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“Cinema Italiano” ad Amburgo: “8 ½” di Federico Fellini

CINEMA

Il 27 aprile proiezione in streaming e incontro con lo studioso di cinema e televisione Oliver Fahle. Organizzano l’Istituto di Romanistica dell’Università di Rostock e l’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo

AMBURGO (Germania) – Per la rassegna “Cinema Italiano” l’Istituto di Romanistica dell’Università di Rostock in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo proietterà in streaming martedì 27 aprile il film di Federico Fellini “8 ½” (1963). Il prof. Oliver Fahle introdurrà (in tedesco) il film alle ore 18.30 e incontrerà il pubblico nuovamente alle ore 22.00 dopo la visione del film per uno scambio di opinioni con gli appassionati di cinema. L’introduzione, lo streaming e l’incontro successivo sono gratuiti.  Il numero di posti a sedere nella “sala cinema” virtuale è limitato. È possibile registrarsi sul sito dell’Istituto: https://bit.ly/3e7g2nF. Il professor Oliver Fahle è studioso di cinema e televisione e insegna teoria della percezione, storia e teoria della comunicazione e dei media all’Università Bauhaus di Weimar. All’Università Ruhr di Bochum Oliver Fahle insegna teoria del cinema, storia e estetica del cinema.

Il film “8 1/2” di Federico Fellini, con Marcello Mastroianni, Anouk Aimée, Claudia Cardinale, è considerato uno dei capolavori del regista . Il film è ritenuto da molti la più alta espressione di Fellini, più ancora della Dolce vita. In questo film tutto si compie, tutti i misteri vengono identificati. Il mondo del regista si evolve da (più o meno) reale che era, sale di dimensione per diventare tutto. Il protagonista del film, Guido, è un regista, quarantenne, un po’ stanco. Tutto ciò che lo riguarda è stanco: il rapporto con la moglie, col suo produttore, con gli amici, persino con l’amante. Naturalmente l’ispirazione si è fatta sottile, le idee sono rare e astratte, la pigrizia avanza. Ha fatto costruire un’immensa e costosa impalcatura che forse servirà per un film di fantasia, forse. Infatti lo stesso Guido non sa perché l’abbia fatta costruire. Intorno a lui si muovono tutti i “fenomeni” del cinema: tecnici che urlano, amanti di produttori, velleitari che propongono sceneggiature, anziane attrici che aspirano a un ultimo colpo di coda. Guido rincorre idea dopo idea, tutte scialbe e abbandonate. Un critico di cinema dal linguaggio inverosimilmente ermetico gli smonta una per una tutte le iniziative. Cerca un po’ d’aiuto in un alto prelato, che in risposta alle sue angosce gli parla di cardellini. Per fortuna la sua fantasia può correre liberamente nel passato, nell’età dell’adolescenza, nella sua prima terra ai tempi della scuola e delle prime sensazioni. I timori, i misteri, le curiosità, le prime eccitanti trasgressioni. Otto e mezzo è una sorta di paradiso e inferno efficacissimi, onnicomprensivi. Il cinema di Fellini è complice, misterioso e ruffiano, blasfemo e religioso, è puttaniere e crea disagio, è eroico e vigliacco, è uomo e donna, qualunquista, apolitico, periferico, olimpico e provinciale. Ma la soglia di fantasia, magia e sortilegio è altissima, raggiungibile solo da Fellini. Premio Oscar (mymovies).(Inform)

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