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A Milano un monumento in ricordo dei martiri delle foibe e degli  esuli istriani, fiumani e dalmati

EVENTI

Federazione delle Associazioni degli Esuli: “Riconoscimento  ai sacrifici dell’italianità adriatica”

 

MILANO  – Milano rende onore ai martiri delle foibe e agli esuli istriani, fiumani e dalmati con un monumento nei giardini di Piazza della Repubblica. Il monumento – una scultura progettata dal grafico e scrittore esule istriano Piero Tatricchio e donata al Comune di Milano dal Comitato Pro–monumento, con il contributo di Fondazione Bracco –  è stato inaugurato il 10 ottobre alla presenza del sindaco di Milano Giuseppe Sala. All’inaugurazione anche i sindaci di Trieste, Roberto Dipiazza, e Gorizia, Rodolfo Ziberna.Presente Rosita Missoni, vedova dello stilista Ottavio Missoni, esule della Dalmazia.

Il monumento è composto da due blocchi di pietra inseriti uno sull’altro, per un’altezza complessiva di 4 metri e raffigura un uomo in fondo a una foiba, immagine simbolo della sofferenza e del martirio di migliaia di vittime dei tragici accadimenti avvenuti tra il 1943 e il 1954. L’epigrafe riporta la scritta “A perenne memoria dei martiri delle foibe, degli scomparsi senza ritorno e dei 350.000 esuli dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia”.

L’Amministrazione del Comune di Milano ha contribuito alla realizzazione dell’intervento realizzando il basamento dell’opera, provvedendo al suo trasporto dal laboratorio e alla sua allocazione in piazza della Repubblica.

Soddisfazione viene espressa dalla Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati che per voce del suo presidente Giuseppe de Vergottini sottolinea come il monumento ideato da Piero Tarticchio “costituirà un quotidiano riconoscimento al martirio dell’italianità adriatica”. La Federazione si congratula con il Comitato Pro-Monumento di Milano per la realizzazione della lapide “A perenne memoria dei martiri delle foibe, degli scomparsi senza ritorno e dei 350.000 esuli  dalla Venezia Giulia, dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia 1943-1954”. “La sinergia che ha unito Movimento Nazionale Istria, Fiume e Dalmazia (promotore del progetto), comitato provinciale di Milano dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Associazione Italiani di Pola e dell’Istria – Libero Comune di Pola in Esilio, Associazione Fiumani Italiani nel Mondo – Libero Comune di Fiume in Esilio, Associazione Dalmati Italiani nel Mondo – Libero Comune di Zara in Esilio e  Centro Mondiale della Cultura istriana-fiumana-dalmata rappresenta lo stesso spirito che informa l’azione di FederEsuli nel coordinare l’attività di tutte le sue componenti verso obiettivi condivisi” sottolinea Giuseppe de Vergottini . La Federazione delle Associazioni degli esuli ringrazia anche l’Amministrazione meneghina per aver portato a compimento l’iter per la realizzazione del monumento, evidenzia come  il Comitato Pro-Monumento avesse già trovato un interlocutore nella giunta del precedente sindaco Giuliano Pisapia e come ora il sindaco Giuseppe Sala abbia “onorato il suo impegno a lavorare per la costruzione della Memoria” dimostrando anche “grande sensibilità” per aver coinvolto nell’inaugurazione i sindaci di Trieste Dipiazza e di Gorizia Ziberna, in rappresentanza della Venezia Giulia.

“Il capoluogo lombardo, ancorché devastato dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, seppe d’altro canto – ricorda ancora de Vergottini – accogliere nell’immediato dopoguerra molteplici famiglie di esuli istriani, fiumani e dalmati, che si inserirono nel tessuto sociale cittadino e furono protagonisti dello sviluppo di quella che sarebbe ben presto tornata ad essere una delle città più importanti d’Europa”. E così “Milano ha voluto riconoscere non solo le radici e le tragiche vicende di questa sua comunità, martoriata dalla storia però sempre fiera tanto della sua provenienza quanto della sua italianità, ma anche inserirsi a pieno titolo nel novero delle città che hanno recepito il messaggio della Legge istitutiva del Giorno del Ricordo (L.92/2004), non limitandosi alle cerimonie del 10 Febbraio”.

Il presidente della Federazione delle Associazioni degli esuli non manca di sottolineare come sia stato “fondamentale” per la realizzazione dell’opera il sostegno economico della Fondazione Bracco. “Quest’ultima, oggi presieduta da Diana Bracco, origina da una grande impresa farmaceutica fondata da Fulvio Bracco, chimico originario di Neresine  (località dell’isola di Lussino nel Golfo del Carnaro), e che testimonia il contributo che gli italiani dell’Adriatico orientale hanno da sempre fornito allo sviluppo culturale, sociale ed economico dell’Italia”.

Il monumento ideato dall’esule istriano Piero Tarticchio “costituirà un quotidiano riconoscimento al martirio dell’italianità adriatica”. (Inform)

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