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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La Cripta di Epifanio: una storia al femminile. Visita guidata speciale del prof. Natalino Paone all’abbazia di San Vincenzo al Volturno

APPUNTAMENTI

Domani nell’ambito del Molise Noblesse Festival

 

L’evento organizzato dalla studiosa di Bojano, Mina Cappussi, con Un Mondo d’Italiani, il Centro Studi Agorà e l’Associazione Tutela Emigrati e Famiglie (Aitef)

 

ROCCHETTA A VOLTURNO – “Beata me dicent…” è il sottotitolo dell’evento organizzato dalla studiosa di Bojano, Mina Cappussi, all’interno del Molise Noblesse Festival, con Un Mondo d’Italiani quotidiano internazionale, Centro Studi Agorà, Aitef (Associazione Tutela Emigrati e Famiglie) che si terrà sabato 14 ottobre alle 10 presso l’antica abbazia di San Vincenzo al Volturno. Si tratta di una visita speciale, guidata dal prof. Natalino Paone, dal titolo “La Cripta di Epifanio: una storia al femminile”, per un percorso intimo, intriso di un’atmosfera mistico-meditativa, nel solco della personalità effervescente del prof. Paone, uno dei massimi studiosi di tratturi, già presidente dell’Istituto per gli Studi Storici del Molise, presidente del Consorzio Universitario Molisano, direttore del Centro Studi Molisani.

“Richiami bizantini, romani e carolingi – leggiamo da un saggio di Paone sulla cripta – ma riassunti con linguaggio autonomo e con programma scenografico e principio teologico originali che fanno dell’opera un “unicum” nella storia della pittura dell’alto Medioevo; donne vicine a quelle presenti in Sant’Apollinare a Ravenna, ma lì con maggiore cromatismo e qui con prevalente serenità interiore”.

Dell’abbazia benedettina di San Vincenzo al Volturno parla con dovizia di particolari il Chronicon Vulturnense, un codice miniato, redatto nel 1130 da un monaco di nome Giovanni, che aveva usato a sua volta fonti interne del monastero di VIII-XI secolo. La fondazione risalirebbe, secondo il Chronicon, all’inizio dell’VIII secolo e sarebbe dovuta a tre nobili beneventani, Paldo, Taso e Tato, che cercavano un luogo in cui dedicarsi alla vita ascetica. L’area prescelta era già frequentata in età tardoromana come mostrano i resti di una chiesa e di un’area sepolcrale di V-VI secolo d.C. Nel 787 Carlo Magno pose il monastero sotto la sua diretta protezione, emanando un privilegio contenente esenzioni fiscali e giudiziarie e l’autorizzazione alla comunità ad eleggere il proprio abate senza alcuna interferenza da parte di altre autorità ecclesiastiche. L’importanza dell’abbazia è dovuta alla sua posizione strategica, al confine tra il principato longobardo di Benevento e le terre conquistate dai Franchi, e viene sottolineata nell’849, quando, in seguito alla divisione del principato di Benevento tra territori soggetti a Salerno e a Benevento, il monastero di S. Vincenzo al Volturno rimane un’entità autonoma, direttamente soggetta all’autorità imperiale.

La visita guidata, organizzata nell’ambito del Molise Noblesse Festival mira a far conoscere la nobiltà della storia regionale, le peculiarità e le ricchezze uniche del Molise, attraverso la potente rete dei molisani e degli italiani all’estero.

Della Cripta di Epifanio, costruita dall’abate Epifanio tra l’824 e l’842 all’interno del complesso monastico di San Vincenzo, ha parlato di recente anche l’arch. Franco Valente nel corso del simposio sulla Via Micaelica tenutosi nella chiesa di San Martino a Castel San Vincenzo. “Uno dei gioielli della cultura religiosa altomedioevale in Europa – lo definisce l’architetto molisano – al cui interno è conservato il più importante ciclo di affreschi occidentale del IX secolo, miracolosamente sopravvissuto alla devastazione saracena dell’881, ai guasti del tempo ed all’incuria degli uomini”. (Inform)

 

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