direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Dal rendiconto generale Inps per il 2019 ai primi indicatori di ripresa delle attività produttive

INPS

 

 

ROMA – Nei dati del rendiconto generale INPS per il 2019 è confermata – si sottolinea in una nota – la tenuta dei conti e la sostanziale solidità finanziaria del complesso delle gestioni previdenziali ed assistenziali dell’Istituto. Le schede pubblicate sul sito dell’Istituto riassumono i risultati di bilancio 2019, anche in comparazione con gli esercizi finanziari precedenti.

Questi – evidenzia l’Inps –  i principali risultati della gestione finanziaria di competenza 2019: il risultato finanziario di parte corrente, che misura l’equilibrio finanziario della gestione ordinaria dell’Istituto, passa da 2.255 milioni di euro del 2018 a 6.783 milioni di euro del 2019. Si tratta del miglior risultato finanziario di parte corrente degli ultimi dieci anni; le entrate contributive passano da 231.166 nel 2018 a 236.211 milioni di euro nel 2019, con un incremento di 5.045 milioni di euro (+2,2%); le prestazioni istituzionali totali, di natura previdenziale ed assistenziale, ammontano a 331.056 milioni di euro, con un incremento di

12.682 milioni di euro rispetto al 2018 (+4,0%); nel 2019 la spesa complessiva riferita alle prestazioni pensionistiche, che include anche la componente di natura assistenziale, è pari a 262.299 milioni di euro e rappresenta il 14,7% del Prodotto interno lordo; il patrimonio netto a fine

2019 è pari a 39.759 milioni di euro.

Inoltre – informa la nota Inps –  allo scopo di preservare la stabilità dei conti dell’Istituto, con il consuntivo 2019 è stato rafforzato il fondo svalutazione crediti, che a fine anno arriva a coprire il 75,4% dei crediti contributivi (al 31 dicembre 2018, la copertura era pari al 70,4%).

I risultati economici e finanziari positivi conseguiti nel 2019 consentono all’Istituto di reggere gli effetti finanziari negativi derivanti dalla pandemia da Covid-19 che gravano sui conti dell’Istituto.

Al riguardo, i primi dati relativi agli incassi di luglio 2020, ancorché parziali, evidenziano una sostanziale ripresa delle attività produttive nel Paese.

In particolare: per le aziende private, si registra una contrazione di 1.620 milioni di euro rispetto al corrispondente mese del 2019 (a giugno scorso, la contrazione era stata di 2.345 milioni di euro); per le aziende ed i lavoratori autonomi dell’agricoltura gli incassi sono sostanzialmente  analoghi quelli del luglio 2019 (-10 milioni di euro); le entrate contributive di luglio 2020 degli artigiani e commercianti sono superiori di 160 milioni di euro rispetto al budget INPS adottato prima della pandemia (gennaio 2020);parimenti le entrate contributive della Gestione separata segnano un +170 milioni di euro rispetto al budget di cassa di gennaio 2020.

Per gli artigiani e commercianti e per la Gestione separata il confronto è effettuato con il budget di cassa di luglio 2020 elaborato prima della pandemia da Covid-19, dal momento che gli incassi di luglio 2019 risultano ridotti per effetto del rinvio delle scadenze di versamento adottate dal Legislatore per i lavoratori autonomi e i liberi professionisti.

Complessivamente, dalle aziende private, dai lavoratori autonomi e dai liberi professionisti, l’Istituto ha incassato nel mese di luglio dell’anno in corso 12.500 milioni di euro, con una riduzione rispetto alle attese di circa 1.300 milioni di euro, in gran parte effetto dei conguagli di integrazioni salariali anticipate dalle aziende negli scorsi mesi.(Inform)

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