INFORM - N. 70 - 4 aprile 2006


CIRCOSCRIZIONE ESTERO

Carlo Alberto Brusa (Forza Italia): "La Francia non può dare lezioni di democrazia all'Italia"

 

PARIGI - In queste settimane e soprattutto in questi ultimi giorni nell'ambito della candidatura, ma anche come avvocato ed ex professore di diritto, mi è stato chiesto cosa ne pensavo della situazione francese per quanto riguarda il problema del contratto prima assunzione e la gestione istituzionale dei problemi posti da questa riforma legislativa.

Fino ad oggi non mi sono pronunciato per aspettare prima di tutto il discorso del Presidente della Repubblica Francese e in seguito nel vedere quale posizione sarebbe stata presa sul piano istituzionale.

Non voglio certamente esporre qui una posizione politica di partito, poiché essa sarebbe immediatamente attaccata come faziosa, voglio piuttosto esprimermi come giurista e dimostrare comunque che la Francia vive un grave problema istituzionale e democratico e che le sue critiche politiche nei confronti dell'Italia mi sembrano fuori luogo e inadeguate.

Ricordo che il Governo Villepin ha depositato un disegno di legge per far votare una nuova formula di contratto di lavoro chiamato "Contratto prima assunzione". Questo contratto di lavoro pur essendo concluso a durata indeterminata, può essere risolto dal datore di lavoro nei primi due anni, in maniera potestativa, senza nessuna giusta causa. Questo contratto è applicabile alle aziende cha hanno più di 20 salariati e per i giovani che non superano i ventisei anni.

Gli studenti liceali, universitari e i sindacati si sono opposti all'implemento di questo contratto sostenendo che favorisce il precariato. Il Governo Francese ha comunque deciso di introdurre immediatamente questo contratto nell'ordinamento giuridico e la legge è stata votata dal Parlamento con l'utilizzo dell'articolo 49 della Costituzione.

Il Governo mettendo in gioco la sua responsabilità politica, evitando così lunghe discussioni parlamentari e gli emendamenti che la sinistra aveva depositato, ha chiesto il voto bloccato della legge con la fiducia data al Governo sul testo presentato dal disegno di legge. Il Parlamento ha votato senza sorpresa il testo e respinto inoltre la mozione di sfiducia depositata dall'opposizione.

Prima che la legge fosse promulgata dal Presidente della Repubblica, l'opposizione, come lo permette la Costituzione, ha depositato un ricorso per contestare davanti al Consiglio Costituzionale, la legittimità della legge in rapporto al Blocco di Costituzionalità.

ll Consiglio Costituzionale ha respinto il ricorso e il Presidente della Repubblica ha promulgato la legge, la quale é stata pubblicata dalla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Francese il 2 aprile ultimo scorso.

Quindi nel momento in cui scrivo la legge è costituzionalmente esecutiva sul territorio della Repubblica Francese. Ma, la realtà è stata sconvolta dalle Istituzioni della Repubblica Francese.

Infatti, contrariamente ai principi costituzionali e alla democrazia, il Presidente della Repubblica ha chiesto che la legge non fosse effettiva e applicabile in attesa delle modifiche che una nuova legge, votata questa volta su proposta parlamentare, possa modificare le condizioni d'applicazione del contratto, tanto per quanto riguarda la durata del periodo di prova, quanto per la motivazione della cessazione del contratto di lavoro.

La posizione presa dal Presidente della Repubblica e accettata dalla maggioranza, è contraria alle norme fondamentali della costituzione e mette in pericolo la democrazia. Prima di tutto possiamo constatare che una legge votata dal Parlamento, su proposta del Governo è oggi bloccata nella sua esecuzione dal potere esecutivo, il quale ha come compito essenziale posto dalla Costituzione di applicare le leggi votate dal Parlamento e non di bloccarle o di bocciarle dopo il voto.

