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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Verrà inaugurata il 31 ottobre all’IIC di Belgrado la mostra “Homo Interior”

MOSTRE

Con opere di Radenko Milak (Bosnia ed Erzegovina), Nicola Samorì (Italia) e Dragan Zdravković (Serbia), è promossa in occasione della I edizione della rassegna “Giornate del Contemporaneo – Italian Contemporary Art”

BELGRADO – Verrà inaugurata mercoledì 31 ottobre alle ore 18.30 all’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado la mostra “Homo Interior”, con opere di Radenko Milak (Bosnia ed Erzegovina), Nicola Samorì (Italia) e Dragan Zdravković (Serbia) promossa in occasione della I edizione della rassegna “Giornate del Contemporaneo – Italian Contemporary Art”.

L’allestimento è curato da Ksenija Samardžija; gli artisti hanno già esposto alla Biennale di Venezia.

La rassegna “Giornate del Contemporaneo”, organizzata quest’anno per la prima volta, in concomitanza con la Giornata del Contemporaneo realizzata in Italia dal 2005 da Amaci e Mibac, mira a promuovere all’estero il patrimonio artistico italiano contemporaneo nei suoi diversi linguaggi.

La mostra “Homo Interior”, visitabile sino 30 novembre (ore 11-16, ingresso libero), accomuna tre diverse riflessioni visuali in un unico allestimento. Le opere di Samorì, Milak e Zdravković, artisti provenienti da ambienti diversi ma determinati dalla tradizione e geograficamente vicini, sono collegate tra di loro attraverso la comprensione intuitiva della lingua pittorica classica.

Nicola Samorì nei suoi quadri e nelle sue sculture parte dall’eredità pittorica italiana. Il processo inizia con la costruzione, la creazione della personalità, la quale con ulteriori interventi porta alla destabilizzazione. Radenko Milak, nelle sue testimonianze e cronologie, mantiene la prospettiva monocromatica degli eventi. Con le opere bianco-nere archivia eventi ed episodi. Da posizioni di contemplazione diverse dall’introverso all’estroverso, nello spazio tra Milak e Samorì si trova la tematica di Dragan Zdravković. Dopo le mostre Stato di ibernazione (Museo di Arte Contemporanea) e Enclavia (Biennale di Venezia, 2017), Zdravković continua a costruire le sensazioni spaziali nella pura maniera pittorica e questa volta introduce il trittico, come narrazione dell’altare a cui affianca ambienti mistici. Pur senza le persone, gli spazi non sembrano abbandonati. Danno l’impressione dell’abitato temporaneo – luogo dell’interrogativo, della soluzione, luogo in cui si cercano risposte, in cui si soggiorna e a volte si cerca rifugio. (Inform)

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