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Dal 7 ottobre al 2 novembre a  Madrid la mostra “Universo Olivetti. la comunità come utopia concreta”

CULTURA

Presentata dall’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, sotto l’egida dell’Ambasciata d’Italia, in occasione della XVIII Settimana dell’Architettura

Organizzata dallla Fondazione COAM in collaborazione con il Collegio Ufficiale degli Architetti di Madrid e il Comune di Madrid

MADRID – Nel suo tour mondiale, dopo le tappe a Ekaterinburg e a Berlino, arriva presso la Sala Mercadal del COAM di Madrid,  (calle Hortaleza, 63 – 28004 Madrid) la mostra “Universo olivetti. la comunità come utopia concreta”. L’esposizione, che si potrà visitare dal 7 ottobre al 2 novembre 2021, è presentata dall’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, sotto l’egida dell’Ambasciata d’Italia, in occasione della XVIII Settimana dell’Architettura -organizzata dallla Fondazione COAM in collaborazione con il Collegio Ufficiale degli Architetti di Madrid e il Comune di Madrid- che per la prima volta celebra un Paese invitato: l’Italia.

Promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, in collaborazione con la Fondazione MAXXI e la Fondazione Olivetti, la mostra ha come obiettivo quello di approfondire la conoscenza di una delle figure fondamentali del Novecento italiano: Adriano Olivetti che, coniugando processo produttivo, responsabilità sociale e attenzione al territorio urbano, ha creato un modello di impresa unico e tutt’ora attuale.

Il 7 ottobre alle ore 18:00, l’apertura dell’esposizione sarà preceduta dalla tavola rotonda Ivrea e Olivetti: la politica del progetto” con Pippo Ciorra e Francesca Limana, curatori della mostra, e con Rafael García, Professore di Architettura dell’Università Politecnica di Madrid.

LA MOSTRA. Tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta del Novecento, Adriano Olivetti realizza attraverso e intorno alla fabbrica di Ivrea l’ideale di un paesaggio visionario in cui la modernizzazione industriale e tecnica si affianca a un’innovativa riorganizzazione degli spazi e un’idea precisa dei rapporti tra la fabbrica stessa, la città, il territorio e chi lo abita. A Ivrea, ricerca tecnologica, design, architettura, responsabilità sociale e responsabilità verso il territorio si sono integrate in un modello unico e innovativo di fare impresa, per certi versi ancora oggi avanguardistico. Proprio l’attualità del lascito olivettiano e la recente iscrizione di Ivrea città industriale del XX secolo e delle sue architetture più importanti nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, sono le premesse della mostra “Uniierso Olivetti. Comunità come utopia costruita” che presenta al pubblico internazionale la piattaforma di temi che ruotano attorno all’impresa olivettiana e alla sua cultura: il progetto industriale, i codici dello stile Olivetti, i servizi culturali, il welfare, la pianificazione urbanistica e infine il progetto di Comunità.

Il progetto espositivo è organizzato in quattro grandi sezioni tematiche, ognuna delle quali è sviluppata in chiave interdisciplinare e illustrata con una grande varietà di grafiche, documenti originali, riproduzioni. Le quattro sezioni della mostra sono: Fabbrica, Cultura e Immagine, Città e Politica, Società. La mostra, realizzata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) in collaborazione con la Fondazione MAXXI e la Fondazione Adriano Olivetti, è curata da Pippo Ciorra per il MAXXI e da Francesca Limana e Matilde Trevisani per la Fondazione Adriano Olivetti, e si avvale del contributo di Olivetti S.p.A. (Main Sponsor) e da Translated (Sponsor). I materiali del percorso espositivo provengono prevalentemente dall’archivio della Fondazione Adriano Olivetti e dall’Associazione Archivio Storico Olivetti, Main Partner Tecnico del progetto e da altri importanti archivi. Partner Tecnici dell’iniziativa: l’Archivio Gianni Berengo Gardin, l’Archivio Gabetti e Isola, l’Archivio Nazionale Cinema d’impresa, l’Archivio Centrale dello Stato, il Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma e il Laboratorio Museo Tecnologicamente – Fondazione Natale Cappellaro. La mostra, inoltre, sarà accompagnata da un catalogo (ita/en) edito da Edizioni di Comunità.

I TEMI. La sezione Fabbrica racconta attraverso i documenti, immagini, progetti architettonici, interviste audio/video, una selezione di prodotti e oggetti Olivetti, l’idea di fabbrica come motore dello sviluppo politico ed economico del territorio e il concetto olivettiano di “fabbrica di bene e non solo di beni”. Viene infine ricostruita la rete degli stabilimenti e degli show-room Olivetti realizzati in tutto il mondo dai più grandi architetti e designers internazionali, testimonianza assai pratica della capacità di Adriano di tenere insieme il concetto di appartenenza al territorio e di presenza sulla scena globale.

La sezione Cultura e Immagine racconta l’idea olivettiana di cultura, il ruolo di Adriano Olivetti nella cultura italiana, e la promozione, la realizzazione e le committenza che hanno portato il codice visivo olivettiano a essere riconosciuto come un punto di avanguardia nelle arti grafiche dil Novecento. L’allestimento contiene testimonianze delle numerose attività editoriali e culturali promosse da Olivetti: una selezione di libri dille storiche Edizioni di Comunità, locandine e manifesti, progetti architettonici degli edifici destinati alle attività culturali e altri materiali.

Le ultime due sezioni Città e Politica e Società affrontano le relazioni tra l’azione olivettiana in questi settori e gli strumenti che Olivetti metteva in campo, in termini di architettura, presenza sul territorio, capacità di coniugare il pensiero visionario e la concretezza politico-amministrativa. Saranno quindi ancora i documenti autografi, i progetti di architettura e urbanistica, i libri e i reperti dilla traiettoria politica di Adriano a costituire la parte essenziale di queste sezioni.

La mostra si completa con una sezione fotografica a cura di Simona Antonacci realizzata specificamente per questo progetto da quattro importanti fotografi italiani: Luca Campigotto, Claudio Gobbi, Francesco Mattuzzi e Valentina Vannicola. Tema della libera interpretazione dei quattro artisti è stata la città di Ivrea e il patrimonio degli edifici olivettiani con l’obiettivo di legare alla ricerca e al racconto dell’heritage olivettiano uno sguardo orientato al futuro. Orario di apertura al pubblico: dal Lunedì al Venerdì dalle ore 11.00 alle ore 20.00 /Sabato dalle ore 10.00 alle ore 20.00/Domenica dalle ore 10.00 alle ore 14.00. www.iicmadrid.esteri.it . (Inform)

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