direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Elezioni politiche 22 settembre 2022: le considerazioni della Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera

ASSOCIAZIONI

 

ZURIGO – “Innanzitutto una semplice constatazione: la gestione del potere non è formalmente penalizzata riducendo la partecipazione al voto. Nei fatti, astenersi alle elezioni può esprimere disaffezione, ma, nella sostanza, non fa che rafforzare il potere di chi, grazie al voto di chi lo esercita, riuscirà ad ottenerlo. In altre parole, astenersi è come votare per chi si troverà a gestire il potere”. Inizia così la riflessione della Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera sulle elezioni politiche del 22 settembre. “È più che comprensibile – prosegue la nota – il disorientamento e anche la rabbia che deriva da un sistema elettorale, il famigerato Rosatellum, che tutti considerano pessimo e che nessuno si è curato di cambiare, che in Italia impedisce al cittadino anche la naturale possibilità di esprimere la propria preferenza nei confronti di coloro che dovranno rappresentarlo in Parlamento.

Per noi all’estero, fortunatamente non è così: votiamo con un sistema proporzionale, garanzia che ogni voto conta, e possiamo anche esprimere le preferenze, scrivendo sulla scheda nome e cognome del candidato o della candidata che riteniamo degno di rappresentarci e di rappresentare le istanze dei cittadini italiani residenti all’estero.

Che ormai sono annose. Sintomo dell’amara constatazione che sono tuttora irrisolte. Ci riferiamo, senza stabilire un ordine di rilevanza, al sostegno, alla tutela, alla diffusione della lingua e della cultura italiana, considerate oggi, e a ben giusta ragione, un elemento fondamentale per consolidare la reputazione del nostro Paese al di fuori dei patri confini, conditio necessaria per favorire l’esportazione”. Su questo punto la Federazione sottolinea l’assenza di soluzioni concrete ed efficaci ai problemi che oggi caratterizzano la gestione di corsi di lingua e cultura.

Nella nota si parla anche sia della istanza irrisolta riguardante la  “complessa e altalenante questione del sistema di tassazione relativo alle proprietà in Italia degli italiani residenti stabilmente all’estero, segnatamente di quelli che appartengono alle cosiddette fasce più deboli della comunità”, sia del problema dei disservizi consolari.

La Federazione si sofferma poi sulla “rappresentanza delle comunità degli italiani all’estero, che, anche alla luce del numero di coloro che hanno ancora un passaporto italiano – siamo oltre i 6 milioni – ma anche del costante flusso emigratorio in atto da ormai parecchi anni, merita di essere posto al centro di un dibattito politico serio e non evitato o nella migliore delle ipotesi vissuto come un fastidio”. Per la Federazione i Comites, il CGIE e gli stessi parlamentari della circoscrizione Estero che verranno eletti il 25 settembre “non possono essere considerati alla stregua di un contentino o di un gentile omaggio”.  La nota continua rilevando come una politica miope non sia in grado di valorizzare le braccia e le intelligenze che all’estero  maturano esperienze “Più in generale, – prosegue il comunicato – vi sono i problemi legati alla giustizia sociale, all’ingiusta distribuzione della ricchezza, alla convivenza con nuovi virus, alle preoccupazioni relative all’utilizzo del risorse che dovrebbero accompagnarci fuori da una crisi economica e sociale acuita dalle macroproblematiche che ormai ammorbano la nostra quotidianità a rischio persino di assuefazione, da cui dipendono il presente e il futuro nostro e di chi verrà dopo di noi, a prescindere che si viva dentro e o fuori i confini nazionali. I mutamenti climatici, che ormai nessuno osa più negare, e le loro conseguenze, che fanno il paio con quelle delle tensioni e dei conflitti geopolitici, con il paradosso che un dichiarato anelito alla pace, in pratica, tali tensioni non fa che aumentare.  E infine, c’è il dramma delle migrazioni, di cui noi italiani all’estero quantomeno conserviamo buona memoria. È sulla scorta di un’esperienza maturata, direttamente o indirettamente, in un contesto di emigrazione, che riteniamo fondamentale una reale politica d’integrazione. A tal fine, riteniamo che, quello che in Italia è stato chiamato jus culturae possa rappresentare un primo importante passo in questa direzione”.

“La Federazione delle Colonie Libere Italiane, – conclude la nota – invitando tutti i connazionali ad esercitare pienamente il proprio diritto di voto, ribadisce il sostegno alle candidature di Toni Ricciardi alla Camera e di Michele Schiavone al Senato”. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform