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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“Un sogno chiamato Veneto”

ITALIANI ALL’ESTERO

Progetto dell’Associazione Bellunesi nel Mondo finanziato dalla Regione Veneto

Dal 6 al 16 ottobre nella regione di origine dodici over 65 provenienti da Messico, Argentina e Brasile

BELLUNO – Dal Sud America a Belluno per scoprire il Veneto. Tracciando all’inverso la rotta che oltre un secolo fa percorsero i loro avi costretti a emigrare. Non per via marittima, in questo caso – come raccontato dai famosi “trenta giorni di nave a vapore” della canzone – ma su un più comodo aereo che atterrerà a Venezia e che regalerà a dodici oriundi veneti l’opportunità di esplorare la regione da cui partirono tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento i loro nonni e bisnonni. Un oceano di distanza, ma radici comuni da ritrovare e vecchi legami da riallacciare.

A fare da ponte l’Associazione Bellunesi nel Mondo con un progetto finanziato dal Dipartimento Flussi Migratori della Regione Veneto dal titolo “Un sogno chiamato Veneto”. Progetto che, comunica il sodalizio, prenderà il via il 6 ottobre e si concluderà il 16 ottobre. Messico, Argentina e Brasile. Questi i Paesi rappresentati dai partecipanti. Tutti over 65, come previsto dalla direttive regionali. Per loro  un ricco programma che permetterà di approfondire storia, cultura e bellezze paesaggistiche del territorio nel quale risiedono le loro origini. Previste infatti le visite alle città di Belluno, Longarone, Padova, Treviso, Asolo, Venezia, Feltre, Mel, Canale d’Agordo e Verona, alle Dolomiti e al Lago di Misurina, nonché a luoghi dal forte valore simbolico come la diga del Vajont (proprio nel giorno dell’anniversario della tragedia) e il Museo di Papa Luciani.

“Per le adesioni ci siamo attivati con le nostre Famiglie Bellunesi e i Circoli veneti in Brasile, Messico e Argentina – sono le parole del presidente Abm Oscar De Bona – Paesi nei quali è ancora forte l’identità veneta. Per chi partecipa al progetto è sempre una grandissima emozione venire qui e spesso queste iniziative rappresentano l’unica occasione per rinsaldare un rapporto di affinità molto radicato e sentito. Lo testimonia il fatto che quasi tutti quelli che negli anni abbiamo accolto parlano ancora il dialetto veneto”. (Inform)

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