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A “l’Italia con voi”, l’intervista a Giuseppe Sommario, esperto di fenomeni migratori, ricercatore presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e direttore del piccolo “Festival delle Spartenze”

RAI ITALIA

 

Un’anteprima del Festival si è svolta alla Casa del Cinema di Roma con l’evento “Il ritorno degli italiani che hanno fatto l’America”

(fonte immagine Rai Italia)

ROMA – “L’Italia con voi”, la trasmissione di Rai Italia dedicata agli italiani all’estero, ha ospitato nei giorni scorsi Giuseppe Sommario, esperto di fenomeni migratori, ricercatore presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e direttore del piccolo “Festival delle Spartenze”, giunto alla sesta edizione.

Ad introdurre l’ospite un servizio sull’evento “Il ritorno degli italiani che hanno fatto l’America”, anteprima del Festival che si è svolta alla Casa del Cinema di Roma. Nel servizio, Giuliana Muscio, regista e storica del cinema, sottolinea come sia giunto “il momento di cominciare ad occuparci anche del contributo che gli italiani hanno dato alla cultura dell’America e in generale di come ha funzionato l’emigrazione italiana sia degli artisti che degli artigiani”.

Tra i personaggi cui è stato dedicato l’evento vi è Robert Vignola, regista e attore di provenienza lucana, ed Enrico Caruso, di cui quest’anno si festeggia il centenario dalla morte. “Vignola – spiega Muscio – è stato uno dei più importanti registi del cinema delle origini e degli anni Venti. Egli ha rappresentato un’influenza molto forte della cultura artistica italiana sul cinema americano negli anni cruciali in cui si stava sviluppando; anche Enrico Caruso è uno dei primi rappresentanti dell’emigrazione italiana che ha avuto successo in America”.  Sull’importanza del tenore italiano si sofferma anche il direttore generale per gli Italiani all’estero e le Politiche migratorie del Maeci, Luigi Maria Vignali, che ricorda come egli fu anche “un grande innovatore e, di fatto, creò la musica su vinile e quindi permise all’opera di entrare nelle case degli americani”, contribuendo a rendere grande l’industria discografica. “Nel centenario della sua morte era importante trasporre la sua storia in un documentario, per lasciare una testimonianza – sottolinea Vignali, precisando come in esso sia raccontata la storia di Caruso come uomo e non solo come artista e auspicando che, dopo l’anteprima al Festival delle Spartenze, tale documentario “possa fare il giro del mondo ed essere replicato nelle iniziative di celebrazione degli italiani che rendono illustre la nostra patria all’estero”.

“Il Festival delle Spartenze – spiega Sommario in studio – è un progetto culturale e sociale dell’associazione AsSud, di Paludi, in provincia di Cosenza, nato nel dicembre del 2016. È sostanzialmente un po’ il frutto della mia attività di ricerca: da 10 anni mi occupo di italiani nel mondo e negli ultimi anni, oltre ai saggi e ai convegni, è nata l’esigenza di coinvolgere e raccontare anche a un pubblico più vasto le storie dei nostri italiani nel mondo. È un modo per gettare un ponte tra chi è partito, gli spartiti, e chi è rimasto, per creare occasioni di ritorno anche a di condivisione”.

“Attraverso varie iniziative, il nostro primo obiettivo – precisa Sommario – è quello di raccontare le storie degli italiani nel mondo, di creare occasioni di scambio, anche perché in Italia la nostra storia migrante viene poco raccontata, non è al centro del dibattito mediatico o politico. L’idea è di raccontarla attraverso forme culturali diverse, come rappresentazioni cinematografiche, teatrali, laboratori, campus, e di mettere insieme chi è partito e chi è rimasto, soprattutto nei luoghi in via di abbandono, come i paesi di emigrazione”. Paludi rappresenta infatti un “luogo simbolico” per questo Festival, “perché tra i comuni della Calabria è quello che ha subito un tasso di abbandono del 180%, e si è spopolato in seguito all’emigrazione – spiega il direttore della manifestazione, che si propone dunque di “fare in modo che le tante spartenze possano diventare una risorsa per l’Italia, ma anche per le comunità italiane all’estero”.

Tra le prossime novità legate al Festival, Sommario annuncia la pubblicazione il prossimo anno di due  volumi che raccontano la storia di questi 6 anni di Festival, e l’idea di realizzare una “Casa delle Spartenze” che possa raccogliere le storie raccontate, ma anche quelle di chi oggi arriva in Italia. Anche se “l’identikit dell’emigrate cambia, resta inalterata la nostalgia per il Paese di origine. E spesso anche la voglia di ritornare. Inoltre – conclude Sommario – il senso di spaesamento è lo stesso, anche nei migranti che oggi sono costretti a lasciare la propria terra”. (Inform)

 

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