CGIE - Preparazione della Conferenza
Stato-Regioni-Province autonome-CGIE
Documento del Tavolo Tematico N. 5
"Informazione e Comunicazione"
In riferimento all’informazione e alla comunicazione in favore degli Italiani che vivono e lavorano all’estero si devono seguire con attenzione gli sviluppi del dibattito in corso sulla globalizzazione dei mezzi di comunicazione e sulla "localizzazione" dell’informazione, legando gli strumenti in informazione di lingua italiana all’estero alle nuove dimensioni della comunicazione mondiale. Si ribadisce, come già convenuto nel documento comune tra la Conferenza dei Presidenti e il CGJE, che "essa va sostenuta in tutto il suo pluralismo, senza tuttavia rinunciare a potenziare e accentuare il peso amministrativo delle Regioni sullo strumento pubblico di Rai International anche con interventi finanziari appositi. Sulla materia dell’informazione le Regioni si sono particolarmente distinte, nonostante Ia ristrettezza dei mezzi finanziari, per incisività e pluralità di iniziative incoraggiando o creando direttamente giornali, riviste, televisioni satellitari, reti informatiche, ecc.. Fondamentale diventa anche il discorso della ‘informazione di ritorno’ e di tutto ciò che caratterizza il mondo delle comunità italiane all’estero e che appare indispensabile per realizzare uno stretto legame tra tutti gli italiani realizzando un portale delle comunità italiane nel mondo. In questo modo si potrà ottenere quella sintesi culturale che costituisce, poi, il contenuto dell’italianità o dell’italicità che si intende affermare come scelta politica caratterizzante del nostro paese".
Si profila la necessità e l’urgenza di una nuova dimensione dell’informazione - in aggiunta a quelle di "andata" e di "ritorno"- che potremmo chiamare "circolare". Questo nuovo aspetto mette in relazione ed in comunicazione tra di loro le comunità all’estero e le "diverse Italie fuori d’Italia" e offre loro delle possibilità di conoscenza reciproca e di interazione. Ciò si rivela particolarmente indispensabile nel momento in cui si svolgono le prime e più importanti "tappe pratiche" per la messa in opera della consultazione elettorale all’estero.
Ciò premesso, e in questo contesto, va riaffermata la centralità della stampa in lingua italiana che si pubblica all’estero, delle emittenti radio e televisive locali perché svolgono, talvolta in silenzio, un ruolo insostituibile di informazione, integrazione, di difesa dei propri diritti e di salvaguardia delle singole identità e sono un patrimonio da rendere forte e competitivo, attraverso iniziative mirate che tengano conto delle nuove tecnologie informatiche, della necessita di una maggiore qualificazione professionale degli operatori e dell’ammodernamento obbligato delle strutture redazionali. Ruolo, questo, che viene riproposto e sottolineato con forza ed urgenza a seguito della clamorosa chiusura di alcuni quotidiani nazionali teletrasmessi nei paesi d’Oltremare.
Sulla base di questi intendimenti generali appare opportuno portare all’attenzione di Stato, Regioni e Province Autonome i seguenti orientamenti sull’informazione e comunicazione relativa agli italiani all’estero.
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. E’ necessario realizzare un repertorio aggiornato di quanto esiste riguardo all’informazione rivolta agli Italiani all’estero: si deve procedere ad un censimento scrupoloso delle iniziative attuate da tutti i soggetti che partecipano in modo attivo alla determinazione delle politiche per l’emigrazione (acquisendo e facendo propri gli atti delle conferenze sulle politiche per l’informazione e la comunicazione, sull’attività delle regioni nel campo della comunicazione e dell’informazione, quella degli Enti e delle Istituzioni che operano a favore dell’emigrazione, realizzando un registro permanente delle testate e dei media italiani operanti all’estero che ci dia la geografia aggiornata delle testate). Le politiche per l’informazione in andata dello Stato e delle Regioni dovrebbero operare in un’ottica di sussidiarietà a favore delle iniziative di informazione e comunicazione attuate dalle comunità italiane all’estero.2
. E’ utile realizzare un repertorio e un monitoraggio dell’informazione di ritorno. Questa specifica attività deve essere implementata primariamente attraverso una valorizzazione dei media locali regionali. E’ indubbio che con l’entrata in vigore del nuovo titolo V della Costituzione la disciplina debba essere rivista ed aggiornata, soprattutto nella logica del ridimensionamento dell’autorità centrale. E’ comunque impensabile escludere la partecipazione del governo nazionale in merito ad un aspetto dell’informazione cosi centrale e strategico. Alla luce di ciò potrebbero essere valutate le funzionalità e le potenzialità che saranno offerte dalla legge sull’editoria. Nella determinazione di politiche di ampio respiro, va auspicato uno stretto rapporto di tutti i soggetti che operano a favore della nostra comunità residente all’estero con la Commissione per l’Informazione di ritorno del Ministero degli Italiani nel Mondo. Va da sé che i contenuti dell’informazione devono avere i caratteri di interesse commisurati al target. Per quanto riguarda l’informazione di ritorno va presa in dovuta considerazione l’ipotesi di utilizzare come canale di diffusione non solo la stampa quotidiana e periodica (con particolare attenzione ai media locali), ma anche la stampa specializzata (economica, scientifica, culturale, sportiva). Questo risultato potrebbe essere facilmente conseguito anche attraverso i notiziari specializzati delle agenzie di informazione, che utilizzano le redazioni delle testate italiane all’estero.3
