direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Audizione del direttore generale per gli Italiani all’estero e le Politiche migratorie del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Maria Vignali

CAMERA DEI DEPUTATI

Ieri, al Comitato per gli italiani nel mondo e la promozione del sistema Paese

Tra le priorità di intervento richiamate, l’emergenza in Venezuela, il negoziato sulla Brexit, le nuove mobilità, il miglioramento dei servizi consolari. Sono intervenuti anche, oltre al presidente del Comitato, Fabio Porta, i deputati del Pd Laura Garavini, Gianni Farina, Alessio Tacconi (ripartizione Europa) e Marco Fedi (Africa, Asia, Oceania e Antartide)

 

ROMA – Si è svolta ieri mattina al Comitato per gli italiani nel mondo e la promozione del sistema Paese della Camera dei Deputati l’audizione del direttore generale per gli Italiani all’estero e le Politiche migratorie del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Maria Vignali.

Ad introdurre l’audizione il presidente del Comitato, Fabio Porta (Pd, ripartizione America meridionale) che ha segnalato in primis la preoccupazione per la collettività italiana residente in Venezuela, condivisa – ha rilevato – da Governo e Parlamento, ed ha chiesto aggiornamenti su provvedimenti a sostegno della rete consolare italiana in loco che possano favorire l’assistenza ai connazionali. Richiamate di seguito altre questioni, “di natura più ordinaria” ma di stretta rilevanza per il Comitato, come i servizi consolari, l’utilizzo delle risorse stanziate in merito ma non ancora rese disponibili, le nuove mobilità, gli organismi di rappresentanza e il voto all’estero su cui si auspica l’attenzione del nuovo direttore generale.

Vignali ha segnalato come in Venezuela la crisi sia “grave” e non risolvibile nel breve termine, per cui “dobbiamo porci con forza il nodo di come aiutare i nostri connazionali e prepararci ad interventi straordinari in loro favore”. Il direttore generale ricorda come a Caracas vi sia una “collettività importante di oltre 120 mila connazionali, una numero pari a quanti risiedono per esempio nella provincia italiana di Monza”. Segnala come ad oggi “per le nostre sedi consolari in loco non sono stati presi provvedimenti straordinari per rafforzarli e consentire loro di venire incontro alle istanze di base della collettività”, provvedimenti che egli ritiene non più rinviabili anche per gestire “con efficacia e capillarità il contributo di 1 milione di euro recentemente stanziato per l’assistenza”.

Altra priorità che suscita preoccupazione è il negoziato sulla Brexit: “abbiamo ribadito sin dall’inizio – ricorda Vignali – la necessità di tutelare in primo luogo i diritti dei cittadini europei residenti in Uk e britannici nel Continente, ma sembra che allo stato attuale si vada affermando l’idea che non vi sarà alcun accordo sui diritti fino a che il negoziato non sarà concluso”. Vignali parla dunque del pericolo di “schermaglie coi negoziatori britannici anche sui diritti dei cittadini” e di “preoccupazioni sull’esito finale del negoziato” – che deve concludersi nel marzo del 2019 – riconducibili in primo luogo al nodo centrale del contributo britannico dovuto all’Ue: “secondo le ultime stime – rileva – si tratta di 78 miliardi di euro”. “Il rischio è che a fronte di un contributo così elevato – afferma il direttore generale – si arrivi ad una debacle politica interna e a far prevalere la tentazione di una hard Brexit, che potrebbe voler dire nessun accordo e quindi scaricare le conseguenze politiche di questo empasse sulle future generazioni”. “Ribadisco l’importanza del nodo citizens first, non solo in termini sostanziali ma anche temporali. Anche qualora il negoziato dovesse fallire i diritti dei cittadini italiani residenti in Gran Bretagna – aggiunge – vanno tutelati e messi in sicurezza. Dobbiamo spingere per la conclusione di un accordo e per una soluzione semplice, con procedure semplici di riconoscimento dei diritti dei cittadini”.

