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I disegni e i progetti di Aldo Rossi al Museo Nazionale Slovacco di Bratislava

MOSTRE

Nell’ambito del festival italiano “Dolce Vitaj”, dal 24 giugno al 5 dicembre si svolgerà una mostra dedicata all’architetto e designer italiano, organizzata in collaborazione con l’IIC e l’Ambasciata d’Italia

BRATISLAVA – Nel quadro della 14a edizione del festival italiano in Slovacchia “Dolce Vitaj”, verrà inaugurata il 24 giugno 2021 al Museo Nazionale Slovacco di Bratislava la mostra dedicata all’architetto e designer Aldo Rossi, “Aldo Rossi – Disegni e progetti”.

La mostra è organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Bratislava, dall’Ambasciata d’Italia e dalla Fondazione Aldo Rossi di Milano, con la collaborazione del Museo Alessi di Omegna e del Museo ospitante. Chiara Spangaro è la curatrice.

Il lavoro di Aldo Rossi (1931-1997) viene presentato attraverso disegni e progetti del primo italiano a vincere, nel 1990, il prestigioso Premio Pritzker, seguito otto anni dopo da Renzo Piano. Si propongono in particolare i progetti degli anni Ottanta e Novanta: due decenni molto prolifici che segnano definitivamente la sua consacrazione internazionale. Chi conosce già l’opera di Aldo Rossi potrà osservare alcune opere inedite e preziose, mentre chi si affaccia per la prima volta sul suo mondo avrà modo di approfondire la sua visione artistica. Tra i materiali esposti al Museo Nazionale Slovacco anche due spettacolari caffettiere di grandi dimensioni, provenienti dal Museo Alessi di Omegna, “La cupola” e “La conica”, tuttora in produzione e molto apprezzate dagli amanti del caffè e del design italiano.

Aldo Rossi (1931-1997) compie la sua prima formazione negli anni Cinquanta presso il Politecnico di Milano. Assistente negli studi di Ignazio Gardella e Marco Zanuso, insegna con Ludovico Quaroni presso la Scuola urbanistica di Arezzo e con Carlo Aymonino allo IUAV di Venezia; professore incaricato al Politecnico di Milano nel 1965, vince la cattedra di caratteri degli edifici nel 1970, quando comincia a collaborare anche con diverse università americane tra cui la Cooper Union University, l’Institute for Architecture and Urban Studies, Harvard e Yale University.

L’attività progettuale si divide tra edilizia privata e pubblica. Si ricordano tra i primi progetti realizzati: l’ampliamento della scuola De Amicis di Broni (1970), un’unità residenziale Monte Amiata al quartiere Gallaratese di Milano (1968-1973), il Cimitero di San Cataldo di Modena (1971-1978) e la Scuola elementare “Salvatore Orrù” di Fagnano Olona (1972-1976).

Successivamente: gli edifici pubblici di Fontivegge-Perugia (1982-1989) e Borgoricco (1983-1988), la ristrutturazione del Teatro Carlo Felice di Genova (1983-1989), l’ampliamento dell’aeroporto di Milano-Linate (1991-1993), fino al progetto per la ricostruzione del Teatro “La Fenice” di Venezia del 1996.

Contemporaneamente la sua notorietà si afferma oltre i confini nazionali con realizzazioni quali l’isolato tra Kochstrasse e Friedrichstrasse a Berlino (1981-1988), l’Hotel “Il Palazzo” di Fukuoka (1987-1989) e a Maastricht il Bonnefanten Museum (1990-1994).

Branislav Panis, direttore del Museo Nazionale Slovacco, a proposito di questa mostra ha detto: “È interessante vedere, nei disegni molto poetici che arrivano a Bratislava, quanto Rossi riesca a coniugare bellezza e praticità, caratteristiche che non si sono fermate nella sua Milano, ma che hanno viaggiato lontano con progetti che sono giunti in Giappone, Stati Uniti, Messico, Malesia, Turchia, Russia, altri Paesi in Europa e naturalmente in tutta Italia. Quello che emerge dai suoi lavori è gioia di vivere e condividere gli spazi pubblici, spazi privati e oggetti. Tra l’altro disegnò vari prodotti di uso quotidiano e mobili di grande eleganza per aziende conosciute in tutto il mondo, come Alessi, Artemide, Bruno Longoni Atelier d’Arredamento, Molteni & C, Unifor”.

Vera e Fausto Rossi, figli di Aldo Rossi, hanno detto: “Non possiamo non ricordare nostro padre che talvolta pronunciava sognante le parole il Danubio Blu e raccontava del mitologico fiume che nasce nella Foresta Nera e che attraversa alcune delle città più belle d’Europa, tra cui anche Bratislava, per sfociare nel Mar Nero. Suggestioni che ci hanno sempre accompagnati, trasmettendoci il grande fascino che ha sempre provato nei confronti dell’Europa Orientale. È per noi un ulteriore motivo di gioia immaginare il suo lavoro esposto, al Museo Nazionale, a fianco delle rive del Danubio”.

La mostra sarà aperta fino al 5 dicembre prossimo. (Inform)

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