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A Caviola la XVII edizione del premio internazionale “Bellunesi che hanno onorato la provincia di Belluno in Italia e all’estero”

ASSOCIAZIONI

Il 12 dicembre presso la Casa della gioventù

 

Belluno – Angelo Francesco Roni, Salvatore Pellizzari e Virgilio Pante sono i premiati della XVII edizione del “Premio internazionale Bellunesi che hanno onorato la provincia di Belluno in Italia e all’estero”.

La celebrazione si è tenuta lunedì 12 dicembre a Caviola, presso la “Casa della gioventù”. Oltre duecento persone hanno voluto essere presenti a questo importante appuntamento promosso dalla Provincia di Belluno, in collaborazione con l’Associazione Bellunesi nel Mondo e i Distretti del Rotary provinciali.

A fare gli onori di casa il sindaco di Falcade, Michele Costa, che ha voluto sottolineare il valore della nostra emigrazione e il sacrificio di decine di migliaia di bellunesi che, nel corso degli anni passati, furono costrette a fare le valige per cercare fortuna all’estero.

Parola di plauso anche dalla presidente della Provincia di Belluno, Daniela Larese Filon: «Siamo arrivati alla XVII edizione e possiamo ben renderci conto di quante persone straordinarie sono partire dal nostro territorio e come hanno reso onore a tutti noi». Le ha fatto eco il presidente ABM Oscar De Bona: «Oltre quattrocentomila persone in tutto il mondo rendono onore al nostro territorio. Sono un esempio da imitare e da trasmettere alle nuove generazioni. Grazie a tutte le Famiglie ex emigranti qui presenti e ai primi cittadini, da sempre sensibili alla nostra realtà».

I premiati

L’evento, condotto da Luca Luchetta, ha raggiunto il suo clou nella fase della premiazione.

Angelo Francesco Roni, nato a Buenos Aires nel 1933 da padre bellunese, a 23 anni assume la cittadinanza italiana e dopo gli studi in Ingegneria civile fonda un’impresa edile costruendo numerose opere a Buenos Aires. Partecipa attivamente alla costituzione dell’Associazione Bellunese, dedicandosi a mantenere i legami fra tutti i discendenti e gli emigranti bellunesi. Delegato e Segretario della Confederazione delle Associazioni Italiane in Argentina è stato presidente dell’Associazione Familiare Culturale e Ricreativa Bellunese, che ha sostenuto creando un’ambiente per gli incontri sociali. Il riconoscimento per il settore “Economico, imprenditoriale e professionale” gli è stato consegnato dal presidente ABM Oscar De Bona, dal presidente della Famiglia ex emigranti “Monte Pizzocco Marco Perot e dall’assessore del Comune di Sedico Alessandro Buzzatti. Con grande commozione Roni ha ringraziato di questa onorificenza evidenziando come: «Non ho mai dimenticato le mie radici di italiano e di bellunese».

Per il settore “Istituzioni, arte e cultura” il premio è stato consegnato a Salvatore Pellizzari. Regista e produttore teatrale affermato in Cile, impegnato nella direzione della sua ultima opera intitolata “Passione lirica”, che Pellizzari ha voluto dedicare proprio a Sospirolo, terra che può vantare le sue origini (da qui partì il bisnonno Giovanni nel 1888 per il Cile) e alla quale il regista è legato, avendola anche visitata per ricercare la propria storia. Laureatosi in Disegno Industriale presso l’Università di Santiago inizia a lavorare nel Teatro Municipal della capitale. Disegna per il Servizio Postale del Cile cinque francobolli sui grandi cantanti d’opera cileni del XX secolo e partecipa come produttore del Coro e Orchestra “Usach”, nel concerto di Andrea Bocelli a Santiago. E’ stato coordinatore di montaggio scenico alla cerimonia inaugurale dei Giochi Odesur nello Stadio nazionale di Santiago trasmessi sulle televisioni di tutto il mondo. E’ direttore artistico dell’esposizione Leonardo da Vinci nel Parco O’Higgins di Santiago.

Pellizzari ha voluto ringraziare la sua famiglia e la meravigliosa discendenza che ha riscoperto a Sospirolo. La passione per l’arte e la cultura gli è stata proprio trasmessa dai suoi avi. Il premio è stato consegnato dalla presidente della Provincia di Belluno, Daniela Larese Filon, dal presidente della Famiglia ex emigranti “Monte Pizzocco” e dal consigliere del comune di Sospirolo Cesare Giotto.