. Lo strumento delle Convenzioni si rivela fondamentale per indirizzare le scelte del mondo editoriale italiano e italiano all’estero verso un perfezionamento dell’informazione di andata e un effettivo avvio dell’informazione di ritorno e circolare. In particolare, nella prima direzione (di andata) Regioni e Province autonome dovrebbero essere in grado di garantire un flusso regolare di informazioni sulla loro realtà istituzionale, politica. economica, sociale e culturale che, con l’appoggio dello Stato, dovrebbe poi venir distribuito alle testate italiane all’estero. Viceversa, nella seconda direzione (di ritorno), dovrebbe essere lo Stato a stipulare convenzioni per la fornitura di un’informazione di ritorno realmente commisurata agli interessi del target italiano, mentre spetterà alle Regioni e alle Province autonome il compito di incentivare la pubblicazione di tale tipo di informazione sui media locali regionali.4
. La valorizzazione degli operatori dell’informazione italiana all’estero passa anche attraverso un recupero del loro rapporto con le Regioni di origine, inteso come primo passo verso la realizzazione di un più stretto legame con l’Italia. In quest’ottica andrebbero favorite le iniziative regionali di incontro e di interscambio di operatori dell’informazione attivi all’estero ed in Italia, anche attraverso la realizzazione di stages e di accordi con le scuole di giornalismo che possano formare e qualificare gli operatori.Tali iniziative aprirebbero Ia strada a relazioni biunivoche più costanti in tutti i campi di attività, potrebbero costituire un supporto determinante alla realizzazione dell’informazione di ritorno e rappresentare un’occasione di educazione all’interculturalità per la società italiana.
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. Rai International, che deve essere messa nelle condizioni di svolgere bene il suo compito istituzionale, gioca un ruolo strategico importante per l’informazione in andata e dovrebbe svolgerlo anche per quanto concerne anche l’informazione di ritorno. Diverse sono le esigenze indifferibili: la ricezione del segnale di Rai International dovrebbe essere garantita ovunque, Europa compresa, attraverso l’utilizzo di postazioni satellitari autonome da parte dello Stato Italiano. In tal modo il servizio pubblico, incrementando esponenzialmente la platea dei destinatari, potrebbe legittimamente assurgere al ruolo di IV canale televisivo RAI. Rai International dovrebbe essere fruibile anche dagli italiani residenti in Patria, al fine di renderli edotti sulla variegata realtà dei nostri emigrati residenti all’estero. L’approvazione definitiva della legge che stabilisce l’esercizio del voto degli italiani all’estero e che prevede una adeguata azione informativa, rende improrogabile per le nostre comunità la necessità di poter disporre di una più vasta e pluralistica informazione televisiva. Lo Stato, pertanto, cosi come sostiene l’attività di Rai International attraverso apposite convenzioni, potrebbe rendere disponibili congrui finanziamenti a tutte le emittenti televisive nazionali che si impegnano a trasmettere un loro palinsesto di 24 ore giornaliere all’estero. Indubbiamente la disponibilità mostrata dalla Rai sulla possibilità di rivedere le convenzioni al fine di prevedere un partenariato regionale e dei soggetti attivi nel campo dell’emigrazione appare interessante e foriero di sviluppi degni di particolare attenzione. Tali accordi dovrebbero essere tesi ad individuare risorse finanziarie, percorsi culturali e formativi, palinsesti e programmi che costruiscano l’immagine dell’Italia nelle sue articolazioni regionali. In questo senso appare decisivo l’impegno che la Conferenza dovrà assumere per conseguire questo ambizioso obiettivo.6
. II diffondersi anche presso le comunità all’estero, in particolare presso le giovani generazioni, delle nuove tecnologie di comunicazione conferisce un valore strategico alle modalità di comunicazione informatizzata utilizzate dalle istituzioni italiane. Le trasmissioni via web della produzione Rai e radio Rai, ad esempio, sono una prima ed importante tappa, i cui costi sono sopportabili. A questo proposito si auspica che la Rai possa aumentare il più possibile la programmazione televisiva presente in internet. Diventa perciò necessaria, e non solo utile, la realizzazione di un grande portale istituzionale dedicato agli italiani all’estero che, prevedendo anche versioni in inglese e spagnolo delle informazioni contenute, sia punto di confluenza di tutte le iniziative per l’estero e dall’estero, e che valorizzi ciò che viene già prodotto da istituzioni pubbliche, associazioni e privati a beneficio della nostra emigrazione.7.
Al fine di attuare le politiche per l’informazione riguardanti gli italiani all’estero e di garantire il necessario coordinamento tra le varie iniziative, si rivela indispensabile dare vita ad un organismo da istituirsi ad hoc e concepito sulla base della partecipazione pubblico/privato. In tale organismo potrebbero coesistere, secondo i principi di efficacia e efficienza, Stato, Regioni, Province autonome e organizzazioni professionali operanti nel settore, oltre alle strutture che sono diretta espressione del mondo dell’emigrazione e alle imprese disponibili ad impegnarsi su questo versante.Riguardo alle modalità di lavoro future, si ritiene indispensabile rendere permanente l’articolazione in tavoli tematici della Conferenza Stato-Regioni-Provincie autonome-Cgie per individuare gli strumenti per Ia realizzazione delle linee programmatiche della Conferenza.
(Inform)