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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

In Commissione Esteri il sottosegretario Vincenzo Amendola sulle risorse destinate agli enti gestori di lingua e cultura italiana

CAMERA DEI DEPUTATI

La risposta ad un’interrogazione dei deputati Pd eletti nella circoscrizione Estero che chiedevano il ripristino dei fondi almeno al livello del 2015. Assicurato l’impegno del Governo

ROMA – Il sottosegretario agli Esteri, Vincenzo Amendola, ha risposto in Commissione Affari Esteri alla Camera dei Deputati all’interrogazione sulle risorse finanziarie destinate agli enti gestori di lingua e cultura italiana all’estero presentata nei giorni scorsi dei deputati del Pd eletti nella circoscrizione Estero Alessio Tacconi, Gianni Farina, Laura Garavini (ripartizione Europa), Francesca La Marca (America settentrionale e centrale), Marco Fedi (Africa, Asia, Oceania e Antartide) e Fabio Porta (America meridionale).

Nell’interrogazione si chiedeva il ripristino della dotazione del capitolo relativo al contributo agli enti gestori di corsi di lingua e cultura italiana all’estero (n. 3153) almeno al livello del 2015, in modo da “corrispondere alla forte domanda che viene da un’utenza di stranieri e discendenti di italiani, anche alla luce dell’esigenza, più volte richiamata dai responsabili politici e istituzionali, di dare maggiore coerenza e valore strategico alla azione di promozione linguistica e culturale”.

Nelle premesse veniva infatti evidenziato come lo stanziamento previsto nella legge di Stabilità 2016 per tale capitolo di spesa fosse stato quantificato in 9.400.000 euro e incrementato con un emendamento in Senato fino ad arrivare alla somma di 11.918.796 euro, così da portare la dotazione effettiva ai livelli del bilancio assestato 2015, ritenuta “necessaria per assicurare il regolare funzionamento dei corsi organizzati dagli enti gestori, molti dei quali – si precisava – sono stati da questi rilevati a seguito della notevole riduzione del personale di ruolo inviato all’estero”. Tale importo risultava però decurtato di 2.625.548 euro per far fronte ai contributi richiesti a ciascun Ministero nella manovra di finanza pubblica (la quota richiesta complessivamente al Maeci era di euro 8.226.000), determinando uno stanziamento inferiore di oltre 2.500.000 a quello del 2015, e rendendo così “problematica la stessa sopravvivenza dei corsi che ora viaggiano a pieno ritmo”. Venivano altresì evidenziate dagli interroganti “prospettive altrettanto allarmanti” per i corsi di lingua e cultura “in quanto i livelli di spesa previsti saranno quelli proposti quest’anno a seguito della rimodulazione di spesa richiesta”.

Nella sua risposta Amendola ha ribadito “la centralità che per il Governo, a partire dalla Farnesina, rivestono le nostre collettività all’estero nonché la promozione del Sistema Italia all’estero, anche attraverso il peso della dimensione culturale nella proiezione dell’immagine italiana nel mondo”, ricordando come a fronte di una riduzione di risorse umane e finanziarie si registri però “nel campo della promozione culturale, ad un’accresciuta domanda di servizi, da parte di un’utenza in crescita e portatrice di esigenze maggiori e in evoluzione”. “Il patrimonio linguistico e culturale italiano – prosegue – è una risorsa incomparabile a disposizione della nostra azione di promozione internazionale”.

Nel merito dell’interrogazione, il sottosegretario ha richiamato l’obiettivo del 3% di risparmio sulle dotazioni di bilancio assegnate a ciascun Ministero richiesto dalla spending review e la conseguente riduzione di risorse destinate alla Farnesina inserita nella legge di Stabilità di 37 milioni di euro. “In tale ambito – evidenzia Amendola – si è riusciti a contenere il taglio relativo alle politiche per gli italiani all’estero nell’importo di circa 2,5 milioni di euro. Anche grazie alla costante attenzione del Parlamento per il tema dell’insegnamento della lingua italiana all’estero, si è riusciti in sede di esame parlamentare della stabilità a neutralizzare tale taglio e ad assestarsi su una cifra, comunque consistente, di circa 9,4 milioni di euro, con un aumento comunque di 800.000 euro rispetto all’importo stanziato per il 2016 dalla precedente legge di stabilità. Senza dubbio – ammette Amendola, – ci troviamo di fronte ad una disponibilità inferiore di circa 2 milioni rispetto a quella del 2015, che aveva beneficiato, sempre in sede di esame parlamentare della legge di Stabilità, di un consistente incremento nel capitolo in questione”.

A fronte di tale situazione il sottosegretario assicura come “il Governo, a partire dalla Farnesina, sia fortemente impegnato per cercare di individuare possibili strumenti atti a ripristinare il prima possibile la dotazione del capitolo 3153 al livello dell’anno precedente”, impegno che – avverte – “non risulterà semplice, alla luce delle note ristrettezze di bilancio e dei vincoli della spending reviewche hanno inciso su capitoli già depauperati, ma che cercheremo di finalizzare, possibilmente in sede di assestamento, in accordo con il Mef”.

In sede di replica Tacconi si dichiara soddisfatto della riposta del sottosegretario, ritenendo “confortante” il ribadito impegno del Governo sulla questione. Egli ne auspica la concretizzazione nella prossima Nota di variazione di bilancio, sottolineando come il ripristino dei fondi in discussione debba comprendere, oltre che l’anno corrente, anche i due successivi. Auspica, altresì, che nella suddivisione dei contributi disponibili si tenga conto di quanto potrà essere recuperato sul capitolo di spesa richiamato, in modo da consentire agli enti gestori una programmazione finanziaria coerente con le risorse davvero stanziate. (Inform)

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