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Concluso in Commissione Esteri l’esame della relazione sullo stato della spesa, sull’efficacia nell’allocazione delle risorse e sul grado di efficienza dell’azione amministrativa del Mae

CAMERA DEI DEPUTATI
Concluso in Commissione Esteri l’esame della relazione sullo stato della spesa, sull’efficacia nell’allocazione delle risorse e sul grado di efficienza dell’azione amministrativa del Mae
ROMA – Si è concluso ieri in Commissione Esteri l’esame, avviato lo scorso 10 ottobre (v. Inform, http://comunicazioneinform.it/in-commissione-esteri-la-relazione-sullo-stato-della-spesa-sullefficacia-nellallocazione-delle-risorse-e-sul-grado-di-efficienza-dellazione-amministrativa-del-mae/) della Relazione sullo stato della spesa, sull’efficacia nell’allocazione delle risorse e sul grado di efficienza dell’azione amministrativa per l’anno 2012 del Ministero degli Affari Esteri.
La Commissione ha approvato la proposta di relazione favorevole con osservazioni, come riformulata dal relatore Vincenzo Amendola (Pd) al termine del dibattito.
Tra gli interventi, ricordiamo quello del deputato Fabio Porta, eletto per il Pd in America Meridionale. Dice di condividere il contenuto della proposta di relazione, specie per quanto riguarda gli spunti per una riorganizzazione della spesa. A tale riguardo, ricorda di aver affrontato l’argomento anche nel corso delle audizioni dedicate al processo di riorganizzazione della rete diplomatico-consolare. Ribadisce che è importante considerare le numerose comunità di connazionali residenti all’estero non come un problema da risolvere bensì come una preziosa risorsa da utilizzare per il Paese. Con riferimento alla gestione degli immobili, così come a quella del personale, così pure come alla riorganizzazione delle sedi, ritiene che il principio ispiratore debba essere quello di eliminare ogni spreco realizzando sinergie finalizzate ad ottimizzare le risorse. Conclude concordando sull’esigenza di una riforma organica per quanto riguarda le spese per la cooperazione allo sviluppo ed esprime apprezzamento per quanto, in tale ambito, sta facendo il vice ministro Lapo Pistelli.
Gianni Farina, eletto nella ripartizione Europa per il Pd, ritiene “vergognosa” la percentuale del PIL destinata al Mae, concorda sulla necessità di rivedere la rappresentanza italiana nel mondo e rivendica alle collettività italiane all’estero le prime indicazioni circa la ristrutturazione della rete consolare per tenere conto delle novità del quadro internazionale ed europeo in particolare. Quel che è stato ed è purtroppo, a suo avviso, inaccettabile è il metodo adottato di non prendere in considerazione gli organismi rappresentativi degli italiani all’estero. Si sofferma poi sulla situazione della Svizzera per osservare che, mentre la chiusura di alcune agenzie consolari potrebbe risultare accettabile, quella del consolato di Losanna, assunta da un precedente Governo, continua a costituire un gravissimo errore da correggere che discrimina la principale città della francofonia svizzera, che non può in alcun caso essere sostituita da Ginevra. Concorda sulla necessità di ristrutturare la rete degli Istituti italiani di cultura all’estero, cominciando dai Paesi in cui ve ne è più di uno. Infatti sarebbe meglio concentrare in un’unica struttura forte dotata di adeguato personale la politica culturale in un paese estero, così come è stato fatto rafforzando l’Istituto di Parigi, così da poter aprire altre sedi in Paesi che ne sono privi.
Il vice ministro agli Esteri Marta Dassù ribadisce che sono stati i tagli di bilancio ad imporre alcune chiusure di sedi e ritiene che si possa convergere su alcuni criteri di riferimento per riorientare in modo virtuoso la tutela degli interessi italiani all’estero che vanno dalle collettività ivi residenti ai tradizionali obiettivi di politica estera ed alle relazioni economiche. La Farnesina ha svolto un’approfondita riflessione interna di cui preannuncia le conclusioni in un “libro bianco” che sarà portato a conoscenza del Parlamento. Per quanto concerne gli istituti italiani di cultura, concorda sia sul criterio meritocratico sia sul criterio di privilegiare una sede nazionale grande e funzionante anche al fine di aprirne altre ove necessario. Nell’assicurare Farina che sia il Cgie che i Comites sono stati consultati circa la chiusura delle sedi consolari, fa presente che in Svizzera ne operano ancora nove che saranno ridotte a sei mentre il Governo elvetico ha indicato un massimo di tre. Anche sulla scorta delle ristrutturazioni in corso in Francia e nel Regno Unito, pur nel più ampio confronto parlamentare, Dassù ritiene che la capacità di decisione caso per caso debba essere riservata al Ministero degli Affari Esteri. Comunque, ogni decisione potrebbe essere oggetto di revisione sulla base dell’esperienza e non essere quindi considerata irreversibile.
Qui di seguito, il testo della relazione favorevole con osservazioni, approvata dalla Commissione.
