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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“Dieta mediterranea strumento di diplomazia”, evento organizzato da Maeci, CIHEAM di Bari e Comune di Caserta

EVENTI

 

CASERTA – “Dieta mediterranea strumento di diplomazia” è il titolo dell’evento che si è tenuto presso la Reggia di Caserta, organizzato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione allo Sviluppo in collaborazione con l’Istituto Agronomico del Mediterraneo/CIHEAM di Bari e il Comune di Caserta. L’obiettivo dell’evento è stato quello di dare vita ad un momento di discussione e incontro con le varie realtà associative, imprenditori della filiera agroalimentare, enti territoriali e società civile sulla diplomazia alimentare attualmente portata avanti dal nostro Paese, partendo dai principi e valori di cultura e sostenibilità della dieta mediterranea. Muovendo dagli esempi concreti nati nelle città e nei territori del nostro Paese, e dalle imprenditrici ed imprenditori più innovativi della filiera agroalimentare, l’evento ha toccato la dimensione europea, mediterranea e mondiale della diplomazia alimentare dell’Italia che oggi si sviluppa, in collaborazione con importanti partner internazionali, tra cui la FAO, in concrete iniziative di sostegno ai Paesi che maggiormente risentono dell’attuale crisi alimentare in corso e di cui il nostro Paese si farà portatore  nei vari incontri internazionali che si snoderanno nelle successive tappe. Tra queste si ricordano la III Conferenza Mondiale sulla Dieta Mediterranea, che avrà luogo a Bari dal 28 al 30 settembre prossimi, e la seconda edizione del Dialogo Ministeriale Mediterraneo che sarà organizzata il prossimo 1 dicembre. Nel corso dell’incontro Giuseppe Sala (Sindaco di Milano) ha parlato, in video collegamento, delle mense delle scuole che potrebbero acquisire significative conoscenze dall’esperienza degli agricoltori locali e questo è quello che già si fa a Milano. “Sono buone pratiche che potrebbero essere implementate mettendo insieme molte più città. Lavoriamo per aumentare la consapevolezza dei governi e degli enti sovrannazionali. In un mondo così difficile servono partnership vere e non solo fogli di carta ”, ha spiegato Sala evidenziando la collaborazione con l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo. Stefano Pisani (Sindaco di Pollica) ha invece ricordato come la dieta mediterranea sia sostenibile, solidale e contro lo spreco alimentare. “L’innovazione non è qualcosa di distante dalla dieta mediterranea ed è quello che consente al Made in Italy di affrontare il futuro. A Pollica, grazie ai partenariati, c’è un luogo dove la FAO lavora su questi temi”, ha segnalato Pisani. Hanno poi parlato dei testimonial della dieta mediterranea, dal mondo della viticoltura alla ristorazione. “Soffermiamoci su quanto siano importanti la sostenibilità e il sostegno della filiera italiana”, ha commentato una ristoratrice invitando a trasferire in modo ancora più capillare il modello della dieta mediterranea affinché ogni territorio lo possa usare con una filiera corta e con un contatto diretto con il consumatore finale. Un’agricoltrice e membro di Coldiretti ha lanciato l’idea della multifunzionalità che comprende anche il riutilizzo delle materie di scarto. “Anche la comunicazione diventa fondamentale e da ogni momento di difficoltà bisogna cogliere l’opportunità”, ha commentato l’esponente di Coldiretti. Luigi Scordamaglia (Presidente Filiera Italiana) ha sottolineato che la diplomazia italiana ha un tratto fondamentale nel cibo italiano. “Oggi il cibo viene dato per scontato con una globalizzazione senza regole, ma così non è. Gli accordi di libero scambio devono giocare alla pari per evitare un’invasione di prodotti non conformi. C’è qualcuno che pensa si possa produrre cibo sintetico in laboratorio ma non si può concentrare in questo il futuro dell’alimentazione”, ha spiegato Scordamaglia. Ivano Vacondio (Presidente Federalimentare) ha evidenziato che il cibo non può essere fato per scontato. “Rivendichiamo come Federalimentare di aver posto in primo piano il tema discusso qui e l’impegno di FAO e Farnesina sono stati decisivi”, ha rilevato Vacondio sottolineando l’accelerazione del turismo enogastronomico e dell’elevazione a status da parte della dieta mediterranea. Vacondio ha anche criticato il sistema di etichettatura europea che a suo giudizio penalizza l’alimentazione di qualità. Fabrizio Marzano (Presidente Confagricoltura Campania) ha sottolineato come la dieta mediterranea sia fondamentale per la vita e per il processo economico del Paese. “In mano all’agricoltura c’è l’utilizzo del territorio ma ci sono delle scelte da fare perché sappiamo di valere dal punto di vista ambientale, nutrizionale ed economico”, ha spiegato Marzano ponendo all’attenzione la questione siccità considerato che gli agricoltori non possono certamente fare a meno dell’acqua e auspicando politiche idonee per la dieta mediterranea. Nel corso del dibattito si è più in generale parlato della necessità di fare squadra e soprattutto di fare adeguata informazione e comunicazione già a partire dalle scuole. Tra gli altri interventi segnaliamo quello di Pina Picierno (Vicepresidente Parlamento Europeo) che ha espresso preoccupazione per la crisi dovuta all’insicurezza alimentare determinata in tutti i Paesi del vicinato meridionale. “Tanti Paesi stanno affrontando una crisi alimentare senza precedenti che potrebbe mettere a rischio le conquiste sociali degli ultimi anni. Dobbiamo chiarire che questa crisi è la conseguenza diretta della guerra in Ucraina”, ha commentato Picierno.  “Troppo poco è stato detto sul Mediterraneo – ha aggiunto Picierno tornando al recente vertice NATO – quando questa crisi ci impone invece di non frammentare più questioni che sono inscindibili”. Picierno ha anche criticato il sistema nutriscore. Alessandra Pesce (CREA) ha parlato della dieta mediterranea come mix perfetto tra tradizione e innovazione. “Certo è che innovazione e ricerca hanno un ruolo fondamentale: ci fondiamo su un’ossatura produttiva fatta di piccole-medie aziende da un lato e poi anche aziende più grandi ma la capacità di appropriarsi dell’innovazione non può essere uguale per tutti”, ha spiegato Pesce sottolineando che c’è infine il tema della formazione che è alla base dell’innovazione e della cooperazione. “Vendiamo un prodotto e un territorio ed è quindi fondamentale la tracciabilità anche per rappresentare questo agli occhi del consumatore”, ha evidenziato Pesce. Qu Dongyu (Direttore generale della FAO) ha portato i suoi saluti rendendo omaggio a questa iniziativa. Dongyu ha parlato del significato dell’agricoltura. “So quanto sia difficile la vita degli agricoltori: la civiltà italiana è importante e avete una fiera civiltà che vi ha connotati per almeno quattromila anni. Dovete avere il sostegno del governo e dell’Europa per affrontare la concorrenza e sopravvivere”, ha spiegato Dongyu invitando i presenti a essere orgogliosi dei propri antenati per i prodotti alimentari oggi a disposizione. “Anche la Cina vi apprezza molto”, ha aggiunto Dongyu. “Continuate a parlare genericamente di ‘cibo’ ma non dimenticate mai la radice del termine ‘agroalimentare’ che rimanda proprio al campo”, ha sottolineato Dongyu.

