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Confronto sulle Linee Guida per la Definizione del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza nel Comitato Interministeriale per gli Affari europei

POLITICHE AGRICOLE

L’intervento del ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova che ribadisce come il settore agroalimentare sia fondamentale e strategico per il Paese

ROMA – Il ruolo del settore agroalimentare, i criteri di scelta e selezione degli interventi, lo stop al consumo di suolo come criterio fondamentale nella realizzazione degli investimenti previsti, l’interazione tra Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e le risorse ordinarie, il rilancio delle aree interne. Sono questi alcuni dei temi sollevati dal ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova nel corso del confronto del Governo sulle Linee Guida per la Definizione del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza nel Comitato Interministeriale per gli Affari europei, presieduto dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dal ministro per gli Affari europei, Enzo Amendola.

Il Ministro ha richiamato in primo luogo “il ruolo del settore agroalimentare, fondamentale e strategico per il contributo che può dare al Paese per la transizione verde, per la crescita economia e la creazione di occupazione”. Si tratta di un ruolo “espressamente riconosciuto dallo stesso Green Deal europeo e rafforzato nella recente strategia Farm to Fork – ha ricordato Bellanova, ribadendo “l’assoluta coincidenza tra interesse nazionale, sovranità e sicurezza alimentare, il ruolo dell’agricoltura nella tutela e valorizzazione del paesaggio e delle aree interne, la capacità attrattiva delle nuove generazioni per la creazione di nuovi posti di lavoro”.

“In linea di principio – ha poi puntualizzato il Ministro, – tutte le proposte del Piano possono essere finanziate con fondi Ue. Per evitare fraintendimenti, ritengo andrebbe precisato che sono da escludere i progetti che possono beneficiare di fondi Ue in quanto previsti da misure già inserite in programmi nazionali”.

Sui tempi di realizzazione, Bellanova ha sottolineato con il Piano “dovrà contenere solo proposte realizzabili in tempi certi”. “Per le opere pubbliche, è necessario prevedere solo progetti almeno definitivi, con priorità agli esecutivi. Vale a dire progetti che abbiano ricevuto tutti i pareri previsti e sono pronti a partire, altrimenti il rischio di perdere risorse è altissimo. Discorso che vale soprattutto per i cosiddetti progetti storici! Non si può rischiare di perdere questi fondi. E anche per questo – ha concluso Bellanova – bisognerà definire con grande rigore il sistema dell’interazione tra risorse ordinarie, risorse provenienti dai programmi europei, Piano nazionale Ripresa e Resilienza”. (Inform)

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