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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“Il Patto per l’Export al servizio dei territori”, evento al Nola Business Park. Ministro Di Maio: “Nell’attuazione del Patto fare sistema con il territorio attraverso azioni condivise”

FARNESINA

 

NOLA – Si è svolto a Nola l’evento “Il Patto per l’Export al servizio dei territori”. L’incontro organizzato dalla Farnesina in collaborazione con il Nola Business Park CIS-Interporto Campano, ha permesso di illustrare le misure di sostegno adottate dal Maeci , nel quadro del Patto per l’Export, alla luce dello scenario post pandemico e dell’instabilità causata sui mercati internazionali dal conflitto russo-ucraino. L’incontro ha costituito anche l’occasione per rinnovare la conoscenza degli strumenti di sostegno all’internazionalizzazione e delle iniziative assunte da MAECI, Agenzia ICE, SACE, SIMEST in un’ottica promozionale di ampio respiro e al servizio dei territori. Al termine dell’evento è stato firmato un Protocollo di Intesa per il coordinamento degli interventi finalizzati alla promozione all’estero e all’internazionalizzazione dei Consorzi Industriali della Regione Campania, alla presenza dei Presidenti delle Asi firmatarie di Napoli, Salerno, Caserta, Avellino e Benevento.

Aprendo i lavori Carlo Buonaro (Sindaco di Nola) ha evidenziato l’importanza del Patto per l’Export alla luce del susseguirsi delle crisi sanitarie, economiche, belliche e di quella dell’attuale contesto politico nazionale. “Dobbiamo essere sempre pronti a gestire l’urgenza come l’ordinario. Ma tutto questo è al servizio dei territori per avere livelli di vivibilità più alti su tutti i fronti. Lo strumento sia il dialogo coi territori. L’invito è che il territorio faccia sentire la sua voce perché c’è un interlocutore che ci ascolta”, ha rilevato Buonaro. Il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha ricordato che il 2021 è stato l’anno della ripresa e anche i dati 2022 sembrano essere molto incoraggianti. “Nel 2021 è stato segnato come anno record per l’export con 516 miliardi di euro: livello mai raggiunto in precedenza, è un dato che ci aspettavamo subisse comunque un cambiamento e invece secondo i dati di maggio stiamo andando in positivo addirittura rispetto all’anno record”, ha spiegato Di Maio evidenziando che al netto dell’incremento dell’export si è però registrato anche l’incremento dei costi di energia che impattano sugli introiti aziendali. “Il governo italiano non ha esitato in questi mesi a mettere in atto le misure per frenare questo impatto. Penso alle aziende che operavano nelle aree interessate al conflitto con catene di distribuzione bloccate e le conseguenti difficoltà di approvvigionamento delle materie prime”, ha precisato Di Maio sottolineando la necessaria sostituzione di alcune fonti di approvvigionamento ad esempio nell’industria della ceramica. “Siamo un’economia di trasformazione e servono costi accessibili per le materie prime che poi servono per produrre il Made in Italy. IL Fondo 394 di Simest prevede una quota a fondo perduto del 40% per dare liquidità alle aziende dando al contempo la possibilità di esplorare mercati alternativi”, ha aggiunto Di Maio menzionando la ricerca di mercati alternativi per 19 categorie merceologiche. “Prima il Maeci non aveva questa competenza perché tutto questo era sotto il controllo del Mise: ciò ha sempre creato problemi per un coordinamento. Alla fine del 2019 si è deciso con decreto di portare tutte queste competenze sotto il Ministero degli Esteri può contare sulla rete delle ambasciate e dei consolati”, ha puntualizzato Di Maio ricordando i 7 miliardi stanziati tra Maeci, Simest e ICE durante la pandemia e oggi il 40% delle risorse PNRR destinate da Simest alle imprese del Sud. “Non possiamo non destinare questo 40% al Sud visto che in passato solo il 10% delle aziende del Sud potevano accedervi. Servono politiche specifiche per il Sud”, ha sottolineato il Ministro ponendo in rilievo il nuovo spirito per diffondere tutti gli strumenti pubblici per la promozione e l’internazionalizzazione. “Nola è tappa dell’attuazione del Patto per l’Export: l’idea è fare sistema con il territorio e con azioni condivise. Ma servono partnership nel settore pubblico-privato. La Regione Campania è prima esportatrice nel Sud Italia. Abbiamo di fronte settimane importanti in vista dell’appuntamento del 25 settembre però quello che abbiamo costruito al Maeci è un percorso istituzionale che andrà avanti per tanti anni se voi lo alimenterete”, ha concluso Di Maio ricordando l’appuntamento elettorale di settembre dopo la crisi di governo e lo scioglimento delle Camere.

