direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

World Food Programme Italia, presentato al Maeci il Rapporto su sicurezza alimentare e migrazioni internazionali

FARNESINA

L’incontro è stato aperto dal ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Angelino Alfano, e dal direttore esecutivo del WFP David Beasley

 

Lo studio mostra come alti livelli di insicurezza alimentare causino un numero maggiore di migrazioni transfrontaliere: ogni punto percentuale di aumento dell’ indice di insicurezza alimentare costringe l’1,9% della popolazione a migrare, mentre un ulteriore 0,4 % fugge per ogni anno di guerra. 6,9 milioni di rifugiati hanno ricevuto assistenza dal WFP nel 2016

 

 

ROMA – Il fenomeno delle migrazioni internazionali ha raggiunto negli ultimi anni cifre senza precedenti: le stime delle Nazioni Unite confermano che nel 2015 sono stati 244 milioni i migranti internazionali e che la cifra di rifugiati, sfollati e richiedenti asilo ha raggiunto il dato record di 65,3 milioni.

Ma quali sono le cause che spingono le persone ad abbandonare il proprio Paese? Quanto incide l’insicurezza alimentare nel determinare le migrazioni internazionali? Quali i Paesi maggiormente interessati da questo fenomeno? A queste domande risponde il Rapporto “At the root of exodus: Food security, conflict and international migration”, realizzato dal World Food Programme (WFP), la più grande agenzia umanitaria che opera in 82 Paesi e che nel 2016 ha assistito 82,2 milioni di persone, presentato oggi al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

“Sono molto grato al World Food Programme, all’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile e alla Cooperazione Italiana per il lavoro di squadra che ha prodotto questa iniziativa per presentare più approfonditamente il nesso fra sicurezza alimentare, conflitti e migrazioni” ha commentato il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Angelino Alfano, all’apertura dei lavori. “Questo Rapporto è un richiamo alla Comunità Internazionale a fare molto di più, coniugando responsabilità” e “solidarietà”; un approccio, questo, che descrive alla perfezione l’impegno italiano in questi anni”.

All’evento di presentazione del Rapporto è intervenuto il nuovo direttore esecutivo del World Food Programme David Beasley, secondo il quale “l’insicurezza alimentare è all’origine della crisi migratoria, che ha costretto 65 milioni di persone a fuggire dalle proprie case. Il nostro studio mostra come un aumento dell’1 per cento dell’insicurezza alimentare si traduca in un aumento del 2 per cento nelle migrazioni transfrontaliere. Se si vuole trovare la vera soluzione alla crisi migratoria, bisogna porre fine ai conflitti che causano insicurezza alimentare e fare in modo che il mondo raggiunga l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile Fame Zero entro il 2030”.

Come sottolineato dal  portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), Enrico Giovannini, “il Rapporto del WFP dimostra come molti dei fenomeni globali siano tutti strettamente interconnessi. Cambiamento climatico, insicurezza alimentare e migrazioni sono fenomeni che devono essere affrontati con un approccio integrato. Il quadro sistemico offerto dall’Agenda 2030 dell’ONU con i suoi 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, offre una piattaforma straordinaria per costruire programmi condivisi e che guardino al futuro, in grado di sviluppare società più resilienti, giuste e inclusive”.

Lo studio, basato su indagini di tipo qualitativo e quantitativo, è stato realizzato con il contributo dell’Alto Commissariato per i Rifugiati (UNHCR), dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), della FAO, della Banca Mondiale, di Save the Children e della Confederazione della Misericordia. Il Governo Italiano ha collaborato concedendo l’accesso all’hotspot di Lampedusa.

“Il WFP Italia ha il ruolo di divulgare e valorizzare in Italia il lavoro che il WFP fa nel mondo portando cibo, assistenza e sviluppo in più di 80 paesi nel mondo”, ha dichiarato il presidente di WFP Italia, Vincenzo Sanasi d’Arpe. “Per questo abbiamo fortemente voluto questa presentazione che, attraverso i dati esposti nel Rapporto, sottolinea l’importanza e la necessità di supportare ogni giorno il lavoro del World Food Programme.’

Alla tavola rotonda, moderata dal giornalista Riccardo Chartroux, è intervenuto l’autore del rapporto Arif Husain, capo economista WFP, e i rappresentanti di alcune agenzie e organizzazioni coinvolte.

Il World Food Programme (WFP) è la più grande agenzia umanitaria che combatte la fame nel mondo fornendo assistenza alimentare in situazioni di emergenza e lavorando con le comunità per migliorare la nutrizione e costruire la resilienza. Ogni anno, il WFP assiste una media di 80 milioni di persone in circa 80 paesi.

Il WFP Italia è l’organizzazione senza scopo di lucro che opera a supporto del World Food Programme e rappresenta il punto di riferimento per quanti in Italia vogliano sostenere il WFP.  L’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS) con i suoi 175 aderenti è la più grande rete di organizzazioni che si occupano di Sviluppo Sostenibile in Italia. Nata all’inizio del 2016 per diffondere la cultura della sostenibilità e la conoscenza dell’Agenda 2030 dell’ONU. (Inform)

 

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