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Approvato in via definitiva dal Senato il provvedimento di ratifica dell’accordo di cooperazione culturale e scientifica tra Italia e Camerun

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

ROMA – L’Aula di Palazzo Madama ha approvato il provvedimento di ratifica ed esecuzione dell’Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnica tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Camerun, fatto a Yaoundé il 17 marzo 2016. Il provvedimento è già stato approvato dalla Camera. La Presidente della III Commissione Stefania Craxi, in veste di relatrice, ha spiegato che il testo è finalizzato a consentire lo sviluppo di nuove collaborazioni bilaterali nel campo dell’istruzione scolastica e universitaria, favorendo altresì l’insegnamento della lingua italiana e gli investimenti in capitale umano e nella conoscenza tecnico-scientifica. La relatrice ha anche specificato che l’intesa bilaterale definisce come propri settori di intervento quelli relativi allo sviluppo dei sistemi di istruzione superiore in campo scientifico, tecnologico, letterario, culturale, artistico e sportivo, con la finalità di contribuire a una migliore conoscenza fra i rispettivi popoli e le loro culture. Craxi ha inoltre rilevato come ai sensi dell’articolo 3, l’onere complessivamente discendente dall’intesa bilaterale sia pari a 230.000 euro annui a decorrere dall’anno 2026, cui si aggiungono le spese relative al funzionamento della Commissione mista italo-camerunense, valutate in 10.560 euro ogni tre anni a decorrere dall’anno 2028. Ha poi preso la parola il senatore Ivan Scalfarotto (IV), che dopo aver espresso il voto favorevolmente sull’intesa,  ha sottolineato “Si tratta di un accordo di cooperazione culturale e scientifica, dunque, se in via di principio sono sempre accordi che vanno accolti in modo estremamente favorevole, lo sono soprattutto quando si parla di Africa; appunto, non c’è miglior modo di intrattenere rapporti con quella parte del mondo che promuovendo la cooperazione culturale e scientifica”. “Tra l’altro, il Camerun – ha proseguito il senatore – è un Paese particolarmente importante dell’Africa centrale. È lo sbocco al mare di molti dei Paesi confinanti. Il Camerun confina con sei Paesi, molti dei quali non hanno accesso al mare, ed è considerato una piccola Africa, anche dal punto di vista etnico. È un luogo di relativa stabilità, sebbene abbia a che fare anche con il problema del terrorismo di Boko Haram, dunque un Paese con il quale la collaborazione è fondamentale ed è molto importante proprio per dare un segno della presenza italiana ed europea a quei popoli e a quelle terre, per avvicinarli sempre più a noi. Giova sempre ricordare – ha continuato Scalfarotto – che l’Africa è nel mirino di grandi potenze internazionali che, con le buone o con le cattive, provano a legarla a sé e dunque, ogniqualvolta un Paese dell’Unione europea e auspicabilmente l’Unione europea nel suo complesso riescono a stringere i legami con quei popoli e Paesi, naturalmente non può che essere qualcosa da considerare positivamente e da salutare in modo molto favorevole”. Tino Magni (Misto – AVS), premettendo il voto favorevole del suo gruppo, ha aggiunto “Dovremmo discutere su cosa ha prodotto e in che direzione si muove, anche in termini di emigrazione, questo Accordo con il Camerun sulla diplomazia, sulla cultura, sulla conoscenza e sul rapporto che molti Paesi dell’Africa hanno con il nostro Paese”. “Bisognerebbe capire – ha continuato il senatore – quali sono gli aspetti positivi, ma anche quelli più negativi per affrontare una serie di temi. Il fatto è che ci accingiamo a ratificare un accordo stipulato dieci anni fa e, nel frattempo, è cambiato il mondo dal punto di vista della conoscenza e della cultura”.  Raffaele De Rosa (FI) ha spiegato come, con la ratifica di questo Accordo, si voglia ampliare la collaborazione bilaterale con la Repubblica del Camerun nel campo dell’istruzione scolastica e universitaria. “Nell’Accordo sono previsti inoltre impegni per la collaborazione tecnica e lo scambio di programmi negli ambiti culturali dello spettacolo e dell’informazione: a questa disposizione va il voto favorevole dei senatori di Forza Italia”, ha concluso il senatore . Dal canto suo Bruno Marton (M5S) ha ravvisato come tale intesa rappresenti una cornice giuridica che permetterà poi l’istituzione di relazioni con il Camerun. “Sarà importante seguire quello che si inserirà all’interno di questa cornice giuridica, quindi tutte le attività che verranno avviate in conseguenza di questo Accordo. Noi voteremo favorevolmente al disegno di legge di ratifica, nella speranza che l’Accordo venga riempito di contenuti”, ha auspicato Marton. La senatrice Stefania Pucciarelli (Lega) ha sottolineato come l’Accordo di cooperazione con il Governo del Camerun rivesta un rilievo strategico per l’Italia, in quanto questo Paese rappresenta un interlocutore significativo in una regione segnata da instabilità, pressioni migratorie e competizione geopolitica tra attori globali. “Per l’Italia, una cooperazione strutturata in ambito culturale, educativo e scientifico costituisce uno strumento di politica estera orientato al lungo periodo, volto a rafforzare la presenza italiana, a promuovere la lingua e la cultura nazionale e a favorire la formazione di élite locali con legami solidi con il nostro Paese”, ha precisato Pucciarelli annunciando il voto favorevole de suo gruppo. Alessandro Alfieri (Pd) ha a sua volta auspicato che tale Accordo, fatto circa dieci anni fa, “venga riempito di contenuti e sia l’occasione per costruire il quadro di intervento rispetto a un’area che, dal punto di vista geopolitico, è sempre più complicata”. “L’Accordo – ha aggiunto il senatore – è già stato discusso in Commissione affari esteri e difesa, dove abbiamo avuto la possibilità di approfondirlo, quindi mi limito in questa sede a esprimere il parere favorevole del Partito Democratico”. Ha infine preso la parola la senatrice Cinzia Pellegrino (FDI) che ha ricordato come le relazioni fra i due Paesi sono già solide. “Nel settore dell’insegnamento universitario, ad esempio, sono già state siglate e vanno avanti benissimo due collaborazioni con le due principali università camerunensi e la lingua italiana è già insegnata in 66 istituti. Il Camerun, come qualcuno ha ribadito è uno tra i Paesi più solidi dell’Africa centrale”, ha spiegato Pellegrino aggiungendo come tale Accordo, al quale andrà il voto favorevole del suo gruppo, oltre a lavorare per promuovere l’istruzione superiore scientifica, dando una nuova formazione della classe dirigente, introduca nei curricula istituti bilaterali, facilitando la mobilità dei talenti, in modo che possano essere competitivi anche in Europa. (Inform)

 

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