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INFORM - N. 139 - 6 luglio 2004

Il "quoziente familiare" è per le ACLI la vera riforma fiscale

ROMA - L’unica vera riforma fiscale è l’introduzione nel sistema italiano del "quoziente familiare", sul modello del fisco francese. E’ quanto sostengono le Acli alla luce della ricerca presentata il 6 mattina a Roma, presso la sala stampa della Camera dei Deputati.

Se, infatti, in Italia venisse introdotto un sistema analogo a quello francese, le famiglie italiane si troverebbero a pagare da un minimo del 22% ad un massimo del 100% in meno, a seconda del loro reddito e, soprattutto, del numero dei figli. E’ questo solo uno dei dati che emergono dallo studio comparativo - promosso dal Caf Acli - tra il sistema fiscale italiano e quello francese, realizzato sulla base di dieci dichiarazioni 730 congiunte, scelte tra i redditi bassi, medi e alti, in base tipologie più diffuse nel nostro Paese. Dal confronto risulta evidente come - a parità di condizioni - l’imposta lorda e quella netta calcolate col fisco francese siano sempre abbondantemente inferiori. Ma, soprattutto, il sistema del "Quoziente familiare" riesce a "pesare" le diverse composizioni dei nuclei familiari: a parità di reddito, infatti, famiglie con un numero maggiore di figli possono sfruttare un’aliquota impositiva minore.

«Il quoziente familiare - afferma il presidente delle Acli Luigi Bobba - produce senza dubbio più equità, perché riesce a misurare più di quanto non faccia il nostro sistema fiscale, le condizioni economiche effettive delle famiglie. Importato in Italia - certo con gli opportuni adeguamenti - riuscirebbe a porre fine, tra l’altro, a quella incredibile disparità di trattamento fiscale tra famiglie monoreddito e plurireddito».

Lo studio delle Acli, infatti, ha anche evidenziato la riforma fiscale in fase di attuazione in Italia - con l’introduzione della no tax area - abbia addirittura accentuato questa forma di disparità: per le famiglie plurireddito le imposte si sono ridotte del 30%, per le altre (monoreddito e monoparentali) - a parità di condizione economica - solo del 3%.

Sulla base di questi dati, le Acli sollecitano le forze politiche di maggioranze e opposizione a mettere mano finalmente ad una riforma fiscale che smetta di penalizzare la famiglia. La proposta dell’Associazione - elaborata con l’ausilio del professor Campiglio dell’Università cattolica di Milano - è quella di una graduale introduzione del sistema del quoziente familiare, opportunamente modificato e misurato sulle caratteristiche e le risorse del nostro Paese. (Inform)


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