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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il sottosegretario agli Esteri, Ricardo Merlo intervistato dal giornale online interris.it.

ITALIANI ALL’ESTERO

“Sbagliato paragonare l’emigrazione italiana con l’immigrazione attuale”

 

ROMA – “Paragonare l’emigrazione italiana con l’immigrazione attuale che arriva dall’Africa non ha senso, è assolutamente sbagliato”: così il sottosegretario agli Esteri, Ricardo Merlo, in un’intervista al giornale online interris.it.

“Prima di tutto – prosegue Merlo – sono due momenti storici totalmente diversi. E poi gli italiani arrivavano ai Paesi di destinazione con i propri documenti, in maniera regolare, oggi in Italia sbarcano immigrati clandestini in maniera illegale. Questa è la grande differenza, oltre al fatto – ribadisco – che oggi la congiuntura storica è diversa rispetto al secolo scorso”.

“Le regole devono essere chiare: in Italia entra solo chi ha i documenti, chi lo fa in maniera legale – afferma poi Merlo , rilevando la necessità di contrastare l’emigrazione clandestina.

A proposito del decreto immigrazione, il Sottosegretario spiega come la finalità sia “offrire elementi per ordinare il processo di immigrazione in Italia, stabilendo regole chiare e pensando alla sicurezza dei cittadini, come del resto fanno tutti i grandi Paesi, gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia”. “Se non hai il visto, non entri. In America – aggiunge Merlo – era così anche quando governava Obama: quando uno cercava di entrare senza visto, lo facevano salire su un aereo e tornare a casa. Non è una questione ideologica, ma un tema che ha a che vedere con le regole di un Paese”.

Soddisfazione viene espressa poi per l’accordo con il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che ha scongiurato la limitazione della trasmissione della cittadinanza italiana per ius sanguinis inizialmente prevista nel decreto, mentre si distingue tale fattispecie dalla cittadinanza acquista per ius soli. Alla domanda se egli non creda che una persona nata e cresciuta in Italia abbia diritto alla cittadinanza almeno allo stesso modo di un bisnipote di un italiano emigrato all’estero, il sottosegretario risponde: “No. Sono due cose totalmente diverse”. “Senza contare che già oggi le persone nate in Italia da genitori immigrati regolari possono optare per la cittadinanza italiana una volta compiuti i 18 anni – segnala Merlo. “Non credo – aggiunge – sia il momento storico giusto per aprire allo ius soli. E poi non si può insistere nell’errore di paragonare due momenti storici totalmente diversi. Non credo oggi lo Ius soli debba essere un tema all’ordine del giorno”. (Inform)

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