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Casa Italia, focus sugli ambasciatori e la diplomazia italiana nel mondo nella prima puntata del 2023

RAI ITALIA

(fonte immagine Rai Italia)

ROMA – La trasmissione di Rai Italia “Casa Italia” ha dedicato un focus sugli ambasciatori e la diplomazia italiana nel mondo nel corso della prima puntata del 2023. Si è partiti dalla XV Conferenza degli Ambasciatori svoltasi a fine dicembre alla Farnesina per approfondire il tema delle linee guida della diplomazia italiana nel mondo. Nel corso della trasmissione il Segretario Generale della Farnesina Ettore Sequi si è soffermato sulla rete delle Ambasciate, dei Consolati, degli Istituti Italiani di Cultura,  e delle Rappresentanze permanenti presso diverse organizzazioni internazionali. “La nostra rete è la nostra vera ricchezza: in ogni Paese del mondo ogni connazionale che avesse bisogno di aiuto sa di trovare un interlocutore e una voce amica e i nostri ambasciatori promuovono le tre ‘p’ della nostra diplomazia: proteggere, promuovere e preservare gli interessi del nostro Paese”, ha spiegato Sequi che ha rimarcato come la pandemia e la guerra in Ucraina abbiano sicuramente segnato l’inizio di un nuovo paradigma: “questa non è un’epoca di cambiamenti ma è un cambiamento d’epoca, ci sono delle costanti nella nostra politica estera ma le abbiamo adattate a questi cambiamenti”, ha quindi precisato Sequi riferendosi a questioni da tempo sul tavolo delle riflessioni. Tra queste il cosiddetto Mediterraneo allargato, la nuova visione sull’Africa e sui Balcani ma anche i tre cardini che sono europeismo, atlantismo e multilateralismo. “C’è poi una priorità trasversale che è quella dell’assistenza sempre più assidua ai nostri connazionali all’estero, senza perdere di vista lo spostamento del baricentro economico nel mondo”, ha aggiunto Sequi riferendosi a questo progressivo spostamento negli ultimi decenni verso Asia e America Latina. Entrando nel tema di come sia percepita l’Italia nel mondo, Sequi ha precisato come “noi italiani siamo visti molto meglio dagli stranieri piuttosto che da noi stessi: dobbiamo sconfiggere il virus dell’autoflagellazione, il nostro è un Paese con delle grandi potenzialità ed è un Paese che viene definita come una superpotenza culturale e il record di siti Unesco è solo la punta dell’iceberg”, ha precisato Sequi sottolineando anche il pregio italiano di saper combinare la cultura con l’innovazione e la ricerca così come il dato che vede l’Italia quale seconda potenza manifatturiera d’Europa. “Abbiamo un sistema economico e industriale flessibile e abbiamo anche un’innata vocazione al dialogo: dobbiamo partire da questi punti di forza”, ha spiegato Sequi evidenziando il contributo delle ambasciate alla proiezione delle nostre imprese all’estero. “Le nostre ambasciate sono il punto terminale di un’attività di assistenza”, ha aggiunto Sequi parlando dell’assistenza svolta anche a livello centrale tramite la creazione di un’unità di crisi specifica per aiutare le imprese nel contesto di difficoltà scaturite dalla guerra in Ucraina, anche dal punto di vista del reperimento delle materie prime su mercati alternativi, ricordando altresì che c’è un progetto del PNRR di 1 miliardo e 200 milioni di euro che prevede interventi anche a fondo perduto. Parlando di italiani all’estero, Sequi ha ricordato come gli iscritti all’Aire siano ormai 6 milioni e mezzo: 4,7 milioni di italiani hanno votato alle ultime elezioni. Più in generale Sequi ha quindi trattato dell’assistenza offerta dal Maeci ai connazionali in difficoltà, intervenendo con l’Unità di Crisi per i casi di assistenza più impegnativi. “Per fare tutto questo ci stiamo attrezzando con la tecnologia: intanto con la digitalizzazione progressiva dei servizi consolari. Abbiamo erogato l’anno scorso più di 1 milione di atti e abbiamo dotato l’Unità di Crisi di servizi di intelligenza artificiale”, ha spiegato Sequi. Sulla cultura e sul mondo della scuola,  Sequi ha ricordato l’importanza delle scuole italiane all’estero e i corsi di lingua e cultura. “La cultura è la base di tutto”, ha concluso il Segretario Generale.

Raffaele Marchetti (Docente di Relazioni Internazionali dell’Università Luiss di Roma) ha ricordato come la guerra in Ucraina ci dica che il conflitto è destinato a prolungarsi per un periodo non prevedibile. Marchetti ha evidenziato come non ci debba aspettare certamente una soluzione rapida anche perché è in corso un cambiamento sistemico che vede il mondo andare verso una polarizzazione e divisione. “Guardando alla guerra in Ucraina c’è un maggiore realismo su quelli che sono i limiti dell’integrazione internazionale e sono limiti di cui bisogna essere consapevoli; d’altra parte invece il fatto che la Croazia si sia ulteriormente integrata all’interno del sistema dell’Unione europea con l’uso dell’Euro è un segno positivo. L’attrattività dell’UE verso alcuni Paesi è aumentata a seguito della guerra in Ucraina”, ha spiegato Marchetti. Sui futuri nuovi partner commerciali dell’Italia, Marchetti ha anzitutto precisato come si confermeranno sicuramente quelli attuali ossia i partner europei. Abbiamo rapporti molto intensi con Francia e Germania ma anche con altri Paesi europei; oltre a questi bisogna aggiungere e intensificare i rapporti con gli Stati Uniti senza dimenticare il bacino del Mediterraneo allargato e l’Africa”, ha spiegato il docente parlando di un’area particolarmente strategica dove la spinta demografica sarà in crescendo per i prossimi decenni. “Non possiamo non avere un ottimo rapporto con tutti i partner di quest’area”, ha sottolineato Marchetti riferendosi alla sponda sud del Mediterraneo e nello specifico all’Africa. “Dobbiamo essere più ambiziosi e un ‘piano A’ per l’Italia è sicuramente quello di riacquistare la propria centralità nel bacino del Mediterraneo”, ha concluso il docente. (Inform)

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