Vignali passa poi a considerare il tema delle nuove mobilità, che definisce “una sfida  con cui ci dobbiamo confrontare nei prossimi anni”; “voi – aggiunge – conoscete molto bene il fenomeno ma il Paese a mio avviso non è consapevole dell’importanza di questa mobilità, prima di tutto in ordine di grandezza, perché parliamo di circa 1 milione di iscritti alle anagrafi consolari negli ultimi 5 anni e di 120 mila italiani che espatriano ogni anno, ma vi sono stime che li quantificano in 200 o 250 mila”. “Si tratta di un flusso importante di cui non si ha consapevolezza e che non è di per sé negativo ma significa comunque un impoverimento del Paese perchè sono risorse su cui abbiamo investito per formazione, assistenza sanitaria e sociale e che trovano all’estero la giusta valorizzazione – afferma il direttore generale, ricordando anche il problema dell’impatto di tali numeri – che vanno ad aggiungersi agli oltre 5 milioni di iscritti all’Aire – sui servizi consolari. “I nostri connazionali all’estero possono essere considerati quantitativamente la quinta regione italiana, senza contare il fatto che domandano ora servizi diversi da quelli tradizionali, un supporto all’integrazione, servizi consolari innovativi e digitali – rileva Vignali, segnalando come vi sia nei loro confronti una rinnovata attenzione da parte delle strutture consolari e annunciando “l’impegno ad affrontare questo tema come Maeci e come Direzione generale”. “Vi invito pertanto a mantenere alta l’attenzione sul fenomeno, affinché ve ne sia consapevolezza nel Paese e perché si stanzino risorse in proposito – afferma il direttore generale che rileva poi come vi sia stato un “cambio di registro” nella considerazione dei servizi consolari da parte di “esponenti politici e collettività”, un maggiore “apprezzamento per l’impegno del Ministero e del suo personale a fornire servizi adeguati”, pur in presenza di “risorse non adeguate” che, sotto una certa soglia, minano l’operatività delle strutture.

L’aumento di tali risorse è dunque un obiettivo condiviso con il Comitato che può passare attraverso provvedimenti come quello recentemente adottato dal Parlamento sullo stanziamento di parte delle percezioni consolari derivanti dalla tassa introdotta per il riconoscimento della cittadinanza italiana e verso il quale Vignali esprime apprezzamento. “Le percezioni consolari sono pari a circa 150 milioni di euro l’anno, 60 a fronte dei servizi classici e 90 milioni solo per i visti; almeno parte di questo ingente flusso di risorse dovrebbe poter tornare ed essere reinvestito nella rete consolare, per rinnovare anche le strutture fisiche della rete e rafforzare i servizi digitali e quelli più richiesti, come ad esempio il rilascio di passaporti in Venezuela, aumentato del 30%, l’iscrizione all’anagrafe consolare nel caso di Londra o l’acquisizione della cittadinanza italiana in America latina – afferma il direttore generale, sollecitando a lavorare insieme per questo stesso obiettivo, specie in vista del varo della prossima legge di bilancio.

La rete consolare deve tornare ad essere sempre più al servizio “della società civile e delle imprese” e “queste sono le priorità che intendo affrontare nei prossimi mesi – afferma Vignali, che ricorda come solo attraverso la capacità di dare al cittadino risposte concrete si può alimentare la fiducia nei confronti delle istituzioni.

Condivide le priorità affermate dal direttore generale Laura Garavini (Pd, ripartizione Europa) che mostra apprezzamento in particolare sulla volontà espressa dal Governo di riaprire la sede consolare di Manchester, a proposito del tema Brexit, e per l’attenzione mostrata nei confronti delle nuove mobilità, fenomeno che presenta forti complessità e problematiche “anche maggiori rispetto agli anni di boom migratorio, perché allora – precisa – vi erano strumenti come gli accordi tra Paesi che fornivano una sorta di paracadute rispetto alle necessità di coloro che emigravano”. L’esponente democratica rileva inoltre la necessità di progredire con la digitalizzazione dei servizi della pubblica amministrazione, proprio per venire incontro alle nuove esigenze, mettendo in rete le banche dati e facilitando l’accesso e l’utilizzo dell’identità digitale “Spid”. Riconosce poi “il cambio di passo ad opera degli ultimi Governi nell’accompagnare la razionalizzazione della rete con il miglioramento dei servizi”. Chiede infine che i fondi per la promozione di lingua e cultura italiana siano resi strutturali, un impegno per l’accordo tra Maeci e patronati sull’erogazione dei servizi e un aggiornamento sull’allineamento delle banche dati anagrafiche in vista delle prossime scadenze elettorali.

