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Un Papa “figlio dell’emigrazione italiana”

CHIESA CATTOLICA
Da RomaSette.it
Un Papa “figlio dell’emigrazione italiana”
Il ricordo dell’incontro tra i redattori del Dossier statistico immigrazione della Caritas diocesana e della Cei e l’allora arcivescovo di Buenos Aires. Che da Pontefice auspica il «dialogo tra luoghi e culture fra loro distanti»
ROMA – «Figlio dell’emigrazione italiana»: così l’allora cardinale Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires, si definì nel corso dell’incontro con la delegazione dei redattori del Dossier statistico immigrazione della Caritas diocesana di Roma e della Cei. Era il 2 maggio 2008, un venerdì di “ponte” che seguiva la festa dei lavoratori, una fresca mattina di inizio autunno in una Buenos Aires deserta e festiva, quando il cardinale accolse il gruppo di operatori delle varie Caritas italiane nel suo ufficio di Curia.
Con loro celebrò la Messa che concludeva l’esperienza di studio del gruppo che rimase per una settimana nella capitale argentina per un simposio organizzato dai padri scalabriniani insieme alla Caritas e alla Fondazione Migrantes. Con i maggiori esperti delle Chiese latino-americane, il gruppo approfondì l’impatto delle migrazioni da e verso l’Italia dei Paesi dell’America meridionale, in particolare di Argentina, Brasile e Uruguay. Un incontro in cui emerse il paradosso, soprattutto nei rapporti con l’Argentina, di un Paese di immigrazione di massa che ha accolto gli italiani con mentalità aperta, permettendo loro di inserirsi in tutti i settori, mentre ai giorni nostri, con l’inversione dei flussi dall’Argentina verso l’Europa, e in particolare l’Italia, si assiste invece a una mancata accettazione.
Nasce così la delusione degli argentini nei confronti della terra da cui discendono e il loro complesso di essere trattati da semplici «extracomunitari». Ancora oggi, infatti, la presenza italiana in America Latina resta notevole, con 1,3 milioni di cittadini italiani che vi risiedono (600 mila in Argentina), e diventa addirittura imponente quando si tiene conto dei discendenti degli italiani, che sarebbero circa la metà (15 milioni) dell’attuale popolazione argentina e quasi un sesto (31 milioni) di quella del Brasile. Tra questi anche il Santo Padre, i cui nonni provenivano da una località dell’astigiano.
Origini ricordate da Papa Francesco anche venerdì, nell’udienza al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, in cui ha ricordato come in lui è sempre vivo il «dialogo tra luoghi e culture fra loro distanti, oggi sempre più vicini, interdipendenti, bisognosi di incontrarsi e di creare spazi reali di autentica fraternità». Tornando alle cifre sulla presenza italiana in Argentina, solo nel centro di Buenos Aires abiterebbero 200 mila cittadini con doppio passaporto, persone che pur non essendo mai state in Italia ne vivono cultura, tradizione e riti liturgici.
Proprio di loro volle parlare il cardinale Bergoglio durante l’incontro del 2008, elogiando l’opera dei missionari scalabriniani che accolgono la comunità italiana nel popolare quartiere di La Boca, a due passi dal famoso stadio «Bombonera» in cui gioca la squadra del Boca Junior fondata dagli emigrati italiani. In quell’occasione il porporato ricordò l’emigrazione dei suoi nonni e l’importante apporto dato alla cultura argentina, nonché alla Chiesa, dalla presenza italiana.(Alberto Colaiacomo – RomaSette.it /Inform)
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