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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Concluso dal presidente Carlo Costalli il XII Congresso nazionale del Movimento Cristiano Lavoratori

ASSOCIAZIONI

Interventi di Raffaele Bonanni e di Pierferdinando Casini

ROMA –  “Meno finanza, meno spread e più attenzione al lavoro”: questa la ricetta di Carlo Costalli, nella replica finale al XII Congresso Nazionale del MCL, che si è concluso ieri a Roma.

“Serve una nuova cultura del lavoro e una nuova cultura del merito. L’Italia ha già dimostrato di saper dare il meglio di sé proprio nei momenti di maggiore difficoltà: e la più grande difficoltà di oggi è il lavoro”, ha continuato Costalli. Inoltre “una maggiore attenzione a ricerca e investimenti. Più attenzione ai prodotti di qualità (made in Italy). Ma anche più formazione e di qualità nelle scuole, nelle università, più ricerca scientifica”.  “Le riforme sono una scelta strategica: l’Italia non si salverà se non avremo un credibile piano di riforme. Non basta parlarne, bisogna farle”.

Da Costalli qualche critica al premier Renzi: “è sembrato incerto in politica estera e qualche volta persino evanescente (cita troppo Spinelli e mai De Gasperi, Schumann, Adenauer) e, ciononostante, confermiamo da parte del MCL una grande apertura di credito, a patto che si vada avanti sulla strada delle riforme, del lavoro e sui temi etici”.

“Responsabilità, qualità, partecipazione: sono queste le chiavi che potranno permettere la ripresa del sistema economico italiano, rilanciare una “buona economia” che sia capace di attrarre investimenti sia italiani che stranieri. E’ il pensiero di Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, intervenuto sabato 22 pomeriggio ai lavori congressuali. Mentre il leader dell’UDC Pierferdinando Casini si è detto “totalmente d’accordo con l’apertura di credito che il MCL ha ritenuto di dare al governo Renzi”. “So che nel dna del MCL c’è una cosa che non è discutibile, ed è l’europeismo – ha aggiunto -: io mi associo, ma non possiamo fare la campagna elettorale per le europee solo dicendo che siamo europeisti: questo significherebbe far vincere l’antieuropeismo. Dobbiamo invece parlare un linguaggio che non ha niente a che fare con l’Europa dei ragionieri e della burocrazia”, ha concluso Casini. (Inform)

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