Il Presidente della Repubblica considerato dalla Costituzione come il garante della stessa e dei suoi principi fondatori, é diventato complice dell'inefficacia della legge, violando lui stesso la Costituzione. Il Presidente della Repubblica ha chiesto inoltre a dei parlamentari del suo partito (UMP) di preparare una proposta di legge modificativa del testo votato, dicendo al popolo francese che il "contratto prima assunzione" sarebbe entrato in vigore solo con la modifica adottata dal Parlamento, dando quindi come scontato il voto di adozione del Parlamento. Appare quindi un Parlamento al servizio dell'esecutivo senza nessuna prerogativa di indipendenza e di autonomia come se questa istituzione fosse solo una camera di registrazione senza una propria volontà.

Quindi, in Francia nel 2006 una legge votata dal Parlamento, che é l'espressione del suffragio universale, della legittimità per eccellenza della norma giuridica, non ha più nessun valore di fronte a qualche manifestazione popolare giusta o sbagliata che sia e se l'esecutivo ne decide la sospensione.

Secondo quanto conosciuto in termini di filosofia politica questa situazione sembra essere l'espressione di una dittatura e non di una democrazia.

Senza entrare nel merito, appare chiaro che la separazione dei poteri e i principi fondamentali del valore della legge, del suo carattere vincolante sono stati totalmente violati dalle Istituzioni della Repubblica Francese.

Ricordo inoltre, che attualmente 100.000 salariati hanno già sottoscritto il contratto "nuova assunzione" che è stato creato in Francia con decreto legge del 4 agosto 2005, che prevede le stesse condizioni del contratto "prima assunzione", ma è applicabile alle aziende di meno di 20 salariati e senza limiti di età. Questo primo contratto quasi identico al secondo è stato introdotto con un decreto legge pubblicato durante l'estate e non ha provocato l'opposizione dei sindacati e dei giovani.

Le vacanze sono sacre anche per i francesi e quindi la violazione dei principi essenziali del diritto del lavoro durante l'estate forse non provoca nessuna protesta !

Invece di fronte alle ultime proteste, il Presidente della Repubblica è stato capace di violare tutte le leggi fondamentali della Repubblica pur di salvare la testa del suo Governo che oggi ad un anno dalle elezioni non poteva vivere un tale scacco.

Nella situazione attuale qual è il ruolo della legge, qual è la legittimità di tutte le leggi, dove si trova la sicurezza giuridica ? Come fa oggi un giudice ad applicare una legge civile o penale quando il carattere vincolante della norma è annientato da coloro che devono applicare le leggi ?

Sono profondamente amareggiato nel leggere e ascoltare in Francia i commenti fatti dai giornalisti e dai politici privi di un minimo di istruzione giuridica e costituzionale che vivono e commentano lo spettacolo delle manifestazioni e non sanno informare il popolo delle violazioni spudorate dei valori essenziali posti dalla costituzione e dalla democrazia.

Sono amareggiato inoltre nel vedere, in questa fase in cui la Francia brilla per la sue violazioni democratiche, le presentazioni drammatiche fatte dai giornalisti francesi della politica italiana e delle nostre prossime elezioni e ancora più amareggiato nel vedere il silenzio di tutti noi Italiani di fronte a questo trattamento che non meritiamo, per il rispetto che abbiamo sempre avuto per la Francia e per il suo sistema politico. Per sintetizzare desidero fare la parafrasi di una parabola ben conosciuta: prima di ricercare la pagliuzza nell'occhio dell'altro fai attenzione alla trave che hai nel tuo....

Il ruolo di un Deputato o di un Senatore in qualunque democrazia é quello di difendere i valori costituzionali e la democrazia, ma è anche quello di difendere il suo Paese di fronte agli attacchi che subisce da sempre e che restano senza risposta.

Perché noi Deputati o Senatori Italiani non dovremmo farlo ? (Carlo Alberto Brusa, candidato di Forza Italia per la Camera dei Deputati, ripartizione Europa/Inform)


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