Assicura l’impegno del Comitato per il reperimento di risorse Marco Fedi (Pd, ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide), che chiede anche un aggiornamento sul tavolo interministeriale sulle nuova mobilità annunciato nel corso di un recente convegno sul tema dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, un’assicurazione sul reperimento di risorse per il funzionamento di Comites e Cgie, un impegno sul fronte dell’informazione rivolta alle collettività e l’attenzione del Maeci anche per le polemiche che si stanno sollevando in merito alla celebrazione del Columbus Day negli Stati Uniti. Gianni Farina (Pd, ripartizione Europa) rileva la nuova sfida rappresentata dalle nuove mobilità ma anche da una nuova forma di italianità, comprendente migranti, discendenti di italiani e doppi cittadini, che va valorizzata. “Il problema di fondo non è il numero delle sedi consolari – afferma Farina – ma un approccio che sappia rispondere a questa sfida”. Segnala inoltre come “il fallimento delle ultime elezioni dei Comites” – testimoniato dalla debole partecipazione registrata – debba essere ricondotto “ad un problema tecnico, ma prima di tutto all’incapacità della politica di adeguare la normativa a questo nuovo stato di cose”. Farina si dice poi ottimista sulla Brexit- ritiene che alla fine la Gran Bretagna sceglierà di non lasciare l’Unione, – afferma il suo sostegno allo ius soli e rileva come la rete consolare debba divenire sempre più “vetrina del nostro Paese e della collettività”, abbandonando i residui nostalgici. Anche Alessio Tacconi (Pd, ripartizione Europa) assicura l’impegno per un lavoro sinergico che possa risolvere le problematiche richiamate, mente il presidente del Comitato torna sul provvedimento che destina parte delle percezioni consolari ai servizi consolari e che introduce “un cambio di paradigma importante secondo il quale la collettività non è problema ma risorsa e parte integrante della soluzione”. Porta chiede anche aggiornamenti sulle carenze di organico rilevate nella rete consolare in Venezuela, sollecita l’impegno nella direzione di una anagrafe unica per i residenti all’estero e ribadisce le grandi difficoltà della rete consolare in America latina, “che, in assenza di nuove risorse e un avanzamento della digitalizzazione, non è in grado di rispondere ad una domanda così forte”.

In sede di replica Vignali ribadisce l’impegno del Maeci sul fronte della promozione di lingua e cultura italiana e sul confronto con i patronati per un ampliamento dei servizi. Assicura anche come sia in corso la preparazione e il lavoro sulle anagrafi in vista delle scadenze elettorali e la sua volontà ad interloquire con il Ministero del Lavoro per il tavolo sulle nuove mobilità sopra richiamato. Ribadisce l’importanza della campagna per l’iscrizione all’Aire, perché ritiene necessario far emergere la consistenza reale della collettività anche in vista del reperimento di risorse ad essa adeguate. Segnala infine come il tema della celebrazione del Columbus Day sarà sicuramente affrontato nei corso dei prossimi giorni, in occasione della sua visita a New York – è previsto proprio un incontro con la Columbus Foundation – e i contatti in corso con il Ministero dell’Economia per assicurare alla rete consolare parte delle percezioni incassate già a partire dal 2016. Il direttore generale tiene a precisare però come la collettività sia importante “a prescindere dalle risorse finanziarie, nella sua emigrazione più tradizionale, presente e futura, perché – rileva – è uno straordinario strumento di soft power nel mondo”. Richiamate anche le istruzioni diramate per gestire al meglio il sistema del “prenota online” in America latina e il rafforzamento del personale delle rete consolare in Venezuela, anche se è necessario – conclude Vignali – “un rafforzamento strutturale con un provvedimento di emergenza”. (Viviana Pansa – Inform)

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