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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A “l’Italia con Voi”, il presidente dell’associazione “Svegliamoci italici” Piero Bassetti

ITALIANI ALL’ESTERO

 

Bassetti commenta i dati Istat 2019 sul crollo delle nascite in Italia, la diminuzione dell’immigrazione e la crescita dell’emigrazione italiana all’estero

 

ROMA – A “l’Italia con Voi – Extra”, la trasmissione di Rai Italia dedicata ai connazionali all’estero, il presidente dell’associazione “Svegliamoci italici” Piero Bassetti commenta i dati Istat sul crollo delle nascite in Italia nel 2019, cui si accompagna una diminuzione degli stranieri giunti in Italia (-8%), percentuale equivalente invece all’incremento dell’emigrazione italiana all’estero.

Per Bassetti “questi dati ci dicono che il popolo degli italiani sta reagendo al suo destino attuale cercando più rapporti con l’estero e questo discorso ci dovrebbe far riflettere”. “Stare in Italia sta quindi perdendo attrattiva, tanto è vero che la gente va fuori. L’emigrazione, che coinvolge soprattutto i giovani, è un segno di sfiducia nella dimensione geografica del paese-Italia, ma nello stesso tempo di fiducia nella capacità di poter andare all’estero essendo italiani – ribadisce Bassetti, che rileva come tale scelta sia dettata dalla constatazione che oggi “è possibile fare carriera e realizzarsi meglio e di più fuori d’Italia” e “questa è proprio l’essenza del discorso degli italici”. “Ciò significa – aggiunge – che il valore della nostra civiltà non si sviluppa più solo dentro allo stivale e siamo tutti sfidati nel nuovo modo di stare al mondo. L’idea dei confini e delle nazioni, dell’agganciamento ai nazionalismi, è un’idea vecchia. Oggi siamo sfidati ad essere importanti nel mondo e per esserlo bisogna avere anche il coraggio di andare nel mondo. L’emigrazione non è dunque una fuga, ma rappresenta il fatto che la nostra civiltà può reggere benissimo questa sfida”. A riprova di tale potenziale, Bassetti rimarca come l’Italia sia cresciuta sino a divenire “la prima potenza culturale nel mondo” e sottolinea come, oltre alle diverse dimensioni della crescita, essa debba essere oggi valutata in un contesto che va oltre quello nazionale. (Inform)

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