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Alla Commissione Affari esteri l’esame del collegato fiscale alla legge di bilancio 2019

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

Il provvedimento illustrato dal relatore Sergio Puglia (M5S). Riduzione di oltre 7 milioni di euro alle dotazioni del Maeci: 5 milioni di euro al programma “cooperazione allo sviluppo”, 2 milioni di euro a “italiani nel mondo e politiche migratorie” e 650.000 euro a “promozione del sistema Paese”. Tra gli interventi critici quello di Francesco Giacobbe (Pd, ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide), Alberto Airola (M5S) e Adolfo Urso (Fdi)

 

ROMA – La Commissione Affari esteri del Senato ha avviato l’esame del collegato fiscale alla legge di bilancio 2019 (conversione del decreto-legge n. 119 del 2018, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria).

Ad illustrarne il contenuto, per i profili di competenza della Commissione, il relatore Sergio Puglia (M5S), che ha spiegato come il testo introduca disposizioni in materia di pacificazione fiscale, semplificazione fiscale e innovazione del processo tributario e fiscale. Sono incluse inoltre disposizioni finanziarie ritenute urgenti, tra cui norme in materia di lavoro, quali la cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione o crisi aziendale.

Due gli articoli che rivestono particolare interesse per la Commissione e che riguardano le dotazioni finanziarie destinate alle missioni internazionali per l’anno 2018 e il reperimento di risorse per le coperture finanziarie necessarie al decreto stesso.

In particolare si stabilisce che “per garantire la prosecuzione delle missioni internazionali per l’anno 2018, il fondo istituito nello stato di previsione del Ministero dell’Economia e delle finanze di cui alla legge quadro sulle missioni internazionali sia incrementato di 130 milioni di euro per l’anno 2018 – segnala Puglia, ricordando come il fabbisogno finanziario complessivo con riferimento all’intero anno 2018 fosse stato valutato in 1.018.989.948 euro. “Nell’ambito degli importi destinati al Fondo missioni, vengono individuate anche alcune risorse destinate alle politiche di cooperazione allo sviluppo per interventi per il sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, risorse impiegate nel quadro della programmazione triennale della Disciplina generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo di cui alla legge 125 del 2014 – rileva il relatore.

Inoltre, “nell’individuare le coperture finanziarie delle misure disposte dal decreto si stabilisce che ai relativi oneri si provveda anche mediante riduzione delle dotazioni di competenza e di cassa relative alle missioni e ai programmi di spesa degli stati di previsione di alcuni Ministeri, fra cui quello dell’Economia e delle finanze e quello degli Affari esteri”. Per quanto riguarda il Ministero dell’Economia, la riduzione individuata è quantificata in 28 milioni di euro a valere sulla Missione n. 3 (L’Italia in Europa e nel mondo), programma 3.1 (Partecipazione italiana alle politiche di bilancio in ambito Ue). Per il Maeci invece la riduzione è quantificata in complessivi 7,65 milioni di euro a valere sulla Missione “L’Italia in Europa e nel mondo”, di cui 5 milioni di euro riferibili al programma “cooperazione allo sviluppo”, 2 milioni di euro al programma “italiani nel mondo e politiche migratorie” e 650.000 euro al programma “promozione del sistema Paese”.

Fra le riduzioni apportate alle dotazioni di altri dicasteri, il relatore segnala poi quella relativa alla missione “Commercio internazionale ed internazionalizzazione del sistema produttivo”, del Ministero dello Sviluppo economico, in particolare con riferimento al programma “sostegno all’internazionalizzazione delle imprese e promozione del Made in Italy”, pari a 3 milioni di euro.

Agli oneri relativi alle misure disposte dal decreto si provvederà inoltre attraverso l’utilizzo dell’autorizzazione di spesa di cui alla legge n. 848 del 1957 che reca l’Esecuzione dello Statuto delle Nazioni Unite per 20 milioni di euro per l’anno 2018 – e si affida al Maeci la rinegoziazione dei termini dell’accordo internazionale concernente la determinazione del contributo all’organismo delle Nazioni Unite, che per l’anno 2018 è pari a 91,1 milioni di dollari.

Quanto ad ulteriori 10 milioni di euro per l’anno 2018 si provvederà “mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell’ambito del programma “Fondi di riserva e speciali” della missione “Fondi da ripartire” dello stato di previsione del Ministero dell’Economia e delle finanze (MEF) per l’anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Maeci”.

Nel corso della discussione generale interviene Francesco Giacobbe (Pd, ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide) che manifesta preoccupazione per la riduzione di finanziamenti a “settori di rilevante importanza, come quello riguardante gli italiani nel mondo e le politiche migratorie”. Giacobbe invita quindi il relatore a valutare l’opportunità di integrare la bozza di parere da formularsi tenendo conto di tale dato negativo. Anche Alberto Airola (M5S) ritiene che la decurtazione delle spese in capo al Maeci rischi di appannare l’immagine dell’Italia a livello internazionale, impedendo, di fatto, un effettivo rilancio del relativo ruolo nel contesto globale.

Critico sulle disposizioni illustrate anche Adolfo Urso (Fdi), che ritiene la scelta sottointenda una “tendenza e una relativa scelta politica volta a sottrarre fondi che erano destinati a finalità di sviluppo e crescita”.

Il seguito della discussione viene quindi rinviato ad altra seduta. (Inform)

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