venerdì, 22 Febbraio, 2013 in
NOTIZIE INFORM
MISSIONARI ITALIANI NEL MONDO
Cesena ricorda mons. Aldo Casadei nel decennale della morte
Fu direttore dell’UCEI, Ufficio Centrale per l’Emigrazione Italiana della Conferenza Episcopale Italiana, ora Fondazione Migrantes
CESENA – Promossa dall’Ufficio Migrantes della diocesi di Cesena-Sarsina e dalla parrocchia di San Vittore di Cesena, domenica 24 febbraio – segnala Migrantes online – si farà riconoscente commemorazione di mons. Aldo Casadei nel decennale della morte. Alle 15 celebrazione della Messa nella Chiesa parrocchiale di San Vittore presieduta dal vescovo mons. Gaetano Bonicelli, arcivescovo emerito di Siena; alle 16 nel cine-teatro “Victor” commemorazioni e testimonianze precedute da una riflessione del vescovo di Cesena-Sarsina mons. Douglas Regattieri. Mons. Aldo Casadei è stato missionario di emigrazione in Europa, vicario generale a Cesena, rettore del Seminario diocesano, direttore della Caritas diocesana.
“Dopo l’ordinazione sacerdotale nel 1940 – così lo ricordò all’indomani della sua morte mons. Silvano Ridolfi,- don Aldo Casadei fu cappellano in alcune parrocchie della sua Diocesi: Cesena, Cesenatico, Casilese, S. Rocco. Animato da spirito missionario, accoglie poi l’invito – siamo all’inizio del 1948 – della S. Congregazione Concistoriale di recarsi a Praga in Cecoslovacchia per avviarvi l’assistenza pastorale agli operai italiani. Ne verrà poi espulso alla fine del 1949 dal governo comunista insediatosi con l’appoggio dell’armata sovietica. Dai suoi diari ne ha ricavato un interessante libro, ‘Dal Rubicone alla Moldava’.
Nel marzo 1950 la medesima Congregazione Romana lo invia a Francoforte sul Meno in Germania per ricostituire l’assistenza pastorale agli italiani rimasti in quella nazione già prostrata in seguito alla disfatta della seconda guerra mondiale. Aiutato anche dalla Croce Rossa Italiana e attento alle opportunità pastorali, don Casadei riesce ben presto a ritessere una rete di sacerdoti italiani, recuperando anche un prete veronese, Mons. L. Fraccari, presente a Berlino da prima della sconfitta nazista. Nel 1955 questi primi ‘missionari d’emigrazione’ sono sette in tutto quando egli viene trasferito a Colonia, essendo già da diversi anni direttore dei sacerdoti di Germania e Scandinavia (nei tre Paesi scandinavi sono allora ben cinque i sacerdoti che curano le comunità italiane emigrate). Si afferma così quella rete di centri pastorali – o Missioni Cattoliche Italiane – che con la nuova emigrazione italiana in Germania, fine anni ’50 ed inizio anni ’60, diventeranno oltre cento. Nel 1952 aveva anche avviato un foglio di collegamento, La Squilla, divenuta poi negli anni ‘60 Corriere d’Italia.Ma nel 1960 viene richiamato in diocesi come Rettore del Seminario e Vicario Generale. Nel 1966 è di nuovo in partenza, questa volta per la Svizzera, con l’incarico di Direttore dei molti sacerdoti italiani attivi nella Repubblica Elvetica e vi resta per oltre sei anni.
Viene quindi chiamato a Roma per assumere la Direzione Nazionale delle Opere di Emigrazione e la Direzione dell’UCEI, Ufficio Centrale per l’Emigrazione Italiana, l’organismo CEI di allora nel campo della mobilità umana (poi sostituto dalla Fondazione Migrantes, ndr). Nel 1979 rientra ancora in diocesi nuovamente con il compito di Vicario Generale. Lo ritroviamo poi a Genova, a metà degli anni ottanta, come Direttore dell’Apostolatus Maris dove profonde l’esperienza maturata riordinando e approfondendo questa specifica e delicata pastorale”. (Inform)