Stefano Losavio (Direzione Generale Promozione Sistema Paese Maeci) ha parlato di importante dialogo con imprese e territori. “E’ stato cambiato il dna della diplomazia economica in questi anni e con esso sono cambiati gli strumenti delle aziende e i mezzi di penetrazione nei mercati esteri”, ha commentato Losavio ribadendo che la guerra in Ucraina ha rischiato di mettere in discussione i risultati raggiunti. Losavio ha ricordato che si sta parlando di uno scenario – quello dell’est europeo su tutti – importante per l’esportazione ma anche per l’importazione e per le linee di approvvigionamento. “Questa interruzione rischia di mettere in crisi le filiere produttive italiane”, ha spiegato Losavio evidenziando però la messa in atto di una task force per le imprese: l’azione dell’Unità di Crisi con oltre 1500 richieste di informazioni; i finanziamenti del Fondo 394 con strumenti a sostegno del fronte ucraino sia nell’export che nell’import; l’individuazione di mercati alternativi per 19 categorie merceologiche; la ricerca di fornitori alternativi in 23 Paesi tramite la rete diplomatica; infine il potenziamento del sistema fieristico. Barbara Beltrame (Confindustria) ha ribadito come sia importante aiutare le aziende a internazionalizzarsi e capire il rischio dell’andare in certi Paesi. “Bisogna fare in modo che le nostre aziende siano consapevoli dei rischi e stiano vicini a Confindustria o alle Ambasciate. Servono missioni e fiere: bisogna ampliare le fiere e continuare a farle anche in Paesi che stiamo esplorando”, ha spiegato Beltrame. Regina Corradini (AD Simest) ha sottolineato l’importanza di individuare gli strumenti per dare forza alle aziende in modo che siano competitive. “Per essere competitivi sui mercati è inevitabile la strada dell’internazionalizzazione ma per farlo bisogna anche equipaggiarsi e fare sistema. Ci sono Paesi europei che fanno di questo la loro forza da decenni”, ha rilevato Corradini segnalando la misura che parte a metà settembre sugli approvvigionamenti e la necessità anche per il Sud di trovare nuovi mercati affinché non ci si ritrovi più in futuro con un rischio analogo a quello energetico attuale. Nando Santonastaso (Il Mattino) ha evidenziato come la pandemia abbia in qualche modo aiutato a potenziare le politiche per il Sud permettendo a tante imprese di sopravvivere o superare almeno in parte questa crisi con gli interventi pubblici. “Ma l’innovazione delle imprese meridionali continua ad essere al di sotto della media nazionale”, ha dichiarato il giornalista.

Manlio Di Stefano (Sottosegretario agli Esteri) ha posto in evidenza come il sistema Paese stia operando positivamente per integrare e interagire anche con le realtà territoriali . “Abbiamo avuto la prontezza di andare a lavorare sulla burocrazia per far fronte alle crisi. Dietro al successo della Farnesina c’è stata la volontà di accorciare la catena burocratica. Il partenariato pubblico-privato è la chiave di questa storia e, nonostante la situazione politica che stiamo vivendo, Simest non avrà alcun problema a erogare i fondi a settembre”, ha spiegato Di Stefano evidenziando l’esempio concreto del portale unico per l’internazionalizzazione export.gov.it con tutti gli strumenti a portata di click secondo modalità user friendly. Poi è stata ricordata la campagna di nation branding nonché l’avviamento della fase due: “quella di territorializzazione di questi strumenti affinché i distretti come quelli di Nola siano parte integrante di questi progetti, dove l’idea è raggiungere le più piccole realtà del Mezzogiorno che ha l’80% della sua produzione derivante da piccole imprese”, ha sottolineato Di Stefano parlando anche della rilevanza dei fondi rotativi pensati per durare nel tempo. Carlo Ferro (Presidente ICE) ha ricordato come ad oggi ci siano 136mila imprese italiane esportatrici, un numero ancora migliorabile, e la partecipazione delle imprese del Sud all’export nazionale sia fermo al 10% da dieci anni. “Bisogna fare di più e portare di più sul territorio: è quello che può offrire il sistema Paese”, ha invitato Ferro ribadendo che l’export nazionale è uscito in questa parte del 2022 con un 7% in più. “L’idea è essere più fruibili e abbiamo molte cose nuove per modernizzare servizi e andare di più sui territori: desk regionali presso la sede di Cassa depositi e prestiti con un funzionario ICE dedicato; l’export tutor con mille funzionari ICE per l’assistenza a micro-imprese; i servizi degli uffici esteri gratuiti nel 2021 per un totale di 43mila servizi con un 5% andato alle imprese campane; l’innovazione del global start-up program per la partecipazione delle imprese italiane ad acceleratori esteri; il tema dell’e-commerce con 7mila imprese ammesse su 33 piattaforme di vendita online”, ha spiegato Ferro.

