direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Crescono le imprese di stranieri nel nostro Paese, salgono dell’1% tra aprile e giugno: superata quota 600 mila

SOCIETA’

Da un’indagine di Unioncamere e Infocamere

ROMA  – Un’impresa su dieci in Italia è gestita da stranieri. Alla fine di giugno queste aziende hanno superato le 600 mila unità, grazie ad una crescita – nel secondo trimestre dell’anno – di 6.800 unità (+1,1% rispetto al trimestre precedente). Le imprese guidate da stranieri si concentrano soprattutto nel commercio, nei lavori di costruzione e nella ristorazione: in otto regioni su venti, esse rappresentano oltre il 10% delle attività economiche. E’ quanto risulta dalla fotografia scattata da Unioncamere e Infocamere sulle imprese di stranieri nel periodo aprile-giugno dell’anno in corso. Il 40% di queste imprese si concentra nelle grandi province, a cominciare da Roma, che ha oltre 69 mila attività di imprenditori stranieri. In termini di crescita, però, nel periodo aprile-giugno sono state alcune realtà di minor dimensione a far segnare le variazioni più elevate: Brindisi in primo luogo (+3,1%), seguita da Taranto (2,9%) e Terni (+2,8%).

Commercio al dettaglio, lavori di costruzione specializzati, servizi di ristorazione: sono questi i settori in cui le imprese di stranieri sono più numerose. Dunque in molti settori ormai un’impresa su cinque è guidata da persone di origine non italiana; in alcuni casi le imprese di stranieri arrivano a rappresentare un terzo del totale. E’ il caso delle 17 mila attività di confezione di articoli di abbigliamento, pari al 31,4% delle imprese del comparto, e delle 3.400 imprese del settore delle telecomunicazioni, che sono il 33,2% del totale.

Da dove provengono gli imprenditori stranieri? L’analisi delle sole imprese individuali (oltre 470 mila, ossia il 77,1% del totale) mostra che le componenti più consistenti sono quella marocchina, cinese e romena. Le due comunità più numerose (marocchina e cinese) sono distribuite in modo diffuso su tutto il territorio nazionale; per altre nazionalità, invece, si assiste a veri e propri fenomeni di clusterizzazione territoriale. E’ il caso di Milano, dove ha sede la più corposa comunità di imprenditori egiziani (il 43,5% del totale); c’è poi Roma, ormai area di elezione dei capitani d’azienda provenienti dal Bangladesh (più del 40% delle imprese bengalesi è all’ombra del Cupolone); infine Napoli, dove ha sede il 20,5% di tutte le imprese guidate da persone originarie del Pakistan. (Inform)

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