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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
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Angela Schirò (Pd, ripartizione Europa) segnala l’approvazione del suo emendamento per il prolungamento del Fondo per la promozione di lingua e cultura italiana nel mondo

CAMERA DEI DEPUTATI

Incluso nel Milleproroghe, è stato presentato insieme a Francesca La Marca (Pd, ripartizione America settentrionale e centrale)

ROMA – La deputata Angela Schirò (Pd, ripartizione Europa) segnala l’approvazione del suo emendamento al cosiddetto “Milleproroghe” per il prolungamento del Fondo per il sostegno alla promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo, in scadenza nel 2020.

Alla richiesta di prolungamento, formulata insieme a Francesca La Marca (Pd, ripartizione America settentrionale e centrale), è associata a quella di “incominciare a raccogliere le risorse necessarie per sostenere i tanti interventi linguistici e culturali che in questi anni si sono rafforzati grazie alle somme aggiuntive del Fondo”.

“È stato accordato, oltre a un’integrazione di 200 mila euro per il 2020, un milione per ciascun anno per il 2021 e per il 2022. La cosa più importante, tuttavia, è che in questo modo si conferma che il Fondo in quanto tale andrà oltre la sua iniziale decorrenza quadriennale. L’emendamento di alcuni colleghi dei 5Stelle, inserito al Senato nell’ultima legge di bilancio, in realtà – spiega Schirò – si limitava a reintegrare solo i fondi assegnati al Miur, senza tenere conto di quelli assegnati al Maeci e al Mibact”.

“Per quanto riguarda l’entità delle risorse disponibili – prosegue l’esponente democratica, – avremo ancora la prossima legge di bilancio per arricchire ulteriormente la dotazione finanziaria del Fondo. Cosa quanto mai necessaria, se non vogliamo vedere regredire verso tempi bui interventi di così grande importanza”.

Schirò sottolinea come l’impegno per formazione e per la lingua e la cultura sia la priorità della sua attività parlamentare ed esprime “grande soddisfazione per questo importante passo avanti compiuto, che pur non essendo risolutivo in termini quantitativi, apre tuttavia la strada al prolungamento di uno strumento di valenza strategica, quale si è dimostrato il Fondo con le sue risorse integrative degli stanziamenti ordinari, che avevano subito per altro la cura dimagrante degli anni di crisi”. “Si tratterà, ora di tenere ferma la barra, evitando che ognuno cerchi una strada di salvezza per conto suo, com’è accaduto per la Dante Alighieri e per il Miur nella legge di bilancio. Il Fondo – conclude Schirò –  va difeso nella sua durata e nella sua organicità, come io ho cercato di fare. Spero che su questo obiettivo si possano unire le forze, senza fare da sponda a vie di fuga particolari”. (Inform)

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