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La Commissione Esteri ha concluso l’esame dello stato di previsione del MAE per il 2014 e per il triennio 2014-2016

SENATO DELLA REPUBBLICA
La Commissione Esteri ha concluso l’esame dello stato di previsione del MAE per il 2014 e per il triennio 2014-2016
Rapporto favorevole alla Commissione Bilancio con osservazioni. Si auspica che sia previsto per legge il riconoscimento automatico come abitazione principale delle case possedute in Italia dai cittadini iscritti all’Aire
ROMA – La Commissione Affari Esteri Emigrazione del Senato ha concluso ieri, in sede consultiva, l’esame dello stato di previsione del Mae per l’anno finanziario 2014 e per il triennio 2014-2016, congiuntamente alle Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2014).
Nel corso del dibattito il senatore Claudio Micheloni (Pd) ha chiesto al Governo – rappresentato in commissione dal vice ministro Marta Dassù – se il taglio dell’indennità di servizio all’estero per il personale del ministero degli Affari Esteri comporterà una effettiva riduzione delle somme percepite dal personale o se vi si farà fronte con il differimento delle sostituzioni del personale all’estero. Ha rilevato inoltre che nei disegni di legge in discussione non risultano stanziamenti di fondi per l’elezione dei Comitati degli italiani residenti all’estero ed ha chiesto se tali fondi sono previsti in altri provvedimenti. Ha chiesto altresì se nelle risorse della tabella A, riservate agli oneri per le ratifiche internazionali, sono ricomprese anche la ratifica dell’Accordo tra Italia e Israele sulla previdenza sociale e dell’Accordo tra Italia e Canada del 1995 sulla sicurezza sociale.
Il senatore Aldo Di Biagio (SCpI) ha espresso preoccupazione per la forte riduzione delle risorse destinate all’Istituto italo-latinoamericano (IILA).
Ha risposto il vice ministro Dassù rilevando che il bilancio del ministero degli Affari Esteri rappresenta, rispetto al bilancio generale dello Stato, una percentuale molto inferiore a quella dei principali Paesi europei. Con le risorse attuali, le giuste ambizioni di politica estera del nostro Paese non possono essere perseguite, se non con grandi difficoltà. Per quanto riguarda i finanziamenti alla cooperazione allo sviluppo, alla somma inserita nel disegno di legge di bilancio devono essere aggiunti i 60 milioni indicati nella Tabella C e ulteriori 60 milioni previsti dall’articolo 8, comma 9, del disegno di legge di stabilità, destinati questi ultimi alle azioni di cooperazione realizzate nell’ambito dell’Unione europea. Tali integrazioni farebbero pertanto arrivare lo stanziamento per il 2014 a livelli analoghi a quelli del 2013. Vi sarebbe peraltro un lieve aumento delle disponibilità a favore delle politiche di cooperazione, a fronte di una leggera diminuzione dei costi di funzionamento della struttura.
Dassù ha poi ricordato che l’indennità di servizio all’estero, che comunque non ha natura retributiva, ha già subito notevoli tagli negli ultimi anni, per un ammontare di 45 milioni di euro nel 2012 e di 11,2 milioni nel 2013. Il ministero degli Esteri ha fatto fronte a tali tagli con un piano di riduzione dei costi del personale all’estero. Il vice ministro ha riconosciuto però la possibilità di valutare la revisione del sistema di retribuzione del personale per avvicinarlo nella sua struttura a quello degli altri Paesi europei, rendendo più leggibili le diverse voci.
Con riferimento ai fondi per l’elezione dei Comites (Comitati degli italiani all’estero), la Dassù ha fatto presente che per le prossime elezioni è stato previsto il voto attraverso sistemi elettronici e pertanto il conseguente onere economico, quantificabile in circa 2 milioni di euro, è stato spostato sul capitolo relativo alle spese informatiche, di pertinenza della Direzione generale per l’Amministrazione, l’informatica e le comunicazioni. Si è associata infine alle preoccupazioni espresse nei confronti dell’Istituto italo-latinoamericano, che, nei limiti delle compatibilità di bilancio, comunque deve essere salvaguardato.
