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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Un’iniziativa per il Giorno del Ricordo al Parlamento Europeo di Bruxelles

ASSOCIAZIONI

Segnalata dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia

Inaugurata anche la mostra “Tu lascerai ogni cosa diletta più caramente. L’esilio dei giuliani, fiumani e dalmati alla fine del Secondo conflitto mondiale”

 

BRUXELLES – L’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, il Coordinamento Adriatico e il Centro di Documentazione Multimediale per la Cultura giuliana, istriana, fiumana e dalmata hanno organizzato presso la sede del Parlamento Europeo di Bruxelles una sessione di appuntamenti culturali in occasione del Giorno del Ricordo e in collaborazione con la delegazione di Forza Italia -Partito Popolare Europeo.

A fare gli onori di casa è stato l’europarlamentare Salvatore Cicu, che ha presentato le istituzioni dell’Unione – si legge nella nota diffusa dal’Associazione – “come il luogo più idoneo per dare soddisfazione ai diritti negati degli esuli istriani, fiumani e dalmati”. In apertura anche il messaggio di saluto inviato dal parlamentare europeo sloveno Alojz Peterle, il quale, forte della conflittuale esperienza balcanica, ha ribadito l’importanza dell’Europa nel ricostruire relazioni statuali lacerate da contrapposizioni.

A seguire l’intervento del presidente del Consiglio della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, Piero Mauro Zanin, che ha fatto ampi riferimenti alla relazione tenuta in vista del Giorno del Ricordo presso l’assemblea da lui presieduta da parte del prof. Raoul Pupo e alla testimonianza dell’esule istriana Erminia Dionis Bernobi. “Il Friuli Venezia Giulia ha vissuto conflitti in prima linea – ha affermato Zanin – ma adesso siamo un territorio all’avanguardia nella cooperazione transfrontaliera con Austria, Slovenia e Croazia. Con il medesimo spirito possiamo ricostruire pagine di storia ancora incomplete”.

Rodolfo Ziberna, nella duplice veste di Sindaco di Gorizia e di rappresentante dell’associazionismo degli esuli adriatici, ha presentato le difficoltà dell’inserimento degli esuli nel tessuto cittadino di Trieste, capitale morale dell’esodo con quasi 80.000 arrivi, e di Gorizia, in cui il 20% degli attuali abitanti è esule di prima, seconda o terza generazione. A pesare, – ha sottolineato, – “la reticenza a raccontare il proprio tragico vissuto”, l’esodo e gli infoibamenti, in concomitanza con la fine del secondo conflitto mondiale e la ricorrenza del 25 aprile. Una reticenza che appare oggi superata – rileva la nota dell’Angvd, che riporta ancora le parole di Ziberna: “noi oggi qui, però, chiediamo ufficialmente ed istituzionalmente agli Stati successori della Jugoslavia di aprire i propri archivi riguardo deportazioni e stragi di italiani avvenute nella Venezia Giulia a guerra finita. Non vogliamo assegnare responsabilità e colpe – precisa, – vogliamo solamente fornire a discendenti e parenti di persone scomparse nel nulla la possibilità di sapere dove andare a depositare un fiore in memoria dei propri cari”.

“L’associazionismo giuliano-dalmata chiede alla politica di esercitare la sua funzione mediatrice – ha proseguito Davide Rossi in rappresentanza della Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati – anche all’interno di questa importante sede sovranazionale. Gli esuli mantengono aperto un tavolo di confronto con il governo italiano per risolvere le questioni ancora aperte, in primis il ristoro dei beni abbandonati per aver optato per l’Italia dopo il Trattato di pace del 10 febbraio 1947”. Di questi giorni – segnala la nota – è anche la richiesta di una commissione parlamentare d’inchiesta sulle carneficine dell’immediato dopoguerra al confine orientale, a partire dall’attentato dinamitardo di Vergarolla del 18 agosto 1946 con decine di morti e di feriti in territorio ancora formalmente italiano. “Non temiamo gli approfondimenti della ricerca storiografica – ha concluso Rossi – e riconosciamo nelle istituzioni europee la sede più appropriata per la tutela delle minoranze odierne, come la comunità italiana autoctona nell’Adriatico orientale, e per sostenere la richiesta di giustizia degli esuli che abbandonarono le loro terre annesse dalla Jugoslavia comunista”.

Presso la sede dell’Europarlamento è stata inoltre inaugurata la mostra “Tu lascerai ogni cosa diletta più caramente. L’esilio dei giuliani, fiumani e dalmati alla fine del Secondo conflitto mondiale”: immagini e parole che porteranno all’attenzione dei decisori e dei parlamentari europei una storia troppo a lungo taciuta. (Inform)

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