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Ad Amburgo un incontro dedicato alla mostra “Rinascimento visto da Sud. Matera, l’Italia meridionale e il Mediterraneo tra 1400 e 1500”

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All’IIC il 15 novembre un colloquio con il curatore dell’allestimento ospitato a Palazzo Lanfranchi di Matera

AMBURGO – L’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo ospiterà venerdì 15 novembre alle ore 19 un colloquio sulla mostra “Rinascimento visto da Sud. Matera, l’Italia meridionale e il Mediterraneo tra 1400 e 1500”, organizzata presso Palazzo Lanfranchi a Matera.

Interverranno il prof. Pierluigi Leone de Castris, curatore della mostra, e Nicoletta Di Blasi, direttore dell’IIC. L’iniziativa si svolge nell’ambito della rassegna “Settimana su Matera”. L’ingresso è libero.

La mostra “Rinascimento visto da Sud”, a cura di Marta Ragozzino, Pierluigi Leone de Castris, Matteo Ceriana e Dora Catalano, presenta una rilettura inedita di uno dei periodi più floridi della Penisola italiana. Il percorso si apre con il Mediterraneo e conduce verso Napoli, la Spagna, la Provenza e le Fiandre, una mappa che ritrae un mondo e gli artisti e studiosi che lo hanno popolato. Le opere, più di 180, provengono dai più prestigiosi musei italiani ed europei, e sono il simbolo di una cultura eclettica, che non dimentica le sue origini: i ritratti e le sculture si alternano a mappe e portolani, in un gioco di rimandi e interconnessioni che testimoniano una cultura fatta di scambi e contaminazioni, il punto d’incontro tra Rinascimento e Mediterraneo.

Pierluigi Leone de Castris, pugliese, ha studiato a Napoli, dove per vent’anni ha lavorato in Soprintendenza come ispettore e poi direttore, curando il nuovo allestimento del Museo Nazionale di Capodimonte ed i cataloghi dei dipinti antichi di quel museo, di altri musei cittadini e di numerose mostre. Ha poi insegnato nelle Università di Lecce, della Basilicata e negli ultimi quindici anni, come professore ordinario di Storia dell’arte moderna, nell’università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, dove presiede inoltre la Scuola di Specializzazione in Storia dell’arte. Dirige le riviste “Napoli Nobilissima” e “Confronto” ed è membro del comitato scientifico di altre riviste, italiane e straniere, e di collane editoriali. Si è interessato in particolare di arte a Napoli e nel Meridione d’Italia fra il XIII e gli inizi del XVII secolo, ma anche di arte orafa, pittura e plastica minore nell’Italia del Due e Trecento, di storia del collezionismo e di museologia. Fra i suoi libri sono da ricordare le monografie su Polidoro da Caravaggio (1988, 2001), Simone Martini (1989, 2003), Gian Cristoforo Romano (2010) e Andrea Sabatini da Salerno (2017), i tre volumi della Pittura del Cinquecento a Napoli (1985, 1991, 1994), il catalogo della mostra Quattrocento aragonese (1997) e i tanti lavori sulla Napoli del Due e Trecento, come Arte di corte nella Napoli angioina (1986), Giotto a Napoli (2006), Pietro Cavallini. Napoli prima di Giotto (2013), Donnaregina vecchia a Napoli. La chiesa della regina (2018) e il catalogo della mostra Ori, argenti, gemme e smalti della Napoli angioina, 1266-1381 (2014). (Inform)

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