Dal canto suo il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha affermato: “Ci sono importanti battaglie da dover portare ai tavoli internazionali che non riguardano solo il nutriscore ma anche il tema del cibo sintetico: tema delicato per il nostro cibo e i nostri produttori. Dobbiamo costruire le condizioni affinché ci siano tutte possibilità perché a quei tavoli l’Italia possa essere rappresentata ai più alti livelli”. “La diplomazia – ha aggiunto il Ministro – va vista in chiave di valorizzazione dei nostri territori”.

Di Maio, dopo aver ricordato la decennale attività di collaborazione del Ministero degli Esteri con CIHEAM di Bari, ha annunciato che la terza conferenza mondiale sulla dieta mediterranea si terrà a settembre a Bari. “Dietro questi temi – ha rilevato il Ministro – c’è tutto un insieme di competenze che vanno dal paesaggio alla tavola, fino alla conservazione e alla preparazione del cibo arrivando infine al consumo. L’Unesco ha incluso la dieta mediterranea nel patrimonio immateriale dell’umanità: a parte questo riconoscimento la dieta mediterranea è benefica per la salute anche a livello psico-fisico. Già negli anni ’50 è stato dimostrato che più ci si allontana dal modello alimentare mediterraneo più aumentano i problemi cardio-vascolari. Parliamo di una dieta che si fonda sulla stagionalità degli alimenti e sulla specificità geografica. Dunque il concetto di dieta mediterranea tiene conto dell’ambiente e degli aspetti culturali, contribuendo alla riduzione degli sprechi”. Di Maio ha poi sottolineato il legame tra dieta mediterranea e territorio da cui emerge un ruolo essenziale per i piccoli produttori. “Il senso della convivialità e dell’incontro rende questa dieta famosa e soprattutto nel Mezzogiorno ci sono tra le comunità più emblematiche del modo di interpretare questo modello. Oggi c’è un forte rischio alimentare causato dall’aggressione russa all’Ucraina. Dobbiamo rendere i sistemi alimentari sostenibili e resilienti”, ha concluso Di Maio auspicando che la dieta mediterranea possa fungere da strumento di pace e di sviluppo. (Inform)

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