Ultimo premiato, per la categoria “Sociale e solidaristico”, monsignor Virgilio Pante. Nato a Lamon nel 1946 ha studiato nei seminari di Feltre e Belluno entrando nell’Istituto Missioni Consolata (di cui sarà nominato vice-superiore in Kenya e Uganda nel 1996). In Inghilterra consegue un master in antropologia culturale. Svolge la sua missione in Africa fin dal 1972 . Terra difficile, spesso funestata dalla carestia e dagli scontri fra tribù nomadi. Nominato nel 2001 primo vescovo di Maralal in Kenya, la sua grande sfida è quella della riconciliazione tra le tribù in conflitto nel territorio locale, simbolicamente rappresentata nel suo stemma: un leone ed un agnello, sdraiati uno accanto all’altro.

«Questo è un premio non per me, Virgilio Pante, ma per tutti i missionari che ogni giorno portare la pace e la fede in Cristo in tutto il mondo. Siate accoglienti con chi soffre e con chi proviene dalle guerre. Il leone e l’agnello devono davvero condividere assieme». A premiarlo la presidente del Rotary Club di Belluno Tiziana Martire, il presidente della Famiglia ex emigranti di Lamon Renè Maillard e il sindaco del comune di Lamon, Vania Malacarne.

Il premio speciale

Questa edizione ha voluto inoltre dare un premio speciale alla figura di Massimo Facchin.  Nato a Lamon nel 1916 è stato un apprezzato scultore e ha vissuto la drammaticità della guerra come reduce di Russia. Dopo il diploma magistrale fa lo scrivano al Distretto militare di Belluno. In seguito è inquadrato nel 64° reggimento di fanteria di Vittorio Veneto e, dopo il corso ufficiali di Fano, viene destinato ad Ivrea. Da lì parte per il fronte russo, dove vive la tragedia della ritirata dalla sacca del Don. Profondamente legato al suo paese natio, e alla terra bellunese, è stato educatore di intere generazioni. Uomo d’arte e di scienza ha creato numerosi monumenti dedicati ai Caduti e all’emigrazione.

Alla veneranda età di cento anni Facchin ha ricevuto il premio da parte del sindaco di Falcade Michele Costa e dall’assessore del comune di Belluno Maurizio Busatta.

«Se volete andare all’estero dovete imparare bene la lingua e la cultura dei Paese che vi ospita. Solo così –  il pensiero lucido di Facchin – avrete la possibilità di crescere e di non essere ghettizzati».

 

I riconoscimenti alla memoria

Momento toccante della XVII edizione del “Premio internazionale Bellunesi che hanno onorato la provincia di Belluno in Italia e all’estero” la consegna dei riconoscimenti alla memoria. Sono state ricordate le figure di Giovanni Bortoluzzi, studioso di Geologia e Geofisica, nativo di Soverzene; Giacobbe Capraro, presidente della Famiglia Bellunese di Ginevra, nativo di Belluno (Cet di Castion); Albino Dall’ò, già presidente della Famiglia Bellunese di Glarus, nativo di Bribano di Sedico; Giulio e Valerio Gazzi, il primo fondatore del circolo ACLI di San Gregorio nelle Alpi e punto di riferimento per gli emigranti rientrati in paese, il secondo presidente della Famiglia Bellunese di Bacolori e attivo alpino del gruppo locale. Entrambi erano nativi di San Gregorio nelle Alpi. Infine Francesco “Chino” Sogne, già presidente della Famiglia Bellunese di Winterthur, nativo di Castoi (Belluno).

Un riconoscimento speciale alla memoria è stato dato anche a Umberto Costa. Originario di Falcade si è speso per la promozione della sua terra anche da fuori provincia. Risiedeva  da anni a Padova e proprio nella città Patavina è stato membro attivo della Famiglia Bellunese locale.

La giornata è stata arricchita dagli intermezzi musicali a cura di Silvia Tessari, la quale ha voluto lanciare un messaggio ai giovani presenti in sala: «Siate orgogliosi della vostra terra. Queste persone sono un esempio in cui credere e ci fanno capire che nella vita i limiti devono e possono essere oltrepassati». (Inform)

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