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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Consiglio europeo del 29 e 30 giugno, nell’Aula della Camera le comunicazioni del Premier Meloni

CAMERA DEI DEPUTATI

“Al Consiglio si parlerà anche del vertice UE-CELAC del 17 luglio volto a rilanciare le relazioni tra Europa e America Latina, due regioni storicamente legate da radici culturali comuni, come noi italiani,  grazie alle nostre radicate e folte comunità italiane che vivono in quelle terre, sappiamo meglio di altri”

(Fonte immagine Presidenza del Consiglio)

ROMA – Il Premier Meloni è intervenuta nell’Aula della Camera dei Deputati per comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 29 e 30 giugno. “La sicurezza, in tutti gli ambiti, compreso quello sociale ed economico, rimane la priorità del nostro lavoro quotidiano. La difesa della sicurezza e, conseguentemente, della libertà non può prescindere dal partenariato strategico che lega Unione europea e NATO. Per questo, in vista di un altro importante appuntamento, il vertice NATO dell’11 e 12 luglio a Vilnius in Lituania, giovedì 29 giugno è previsto, prima dell’avvio dei lavori a 27 del Consiglio europeo, un incontro di lavoro con il Segretario generale della NATO, Stoltenberg. In quell’occasione, il Consiglio ribadirà l’impegno dell’Unione come partner e fornitore di sicurezza globale, in complementarietà con l’Alleanza atlantica, per attuare la Bussola strategica e avanzare sui regolamenti per il rafforzamento dell’industria europea della difesa, anche mediante acquisti comuni. Si aprirà quindi un Consiglio europeo che dovrà esprimere segnali ambiziosi di un’Europa capace di proteggere imprese e cittadini. Tema centrale, soprattutto grazie all’impegno italiano, sarà quello delle migrazioni”, ha esordito Meloni esprimendo il cordoglio per la recente tragedia avvenuta al largo delle coste greche e rammentando che, nel Consiglio europeo straordinario dello scorso inverno, è stato riconosciuto che la questione migratoria richiede un intervento congiunto. “Se non si affronta a monte il tema della difesa dei confini esterni dell’Unione europea, se non si contrasta l’immigrazione illegale prima che giunga sulle nostre coste, è impossibile realizzare una politica di migrazione e di asilo giusta ed efficace”. In proposito Meloni ha poi parlato del Piano Mattei per l’Africa: “Un obiettivo strategico che è stato lanciato da questo Governo, sul quale molti Stati europei hanno manifestato il loro interesse e il loro apprezzamento. Si comincia cioè a comprendere che, se si vuole affrontare alla radice il problema dell’immigrazione, ci si deve porre il tema dello sviluppo dell’Africa, con la sua popolazione in crescita, le sue sfide e le sue opportunità. È una vasta regione che possiede risorse, a partire da quelle energetiche, cruciali per l’Europa, che tuttavia dovrebbero prima di tutto andare a beneficio dei popoli che ne sono detentori. Il suo sviluppo deve essere finalizzato a valorizzare il capitale umano e la crescita di un tessuto produttivo locale, solido e autosufficiente”, ha aggiunto il Premier parlando delle recenti missioni con la Presidente della Commissione von der Leyen e il Premier olandese Mark Rutte, perché l’Europa mantenesse alta l’attenzione sulla stabilità della Tunisia. “L’Europa oggi riconosce, finalmente, che la stabilità dei Paesi del Nordafrica è anche un problema del nostro continente, ma serve anche un segnale nel Consiglio europeo per consolidare con ulteriori progressi, in vista del negoziato con il Parlamento europeo, l’intesa che è stata raggiunta al Consiglio affari interni e giustizia sulle proposte di regolamento in materia di asilo e immigrazione volte a superare le regole di Dublino, regole che, ormai, sono considerate da tutti superate ma che per Nazioni, come la nostra, che difendono i confini esterni dell’Unione europea diventano addirittura potenzialmente rischiose, perché ci espongono a flussi illegali crescenti, con il portato di tragedie che continuiamo a vedere nel Mediterraneo”, ha precisato Meloni sottolineando come il vero nodo della questione rimanga “distinguere i migranti economici da chi ha diritto, invece, alla protezione internazionale”. Meloni ha inoltre ricordato che il Consiglio europeo esprimerà il sostegno dell’Unione europea a una presenza rafforzata dell’Unione africana nei