CONSIGLIO GENERALE ITALIANI ALL’ESTERO
ROMA – “Sono tornata volentieri e sono qui a disposizione per ascoltare le vostre istanze. Per rendervi protagonisti di questo giro di tavolo” lo ha detto la Sottosegretaria agli Esteri Maria Tripodi riprendendo il dibattito sospeso ieri all’Assemblea plenaria del Cgie.Ha in primo luogo preso la parola il consigliere Vincenzo Arcobelli (Stati Uniti) che, ha auspicato l’avvio di colloqui con gli attori interessati in modo da organizzare una conferenza dedicata ai nostri ricercatori nel mondo, da svolgersi ad esempio alla Farnesina. Arcobelli ha anche ricordato le altre eccellenze italiane nel mondo come i “ristoratori, commercianti, artigiani. I connazionali – ha aggiunto – possono fare molto per promuovere l’Italia all’estero”. Il consigliere Silvestro Guerrieri (Germania), ha invece posto l’attenzione sulla necessità di una cultura di ritorno promossa anche dai numerosi artisti italiani all’estero che dovrebbero avere più spazio”. “L’agenda dei lavori del Consiglio generale dovrebbe seguire due linee: lavoro possibile e lavoro necessario” è stato l’incipit di Filippo Ciavaglia (CGIL) il quale ha poi manifestato il bisogno di un riconoscimento istituzionale del Cgie. Aniello Gargiulo (Cile) ha richiesto un potenziamento del mondo delle associazioni, la creazione di programmi formativi per la nuova mobilità e un uso maggiore dello strumento Rai Italia proponendo programmi specifici.
La richiesta di Francesco Papandrea (Australia) è stata quella di esplicitare quali siano le competenze e gli obiettivi degli enti che si occupano della promozione della lingua italiana, auspicando un più efficace lavoro congiunto.
Il consigliere per la Francia, Salvatore Tabone, ha segnalato il problema dei ritardi nell’erogazione dei contributi per gli enti promotori. Per Mariano Gazzola (Argentina- vice Segretario Generale) il problema è la mancanza di un’azione politica di coordinamento per gli italiani all’estero, esplicitando la necessità, nel paese sudamericano, di puntare alle famiglie e non solo ai bambini nella promozione della lingua italiana. Sulla questione della lingua è intervenuto anche Daniel Taddone (Brasile) manifestando il rammarico per la presenza in Brasile di due soli istituti di lingua e cultura italiana, a fronte di una popolazione che conta molti connazionali ed oriundi. Di fondi per gli enti gestori ha parlato il consigliere Tommaso Conte (Germania), ponendo una domanda alla sottosegretaria Tripodi e cioè se la Direzione Generale Cultura e Diplomazia Pubblica possa occuparsi, oltre che della promozione culturale, anche del mantenimento dell’identità culturale? . A chiudere il consigliere Gianluca Lodetti (CISL) che ha rilevato la necessità di una strategia integrata sull’identità culturale per far divenire i tanti nuovi cittadini italiani cittadini a tutti gli effetti in modo che possano esercitare i loro diritti e doveri.
La sottosegretaria Tripodi ha poi risposto ai quesiti dei vari consiglieri, evidenziando in generale la volontà da parte del governo e dell’amministrazione di essere aperti agli spunti rilevati e di trovare le vie migliori per lavorare di concerto. “Il Ministero si sta occupando della valorizzazione della ricerca”, ha affermato Tripodi rispondendo al consigliere Arcobelli, ricordando la Giornata dedicata ai ricercatori italiani svoltasi a Venezia con il Ministro Tajani. “Sono andata – ha ricordato – a visitare il Cern a Ginevra per manifestare la mia vicinanza e ho preso gli spunti offerti dai ricercatori presenti” . Alla Farnesina “ci sono interlocutori che hanno attenzione su questo tema”, ha ribadito la sottosegretaria invitando tuti ad avere “fiducia nel governo insediato da 7 mesi”.. La sottosegretaria si è anche detta disponibile ad un incontro online per approfondimenti. Tripodi si è poi detta in sintonia con il concetto di cultura di ritorno espresso da Guerrieri. “Se avete un progetto su come lanciare una “cultura di ritorno” sarò ben felice di confrontarmi” ha aggiunto. Sulla questione sollevata da Ciavaglia, la sottosegretaria ha risposto evidenziato la centralità del coinvolgimento istituzionale del Cgie. Rispondendo alla questione sollevata da Gargiullo sulle associazioni e la formazione il sottosegretario ha sottolineato la necessità di coordinarsi mantenendo però la specificità dei singoli, in base alle loro qualità e competenze. Per quanto riguarda il quesito posto da Papandrea Tripodi ha sottolineato come la Direzione Generale Cultura promuova tutto. “La cultura – ha aggiunto – è tutto e abbraccia tutto. Per essere sviluppata al meglio dobbiamo avere la contezza degli obiettivi”. Il sottosegretario si è poi detta d’accordo sia con il consigliere Tabone sulla necessità di evitare ritardi nell’erogazione dei contributi per gli enti gestori virtuosi, sia con il consigliere Gazzola sulla necessità di collegamento tra l’attività del Cgie e l’attività del Governo. Occorre cercare di iniziare un nuovo corso tenendo conto di tutte le istituzioni presenti nel mondo, per un impegno concreto nel trovare una nuova rotta, ha poi proseguito la sottosegretaria. Per quanto riguarda la mancanza di istituti di lingua e cultura in Brasile posta all’attenzione dal consigliere Taddone, la sottosegretaria Tripodi ha parlato della mancanza delle risorse necessarie per far fronte a tutte le necessità. Pur con le risorse limitare, Tripodi ha evidenziato che occorre uno sforzo maggiore per potenziare questo settore. Sempre richiamando alla questione delle risorse limitate la sottosegretaria ha risposto al consigliere Conte, parlando della possibilità di una inversione di tendenza. La sottosegretaria ha poi risposto all’ultimo intervento, da parte del consigliere Lodetti, osservando che bisogna formare e fornire un’identità alle seconde e terze generazioni di concittadini che vivono all’estero poiché molto spesso “non parlano italiano e non hanno più legame con le regioni di provenienza dei loro avi”. (Alessio Mirtini/Inform)