CIRCOSCRIZIONE
ESTERO
Carlo Alberto
Brusa (Forza Italia): "
PARIGI - In queste settimane e soprattutto in questi
ultimi giorni nell'ambito della candidatura, ma anche come avvocato ed ex professore
di diritto, mi è stato chiesto cosa ne pensavo della situazione francese per
quanto riguarda il problema del contratto prima assunzione e la gestione istituzionale
dei problemi posti da questa riforma legislativa.
Fino ad oggi non mi sono pronunciato per aspettare
prima di tutto il discorso del Presidente della Repubblica Francese e in seguito
nel vedere quale posizione sarebbe stata presa sul piano istituzionale.
Non voglio certamente esporre qui una posizione politica
di partito, poiché essa sarebbe immediatamente attaccata come faziosa, voglio
piuttosto esprimermi come giurista e dimostrare comunque che
Ricordo che il Governo Villepin ha depositato un disegno
di legge per far votare una nuova formula di contratto di lavoro chiamato "Contratto
prima assunzione". Questo contratto di lavoro pur essendo concluso a durata
indeterminata, può essere risolto dal datore di lavoro nei primi due anni, in
maniera potestativa, senza nessuna giusta causa. Questo contratto è applicabile
alle aziende cha hanno più di 20 salariati e per i giovani che non superano
i ventisei anni.
Gli studenti liceali, universitari e i sindacati si sono
opposti all'implemento di questo contratto sostenendo che favorisce il precariato.
Il Governo Francese ha comunque deciso di introdurre immediatamente questo contratto
nell'ordinamento giuridico e la legge è stata votata dal Parlamento con l'utilizzo
dell'articolo 49 della Costituzione.
Il Governo mettendo in gioco la sua responsabilità politica,
evitando così lunghe discussioni parlamentari e gli emendamenti che la sinistra
aveva depositato, ha chiesto il voto bloccato della legge con la fiducia data
al Governo sul testo presentato dal disegno di legge. Il Parlamento ha
votato senza sorpresa il testo e respinto inoltre la mozione di sfiducia depositata
dall'opposizione.
Prima che la legge fosse promulgata dal Presidente della
Repubblica, l'opposizione, come lo permette
ll Consiglio Costituzionale ha respinto il ricorso e il
Presidente della Repubblica ha promulgato la legge, la quale é stata pubblicata
dalla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Francese il 2 aprile ultimo scorso.
Quindi nel momento in cui scrivo la legge è costituzionalmente
esecutiva sul territorio della Repubblica Francese. Ma, la realtà è stata sconvolta
dalle Istituzioni della Repubblica Francese.
Infatti, contrariamente ai principi costituzionali e
alla democrazia, il Presidente della Repubblica ha chiesto che la legge non
fosse effettiva e applicabile in attesa delle modifiche che una nuova legge,
votata questa volta su proposta parlamentare, possa modificare le condizioni
d'applicazione del contratto, tanto per quanto riguarda la durata del periodo
di prova, quanto per la motivazione della cessazione del contratto di lavoro.
La posizione presa dal Presidente della Repubblica e
accettata dalla maggioranza, è contraria alle norme fondamentali della costituzione
e mette in pericolo la democrazia. Prima di tutto possiamo constatare che
una legge votata dal Parlamento, su proposta del Governo è oggi bloccata
nella sua esecuzione dal potere esecutivo, il quale ha come compito essenziale
posto dalla Costituzione di applicare le leggi votate dal Parlamento e non di
bloccarle o di bocciarle dopo il voto.
Il Presidente della Repubblica considerato dalla Costituzione
come il garante della stessa e dei suoi principi fondatori, é diventato complice
dell'inefficacia della legge, violando lui stesso
Quindi, in Francia nel 2006 una legge votata dal Parlamento,
che é l'espressione del suffragio universale, della legittimità per eccellenza
della norma giuridica, non ha più nessun valore di fronte a qualche manifestazione
popolare giusta o sbagliata che sia e se l'esecutivo ne decide la sospensione.
Secondo quanto conosciuto in termini di filosofia politica
questa situazione sembra essere l'espressione di una dittatura e non di
una democrazia.
Senza entrare nel merito, appare chiaro che la separazione
dei poteri e i principi fondamentali del valore della legge, del suo carattere vincolante
sono stati totalmente violati dalle Istituzioni della Repubblica Francese.
Ricordo inoltre, che attualmente 100.000 salariati hanno
già sottoscritto il contratto "nuova assunzione" che è stato creato
in Francia con decreto legge del 4 agosto 2005, che prevede le stesse condizioni
del contratto "prima assunzione", ma è applicabile alle aziende di
meno di 20 salariati e senza limiti di età. Questo primo contratto quasi
identico al secondo è stato introdotto con un decreto legge pubblicato durante
l'estate e non ha provocato l'opposizione dei sindacati e dei giovani.
Le vacanze sono sacre anche per i francesi e quindi la
violazione dei principi essenziali del diritto del lavoro durante l'estate forse
non provoca nessuna protesta !
Invece di fronte alle ultime proteste, il Presidente
della Repubblica è stato capace di violare tutte le leggi fondamentali della
Repubblica pur di salvare la testa del suo Governo che oggi ad un anno dalle
elezioni non poteva vivere un tale scacco.
Nella situazione attuale qual è il ruolo della legge,
qual è la legittimità di tutte le leggi, dove si trova la sicurezza giuridica
? Come fa oggi un giudice ad applicare una legge civile o penale quando
il carattere vincolante della norma è annientato da coloro che devono applicare
le leggi ?
Sono profondamente amareggiato nel leggere e ascoltare
in Francia i commenti fatti dai giornalisti e dai politici privi di un minimo
di istruzione giuridica e costituzionale che vivono e commentano lo spettacolo
delle manifestazioni e non sanno informare il popolo delle violazioni spudorate
dei valori essenziali posti dalla costituzione e dalla democrazia.
Sono amareggiato inoltre nel vedere, in questa fase in
cui
Il ruolo di un Deputato o di un Senatore in qualunque
democrazia é quello di difendere i valori costituzionali e la democrazia, ma
è anche quello di difendere il suo Paese di fronte agli attacchi che subisce
da sempre e che restano senza risposta.
Perché noi Deputati o Senatori Italiani non dovremmo
farlo ? (Carlo Alberto Brusa, candidato di Forza Italia per