fori internazionali, specialmente nel G20, in linea con gli obiettivi della presidenza italiana al G7 nel 2024. “Tratteremo ancora una volta in questo Consiglio europeo dell’aggressione della Federazione Russa all’Ucraina. L’Italia ha seguito con grande attenzione, insieme ai suoi alleati, gli sviluppi della crisi interna alla Federazione Russa. Senza volerci addentrare in commenti su fatti interni alla Russia, mi limito a notare come questo episodio abbia contribuito a fare emergere in maniera evidente le difficoltà che sta attraversando il sistema di potere di Putin e a smontare la narrazione russa secondo la quale in Ucraina stia andando tutto secondo i piani”, ha spiegato Meloni. “Voglio ribadire la mia ferma convinzione che difendere l’Ucraina vuol dire, oggi, difendere l’interesse nazionale italiano, perché la capitolazione dell’Ucraina porterebbe con sé il crollo del diritto internazionale e del sistema di convivenza tra Stati, nato con la fine della Seconda guerra mondiale”. “Il nostro auspicio – ha aggiunto Meloni – è che si possa giungere quanto prima a una pace giusta e duratura nel pieno rispetto del diritto internazionale e dell’integrità territoriale dell’Ucraina. Il sostegno finanziario europeo a Kiev resta solido e proseguirà di pari passo con la ricostruzione del Paese aggredito. Lo strumento proposto dalla Commissione, il cosiddetto New Ukraine Facility, dimostra che la comunità internazionale guarda tutta nella stessa direzione. Noi guardiamo a un’Ucraina ricostruita e l’Italia ha tutte le carte in regola per giocare un ruolo da assoluta protagonista, come ha dimostrato con la Conferenza bilaterale sulla ricostruzione che abbiamo celebrato il 26 aprile scorso e che ha permesso di portare a Roma il meglio dei sistemi imprenditoriali delle due Nazioni”. Sulle questioni interne all’UE, Meloni ha invece parlato della proposta di una piattaforma per le tecnologie strategiche per l’Unione, denominata STEP (Strategic Technologies for Europe Platform): un portale di sovranità che ha come obiettivo semplificare le informazioni e le procedure per i finanziamenti europei, concedendo flessibilità nell’uso dei fondi europei per favorire e finanziare gli investimenti nei settori strategici. Sul fronte economico, invece, il Premier ha detto con chiarezza che non reputa utile per l’Italia alimentare una polemica interna su alcuni strumenti finanziari, come ad esempio il MES. “Il Consiglio europeo si occuperà anche di sicurezza economica, obiettivo prioritario nella recente proposta della Commissione europea. Sicurezza economica intesa come promozione di competitività e crescita, protezione dell’industria, vigilanza sugli investimenti e le tecnologie sensibili, protezione delle filiere produttive dell’Unione, sviluppo di capacità industriali e innovazione sul nostro territorio, rafforzamento e maggiore controllo delle nostre catene di approvvigionamento”, ha poi precisato Meloni ribadendo che il bilancio dell’Unione dovrà tenere conto della situazione di grande instabilità geopolitica nel Nord Africa ma anche, specie in rapporto al debito di Next Generation EU, dell’aumento continuo dei tassi di interesse. Nel Consiglio Europeo è inoltre prevista una discussione sulla Cina. “Il futuro delle relazioni con Pechino è oggetto di un intenso dibattito a livello UE.. Oggi pragmaticamente, dobbiamo prendere atto che quella cinese e quella europea sono economie per molti aspetti interdipendenti, il cui rapporto è stato spesso viziato da pratiche distorsive e che dovrebbe, invece, evolvere verso standard e regole comuni”, ha spiegato Meloni evidenziando che la Cina è a tutt’oggi un rivale sistemico e chiama l’Unione europea ad essere, da una parte, ferma nella difesa dei propri valori e dell’ordine internazionale basato sulle regole e, dall’altra, pragmatica nel perseguimento dei propri interessi economici e nel confronto sulle sfide globali. “Nelle conclusioni del Consiglio vi sarà – ha anticipato Meloni – un riferimento alla preparazione del vertice UE-CELAC del 17 e 18 luglio prossimi, una grande opportunità per rilanciare le relazioni tra Europa e America Latina, due regioni storicamente legate da radici culturali comuni, come noi italiani – grazie alle nostre radicate e folte comunità italiane che vivono in quelle terre – sappiamo meglio di altri. (Inform)

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