questo lavoro; si comprerà anche una macchina da cucire, una Singer, ma, dato che i clienti nella zona dove abita sono poveri come lui, non ha mai fatto lavori di alta sartoria, ma più che altro rattoppi. Giuseppe era molto attento anche a ciò che accadeva fuori dal suo paese. Ci sono due temi che ricorrono: uno è quello delle nubi di cenere che arrivavano a causa dell’eruzione del vulcano in Cile del 1932, l’altro è quello della trasvolata aera da Roma a Buenos Aires del 1934 che non aveva avuto un esito fortunato, ma che ugualmente lo aveva colpito molto”. Il direttore infine parla di ciò che più di ogni altra cosa ha emozionato lui in prima persona, come lettore: “un disegno che mi ha toccato nel vivo è quello in cui è raffigurato un uccello che porta una lettera su una casa in una valle verde, con la scritta ‘Molina di Ledro quando ti vedrò?’ e con la consapevolezza che avrebbe rivisto la sua città solo nel 1952, pochi mesi prima della sua scomparsa, mi sono emozionato. Inoltre il disegno accompagna una poesia sul cuore della mamma, che gli aveva consigliato di non partire”. (Mrs- Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform