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Giornata Internazionale Anticorruzione 2020: l’evento online “La Presidenza italiana del G20: la lotta alla corruzione nel nuovo scenario internazionale segnato dalla crisi pandemica”

FARNESINA

ROMA – Si sono tenuti in videoconferenza i lavori della Giornata Internazionale Anticorruzione 2020. “La Presidenza italiana del G20: la lotta alla corruzione nel nuovo scenario internazionale segnato dalla crisi pandemica”, questo il titolo prescelto per l’evento che  ha visto la partecipazione di numerose istituzioni ed autorità. I lavori sono stati introdotti dal Direttore Generale per la Mondializzazione e le Questioni Globali del Maeci, Luca Sabbatucci, dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, e dalla Rappresentante Speciale della Presidenza OSCE per la lotta alla corruzione, Paola Severino. E’ seguita una tavola rotonda con la partecipazione del Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Federico Cafiero de Raho, del Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Giuseppe Busia, e del Capo di Gabinetto del Ministro della Giustizia, Raffaele Piccirillo. Come ha introdotto Sabbatucci, il 2021 sarà l’anno che vedrà l’Assemblea delle Nazioni Unite tenere per la prima volta una sessione speciale dedicata all’anticorruzione: un tema rilevante anche in seno all’agenda globale anticorruzione del G20. Di Maio ha ribadito l’impegno della Farnesina su questo tema in un contesto multilaterale: nella lotta alla corruzione il 2021 avrà occasioni importanti. “Lo strumento della diplomazia giuridica in politica estera, per gli investimenti ed i movimenti transfrontalieri, deve essere una strategia condivisa per una corretta competizione tra sistemi economici e imprese e per diffondere la cultura della legalità. L’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile promuove lo stato di diritto con istituzioni trasparenti. Occorre però aumentare gli sforzi per avere una società più prospera con meno disuguaglianze, quindi prevenire le devianze ed il malaffare sia nazionale che internazionale. Come Presidenza del G20 siamo chiamati al compito importante della diffusione di modelli e standard per le buone pratiche”, ha sottolineato Di Maio parlando di promozione di una visione olistica del fenomeno corruttivo basata sui concetti di “etica, trasparenza ed integrità nell’uso delle risorse pubbliche”. Severino ha ricordato il consenso raccolto attorno a questo tema e l’attenzione da parte dell’Italia ai più alti livelli istituzionali. “L’Italia si è imposta tra gli attori leader in materia di anticorruzione nella cooperazione internazionale. Le direttrici principali di cambiamento, rispetto alla percezione del nostro Paese all’estero, sono state: l’avvio nel 2012 di un percorso di riforme, con la progettazione di un sistema innovativo e preventivo di contrasto e il ruolo della diplomazia giuridica”, ha spiegato Severino parlando della legislazione antimafia e della credibilità conferita all’Italia da queste riforme nei processi di lotta alla criminalità organizzata e di omogeneizzazione delle regole quale premessa per una leale concorrenza tra Paesi. “La diplomazia giuridica rappresenta quindi un veicolo fondamentale per l’armonizzazione normativa internazionale nella lotta alla corruzione”, ha sottolineato Severino.

Alfredo Durante Mangoni, Coordinatore attività internazionali anticorruzione del Maeci, ha ricordato come l’agenda italiana sia incentrata proprio sulla conoscenza dettagliata del fenomeno per ottenere in ambito internazionale le migliori politiche anticorruzione. L’invito è partire dal G20 per arrivare a una visione olistica del fenomeno della corruzione in ambito globale, tenendo conto dei punti deboli creati dalle difficoltà della pandemia e quindi della possibile infiltrazione della criminalità organizzata nella pubblica amministrazione e nelle imprese. Giovanni Tartaglia Polcini, Consulente giuridico del Maeci, ha menzionato come il G20 abbia dato alla luce uno dei documenti di policy più importanti in questo settore negli ultimi anni. Il Procuratore Nazionale Cafiero de Raho ha anzitutto ricordato come sia stato proprio il Ministro Severino a dare a suo tempo una svolta importante all’anticorruzione. Il Procuratore ha altresì evidenziato come la direzione nazionale antimafia ed anticorruzione abbia da diversi anni rapporti di collaborazione con le diverse istituzioni, quindi anche con il Maeci, per il contrasto alla corruzione. “Si celebra anche il ventennale della convenzione ONU contro il crimine organizzato della quale l’Italia è ormai modello di riferimento globale proprio per la repressione transnazionale del crimine organizzato: i nostri esperti sono tra più richiesti e le nostre istituzioni sono oggetto di studio”, ha spiegato Cafiero de Raho che, in una visione olistica del fenomeno, ritiene che mafia e corruzione siano elementi non più considerabili distinti. Un pensiero è andato a tre eroi della lotta alla mafia. “Rocco Chinnici, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino: vittime di quella criminalità mafiosa che per primi seppero combattere con strategie e contenuti innovativi. Intuirono che le mafie si evolvono e si adattano al contesto socio-economico e politico di riferimento, infiltrandosi nel mondo degli affari e stringendo relazioni di potere”, ha sottolineato il Procuratore Antimafia puntando l’attenzione sul fatto che il vero potere dei sodalizi criminali non risieda più tanto nella capacità intimidatoria quanto nel denaro: “il denaro è oggi il vero grimaldello, altamente persuasivo, nei rapporti con le imprese e con le pubbliche amministrazioni”. Cafiero de Raho ha in infine menzionato i principi contenuti nel documento di policy del foro globale per eccellenza: il G20. “Promuovere il coordinamento inter-istituzionale e investigativo, contrastare la corruzione, rafforzare e agevolare la cooperazione internazionale per i delitti di corruzione, implementare l’utilizzo di strumenti tecnologici, colpire il fenomeno della corruzione connessa alla criminalità organizzata, identificare i titolari effettivi dei conti correnti e delle persone giuridiche, implementare la sorveglianza negli appalti pubblici, fare in modo che i prestatori di servizi digitali ed i gestori della tecnologia 5G garantiscano le prestazioni obbligatorie ovunque ciò sia richiesto e qualunque sia l’autorità giudiziaria competente, adottare adeguate misure volte a garantire trasparenza nel contesto economico e finanziario globale”, ha così enunciato i principi. Giuseppe Busia, Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, si è soffermato su alcuni punti nella prospettiva delle relazioni internazionali. “Come ANAC stiamo investendo molto nei rapporti bilaterali con altre autorità consimili perché questo è fondamentale per trasmettere il nostro modello e condividere le pratiche migliori. E’ però nei rapporti multilaterali che si ha una maggiore condivisione di standard comuni. La presidenza italiana del G20 è in questo momento strategica anche per la crisi cui siamo immersi per via della pandemia: è uno sforzo che non possiamo non cogliere. Il ruolo di ANAC è quello di un’autorità indipendente che ha accolto il disegno olistico di lotta alla corruzione”, ha spiegato Busia sottolineando come l’autorità che presiede svolga un ruolo fondamentale nella vigilanza sugli appalti.

Raffaele Piccirillo, Capo di Gabinetto del Ministro della Giustizia, ha menzionato l’esercizio di monitoraggio costante anticorruzione promosso in seno alle Nazioni Unite. Piccirillo ha però anche sottolineato il problema relativo a una diversa nozione giuridica di ‘corruzione’ che può variare all’interno dei diversi Paesi, quindi sostanzialmente ponendo in essere l’elaborazione di fattispecie di reato distinte e non necessariamente conformi nei diversi ordinamenti giuridici; così come diversi sono i sistemi investigativi, preventivi o repressivi posti in essere dai diversi Stati nel contrasto alla criminalità organizzata. Ci sono poi i temi relativi alla semplificazione delle procedure e al numero eccessivo, a volte quindi poco funzionale, dei controlli stessi specie se alla base ci sono norme confuse o interpretabili. Virginio Carnevali, Presidente di Transparency International Italia, ha ricordato come il 2021 sarà un anno importante non solo per l’uscita dalla pandemia ma per la presidenza italiana del G20. “La corruzione ormai è un effetto globale a livello orizzontale e verticale. A livello orizzontale perché è ovunque nel mondo e a livello verticale perché può colpire chiunque. La corruzione è il nuovo mitra della mafia, che ne fa uso più della violenza per ottenere i propri scopi”, ha sottolineato Carnevali. Italo Borrello, Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia, ha invece evidenziato la pericolosità del riciclaggio nella misura in cui agisce in continuità con la corruzione: sotto questo profilo la prevenzione diventa ancor più essenziale per poi combattere la corruzione. “Occorrono un costante confronto e uno scambio di esperienze tra le autorità. L’Italia ha adesso un’occasione unica per valorizzare gli sforzi profusi in questi anni”, ha sottolineato Borrello riferendosi agli imminenti impegni internazionali del nostro Paese nel 2021. (Simone Sperduto/Inform)

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