La III Commissione,
esaminata la Relazione sullo stato della spesa, sull’efficacia nell’allocazione delle risorse e sul grado di efficienza dell’azione amministrativa per l’anno 2012 del Ministero degli affari esteri (Doc. CLXIV, n. 5);
richiamato il parere reso nella scorsa legislatura nell’esame in sede consultiva del decreto-legge n. 95 del 2012;
preso atto che il rapporto di performance ha l’obiettivo di fornire una rappresentazione dei risultati realizzati dal Ministero degli affari esteri nel corso del 2012, e costituisce premessa imprescindibile per migliorare la qualità dei servizi offerti e consentire al contempo di garantire la massima trasparenza dei risultati e delle risorse impiegati per la loro realizzazione;
osservato che la Relazione in esame appare conforme al modello prescritto dal dettato normativo, individuando preliminarmente le priorità politiche del Ministero degli affari esteri, ossia: favorire l’autonomia e la responsabilizzazione dei vari livelli di dirigenza, la semplificazione delle procedure e l’estensione di un efficace sistema di valutazione; rafforzare il ruolo dell’Italia nella comunità internazionale per garantire la stabilità di un sistema internazionale fondato sul rispetto dei diritti umani, sulla legalità e sulla cooperazione allo sviluppo; proseguire nel processo di integrazione; contribuire al rilancio dello sviluppo economico del Paese mediante il potenziamento dell’azione a sostegno del sistema Italia e l’assistenza dei cittadini e delle imprese italiane all’estero assicurando tra l’altro la modernizzazione dei servizi forniti dalla rete all’estero;
premesso che una nuova visione del ruolo del Parlamento dovrebbe vedere accrescere le occasioni e gli strumenti di approfondimento di documenti come quello in esame, che consentano una più puntuale verifica e valutazione dell’utilizzo delle risorse pubbliche, dei modelli organizzativi e dell’efficacia dell’azione delle diverse amministrazioni coinvolte nell’attuazione delle scelte legislative e degli indirizzi politici;
condivisa l’opportunità che la Commissione, nell’esercizio della propria funzione di indirizzo e in un’ottica di continuità e sinergia interistituzionale, partecipi al processo di analisi e valutazione della spesa pubblica, comunemente denominato spending review;
rilevato che il Ministero degli affari esteri ha avviato un percorso virtuoso ai fini della ristrutturazione e razionalizzazione della spesa, nonostante i gravi tagli lineari subiti che hanno ulteriormente ridotto, rispetto alla media dei grandi Paesi europei, la percentuale del PIL destinata alle relazioni internazionali;
ribadita l’importanza della rete estera di cui l’Italia dispone, in quanto patrimonio di strutture ed esperienze professionali a disposizione dei cittadini, delle istituzioni e delle imprese;
rinnovato l’impegno da parte della Commissione ad ulteriori approfondimenti conoscitivi sulla materia oggetto della Relazione in esame, al fine di continuare a monitorare periodicamente gli obiettivi di revisione della spesa nonché l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa,
delibera di riferire favorevolmente con le seguenti osservazioni:
la riorganizzazione della rete estera non può essere solo correlata ad economie di bilancio, ma deve ispirarsi ad un’adeguata e non estemporanea riflessione sulla presenza italiana nel mondo, delineandone un assetto più dinamico e flessibile, anche in linea con l’obiettivo governativo della crescita, che sperimenti nuovi modelli quali l’ambasciata hub, l’ambasciata «leggera» ovvero sinergie con il Servizio europeo per l’azione esterna;
la razionalizzazione della rete all’estero può offrire un’opportunità per il progressivo riequilibrio degli organici tra le sedi europee e quelle extra-europee, anche attraverso eventuali ulteriori accorpamenti di rappresentanze presso organizzazioni internazionali, nonché per il riequilibrio tra personale in missione e personale locale, i cui contingenti devono essere significativamente incrementati;
l’esperienza positiva del «bilancio di sede» è meritevole di ulteriori sviluppi anche in vista di una modifica legislativa che mantenga prevalentemente in loco il gettito delle percezioni consolari ai fini della promozione del sistema-Paese e dei servizi per le collettività italiane all’estero;
la gestione immobiliare delle sedi all’estero, anche a fronte degli elevati canoni di locazione, può e deve fare oggetto di un processo di riqualificazione che assicuri al tempo stesso la scelta del migliore intervento caso per caso e l’adozione di economie di scala, valutando in particolare l’eventualità di istituire una società di gestione al fine di semplificare le procedure attualmente vigenti;
è necessario procedere finalmente ad interventi legislativi di riforma organica in materie quali la cooperazione allo sviluppo e la promozione della lingua e della cultura italiana, la cui disciplina risulta ormai ampiamente superata;
la preparazione e lo svolgimento del semestre italiano di presidenza dell’Unione europea (luglio-dicembre 2014), su cui da ultimo si è soffermato il Presidente del Consiglio nelle comunicazioni rese alla Camera dei deputati martedì 22 ottobre, richiede da parte dell’Amministrazione degli affari esteri un impegno straordinario a cui è necessario garantire adeguate risorse e per cui è importante continuare a predisporre per tempo le relative strutture;
le nuove dimensioni in cui si articolano le relazioni europee ed internazionali, nel quadro di una sempre più crescente interdipendenza globale, prospettano l’esigenza di un approccio coerente ed integrato alla rappresentanza degli interessi nazionali sia sul piano bilaterale che multilaterale, per cui occorre che il Ministero degli affari esteri sia messo in condizioni di rafforzare le sue capacità di raccordo e di coordinamento.
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