ITALIANI ALL’ESTERO
Il provvedimento passa all’esame del Senato
ROMA – L’Aula della Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge Di Giuseppe e abbinati in materia di assistenza sanitaria in favore degli iscritti Aire, residenti in Paesi extra UE e non aderenti all’Associazione europea di libero scambio.
Nel corso delle dichiarazioni di voto finali hanno preso la parola vari deputati della circoscrizione Estero. In proposto segnaliamo quello di Simone Billi (Lega- ripartizione Europa) che, nell’annunciare il voto favorevole della Lega, ha precisato: “Questa misura non è obbligatoria, è uno strumento in più che ciascuno potrà scegliere in base alle proprie esigenze personali e familiari per ottenere l’accesso diretto al sistema sanitario nazionale in Italia durante i rientri”. Il deputato ha poi ringraziato l’onorevole Andrea Di Giuseppe per il lavoro svolto e il Governo per la concretezza dimostrate verso gli italiani nel mondo: dalle semplificazioni consolari all’integrazione AIRE-Anagrafe nazionale. “Continueremo a lavorare e proporre eventuali miglioramenti, – ha aggiunto Billi” anche in seno al Comitato per gli italiani nel mondo della III Commissione su tutte queste questioni relative agli italiani nel mondo”. Dal canto suo la deputata Federica Onori (Azione – ripartizione Europa) ha sottolineato come questo provvedimento sia molto importante per gli oltre 6 milioni di italiani che vivono all’estero, rilevando come questa legge intervenga su un tema molto sentito dagli italiani all’estero: “Ovvero l’andare a modificare quel meccanismo per cui l’iscrizione presso l’anagrafe degli italiani residenti all’estero comporta il totale allontanamento dei connazionali dal nostro sistema sanitario nazionale”. “Parliamo quindi – ha continuato la deputata – della possibilità adesso, per i cittadini che risiedono all’estero in Paesi non dell’Unione europea e non aderenti all’EFTA, di poter pagare 2.000 euro l’anno, non frazionabili, per il pieno accesso ai diritti sanitari nazionali. I minori che fanno riferimento a un genitore o un tutore che già paghi questa quota sono esonerati dal pagamento della stessa”. Onori, presentatrice di una proposta di legge abbinata al testo approvato dall’Aula, ha però sottolineato la necessità di prevedere alcune modifiche al testo come ad esempio un meccanismo più equo e progressivo per il pagamento del contributo da parte del connazionale all’estero. Nonostante queste perplessità la deputata, nell’annunciare il voto favorevole, si è detta soddisfatta per l’accoglimento di alcuni Ordini del Giorno presentati dal suo gruppo, volti ad introdurre su questo tema la consultazione con le Regioni, il possibile pagamento di una quota progressiva, nonché un chiarimento sulla posizione dei connazionali residenti nel Regno Unito che non è membro dell’Ue e non aderisce neanche all’EFTA. Connazionali in Gran Bretagna che potrebbero avere convenienza a sottoscrivere questa polizza. Da ricordare anche l’intervento del deputato Cristian Di Sanzo (Pd – ripartizione America Settentrionale e Centrale), primo firmatario di una proposta di legge abbinata, che ha sottolineato come l’ultimo Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes consegni un quadro complesso : più 123.000 italiani all’estero nel 2024 (+ 38 per cento in valore assoluto rispetto all’anno precedente), un aumento del 50% dei giovani di età tra i 18 e i 34 anni, e tanti minori al seguito dei genitori che si trasferiscono all’estero. “Se un tempo, però, gli italiani si imbarcavano in delle navi stipati e in condizioni precarie verso le Americhe senza sapere quando sarebbero poi tornati in Italia e con molti che non hanno più visto l’Italia se non dopo decenni, oggi – ha affermato Di Sanzo – i giovani italiani e le famiglie italiane che vivono l’esperienza dell’emigrazione mantengono stretti contatti con l’Italia, tornando anche più volte durante l’anno e mantenendo rapporti indissolubili con le famiglie in Italia. E proprio per questo cambiamento dell’emigrazione, che è sempre più una mobilità temporanea che conserva legami ben saldi con il nostro Paese, ci richiede una riflessione. Per mantenere e facilitare il