Alessandra Ricci (AD SACE) ha parlato di tre elementi: conoscenza, promozione e prodotti ricordando anche la presenza di Sace in 200 Paesi. “Abbiamo una risk map sul nostro sito e lì le imprese possono sapere quali rischi ma anche quali opportunità ci siano nei diversi Paesi. Abbiamo generato 40 eventi per 8mila imprese e contratti per la crescita dell’export perché l’obiettivo ideale sarebbe far crescere l’impresa in assenza di sostegno pubblico. Gli strumenti che mettiamo a disposizione sono le coperture dal rischio”, ha spiegato Ricci ricordando strumenti come Garanzia Italia e Supporto Italia. Carlo Palmieri (Pianoforte Holding) ha ricordato come in questi due anni ci siano stati rapporti con gli stakeholder privati ma anche con le istituzioni. “Siamo testimoni diretti di quello che ha significato il Patto per l’Export: oggi le belle sedi istituzionali del Maeci all’estero sono diventati luoghi concreti e diretti di una rete internazionale dell’Italia che da supporto alle nostre aziende”, ha commentato Palmieri. Luigi Traettino (Presidente Confindustria Campania) ha parlato di dimostrazione di un salto di qualità fatto dal Ministero degli Esteri trasformandosi da sede diplomatica a luogo di promozione delle aziende. Emilio Alfano (Presidente Confapi Industria Campania) ha parlato di aree industriali che vanno migliorate. “Esse sono il luogo dove il lavoratore produce e questa area deve essere accogliente e di gradimento, c’è ancora scarsa attenzione per le lavoratrici”, ha lamentato Alfano. Giuseppe Oliviero (CNA Campania) ha ribadito la necessità di messa a sistema di strumenti per fare in modo che il Sud non debba volta per volta chiedere sostegni. Pasquale Russo (Confcommercio Campania) ha parlato della necessità di adeguate infrastrutture come porti e ferrovie per esportare. Pietro Monaco (Confimprese Campania) ha rilevato l’importanza delle istanze provenienti da settori produttivi: agroalimentare, farmaceutica, meccanica strumentale, apparecchi elettrici e gioielleria sono risultati i settori più virtuosi. Luigi Canfora (Presidente Confimi Industria Campania) ha parlato dell’esigenza di un maggior ascolto da parte della politica delle istanze provenienti dai territori. Antonio Marchiello (Assessore attività produttive Regione Campania) ha invitato a mettersi con umiltà a lavorare per arricchire il territorio. Giuseppe Romano (Presidente ASI Napoli) ha ricordato come la sottoscrizione del protocollo non è forma ma sostanza. Antonio Visconti (Presidente ASI Salerno) ha invitato a creare un reticolo sistemico per migliorare l’efficienza sul territorio. Raffaella Pignetti (Presidente ASI Caserta) ha menzionato la ristrutturazione delle aree produttive con un percorso di riqualificazione anche grazie ad attività di attrazione. Luigi Barone (Presidente ASI Benevento) ha richiamato la necessità di partecipare ai bandi del PNRR. Pasquale Pisano (Presidente ASI Avellino) ha a sua volta ribadito come le ASI siano state coinvolte nelle possibilità dirette del PNRR. (Inform)

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