Conclusa la discussione generale si è proceduto all’esame di un ordine del giorno della senatrice Cristina Di Pietro (M5S) – poi riformulato e accolto dalla rappresentante del Governo senza essere posto in votazione – e degli emendamenti, riferiti alla tabella 6 del disegno di legge n. 1121 (legge di bilancio) e degli ordini del giorno riferiti al ddl n. 1120 (legge di stabilità).
Tutti gli emendamenti sono stati respinti mentre gli ordini del giorno, presentati dal senatore Di Biagio, sono stati ritirati a seguito della proposta del relatore Giorgio Tonini (Pd) di inserire il loro contenuto tra le osservazioni del Rapporto della Commissione.
Infine la Commissione ha approvato la proposta di Rapporto favorevole con osservazioni, illustrata dal relatore e posta in votazione dal presidente della Commissione Pier Ferdinando Casini
Qui di seguito, il testo del Rapporto alla Commissione Bilancio.
La Terza Commissione, Affari Esteri, Emigrazione,
esaminato, per le parti di propria competenza, il disegno di legge recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità per il 2014) ed il disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2014 e per il triennio 2014-2016 (Tab. 6);
preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo nel corso dell’esame in sede consultiva;
rilevato criticamente il persistente sottodimensionamento, rispetto alla media europea, delle risorse destinate alla politica estera italiana;
preso atto che l’articolo 9 del disegno di legge di stabilità provvede al rifinanziamento delle missioni internazionali di pace per l’anno 2014;
segnalate positivamente le autorizzazioni di spesa per l’adempimento degli impegni connessi con l’organizzazione e lo svolgimento del semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea del 2014;
preso atto della riduzione dell’indennità di servizio all’estero (ISE) e delle spese di viaggio per congedo in Italia del personale del Ministero degli affari esteri; 
ribadita ulteriormente la necessità che il Ministero degli affari esteri possa essere messo in condizione di disporre di un grado aggiuntivo di flessibilità organizzativa, al fine di individuare ulteriori misure di risparmio che consentano di scongiurare il ricorso ad ulteriori tagli lineari di spesa;
segnalato con favore l’aumento degli accantonamenti previsti dalla Tabella A, con riferimento al Ministero degli affari esteri, destinati a far fronte agli oneri derivanti dalla ratifica di Accordi internazionali;
preso atto con favore che la Tabella B prevede accantonamenti finalizzati al finanziamento delle risorse per la partecipazione dell’Italia alla spesa per la ristrutturazione del Quartier Generale Atlantico di Bruxelles;
preso atto che i fondi destinati alla cooperazione allo sviluppo si attestano sullo stesso livello dello scorso anno, ed esprimendo l’auspicio che tali fondi non siano destinati a subire nel corso dell’anno ridimensionamenti;
preso altresì atto dell’aumento dei fondi a disposizione dell’applicazione degli Accordi Unione europea – Africa Caraibi e Pacifico (ACP) (Convenzioni di Lomé-Accordo di Cotonou) e per la Politica di vicinato della UE;
esprime un rapporto favorevole, con le seguenti osservazioni:
auspica la definizione di un programma pluriennale di incremento dell’impegno finanziario per la proiezione internazionale del Paese, oggi del tutto inadeguato al ruolo dell’Italia nella comunità internazionale;
auspica la previsione di fondi aggiuntivi a beneficio dell’Istituto italo-latinoamericano (IILA), in considerazione dell’importanza del suo contributo alla politica estera del nostro Paese;
auspica che, superando la discrezionalità attualmente attribuita ai Comuni, sia previsto per legge il riconoscimento automatico come “abitazione principale” delle unità immobiliari a destinazione abitativa possedute in Italia dai cittadini iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE), a titolo di proprietà o di usufrutto;
auspica che, nei provvedimenti in esame, sia possibile disporre il riconoscimento del diritto alla fruizione delle detrazioni fiscali per carichi di famiglia ai residenti all’estero, per l’anno 2014.
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