contatto con l’Italia, abbiamo visto, abbiamo sentito, abbiamo ascoltato le nostre comunità. Un problema fondamentale rimane proprio quello dell’assistenza sanitaria. Al momento dell’iscrizione all’AIRE infatti i cittadini sono cancellati dal Servizio sanitario nazionale, mantenendo una copertura limitata alle emergenze, però i cittadini che vivono nei Paesi europei e nei Paesi EFTA hanno a disposizione la TEAM, la tessera europea di assicurazione e malattia, che permette l’accesso al Servizio sanitario nazionale italiano per i residenti in questi Paesi. Quindi – ha proseguito il Deputato – rimangono fuori i cittadini dei Paesi extraeuropei che, non avendo questo strumento a disposizione, sono di fatto impossibilitati ad accedere alle prestazioni del medico di famiglia e ai servizi sanitari del Servizio sanitario nazionale” “Oggi abbiamo l’opportunità di approvare, di portare a casa tutti insieme una misura che invece riesce veramente a dare la possibilità di mantenere un legame con l’Italia e quindi la misura di accedere al Servizio sanitario nazionale diventa fondamentale perché in un Paese come il nostro l’eccellenza della sanità è nel pubblico, è nel servizio pubblico e, per inciso noi, vogliamo che rimanga così” ha proseguito Di Sanzo esprimendo soddisfazione per aver raggiunto un risultato importante trasversale rispetto alle diverse forze politiche. “Per la prima volta quindi andiamo a creare un nuovo diritto, a sostenere gli italiani all’estero come cittadini di questo Paese, a dare alle nostre comunità all’estero, anche le più lontane, la possibilità di sentirsi parte integrante del nostro Paese. La proposta finale devo però ammettere e sottolineare presenta alcune limitazioni che avremmo voluto correggere, prima fra tutte il fatto che il contributo sia stato stabilito con una quota fissa per tutti, senza tenere conto delle sfaccettature della realtà della nostra emigrazione all’estero”, ha concluso Di Sanzo. Segnaliamo infine l’intervento del relatore e primo firmatario della proposta di legge approvata Andrea Di Giuseppe (FdI – ripartizione America Settentrionale e Centrale) che ha rimarcato come il provvedimento intervenga su una dicotomia evidente: chi risiede in Europa gode di una copertura tramite la Tessera europea di assicurazione malattia; chi vive fuori dall’Unione europea, anche se italiano, rimane in un limbo. “Un cittadino italiano – ha rilevato Di Giuseppe – non può essere più o meno cittadino in base alla latitudine dove vive. Con questo provvedimento, introduciamo uno strumento semplice, trasparente, sostenibile, un contributo annuale volontario che permette ai nostri connazionali residenti all’estero di mantenere la continuità dell’assistenza sanitaria italiana. È un passo di civiltà”. “Oggi, con questa riforma, – ha proseguito il deputato – noi chiudiamo questa stagione di incertezza, noi ristabiliamo un ordine che crea trasparenza nei numeri. Non riguarda un numero su un algoritmo, riguarda il fascicolo sanitario, la storia medica, le esenzioni terapeutiche, le continuità delle cure. Il fascicolo sanitario non è una scheda tecnica: è la memoria clinica di una persona, è la sua storia biologica. Nel 2025, nel mondo della medicina digitale, la continuità del fascicolo sanitario è più importante della medicina stessa, perché è grazie ai dati longitudinali che si salvano le vite, è grazie alla continuità che si prevengono le patologie, è grazie alla memoria terapeutica che si evita il danno. Interrompere questa continuità solo perché una persona vive fuori dai confini nazionali è stato per anni uno strappo che non potevamo più permetterci”. “La sanità non è un servizio, – ha aggiunto Di Giuseppe – è un’identità misurata nel tempo e c’è un dato che spesso sfugge: non siamo più davanti solo a migrazioni permanenti come nel Novecento. Sempre più italiani oggi vivono periodi fuori dall’Italia senza rompere il legame con l’Italia: lavorano, crescono, stringono reti internazionali, poi rientrano e, in questo andare e tornare, si crea un valore che spesso non è stato compreso. Molte cose che in Italia, oggi, diamo per scontate sono arrivate grazie agli italiani all’estero”. (Inform)