direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Un intervento di Vincenzo Arcobelli, fondatore dell’associazione Siciliani in Texas e della Confederazione dei Siciliani in Nord America (Csna)

ASSOCIAZIONI

 

Sottolineata l’importanza di attività e impegno del mondo associativo per il mantenimento dei legami con la terra di origine e la cui continuità viene garantita indipendentemente da governi nazionali e regionali

 

HOUSTON – Vincenzo Arcobelli, fondatore dell’associazione Siciliani in Texas e della Confederazione dei Siciliani in Nord America (Csna), segnala l’intervista a Nick Lombardo, studente di origini siciliane della North Texas University che ha trascorso un periodo di studio all’Università di Palermo partecipando ad un progetto nato dalla collaborazione tra le due associazioni, l’ateneo siciliano e l’Ersu di Palermo e realizzato anche grazie al sostegno del Comites di Houston (intervista pubblicata su http://iostudio.ersupalermo.it/dal-texas-palermo-per-studiare-allunipa/).

Arcobelli ribadisce come tale progetto di scambio sia stato fortemente voluto da lui insieme ai suoi collaboratori, venga proseguito nonostante le difficoltà e risponda “esattamente alla missione e agli scopi che la nostra organizzazione si prefigge per fornire strumenti e regole minime e necessarie ai giovani che auspico prenderanno la gestione e la responsabilità negli anni a venire delle associazioni di emigrazione regionali”. Sottolinea inoltre le “parole di elogio e di sincero sentimento espresse dallo studente e a cui credo, perchè la nostra terra di Sicilia e l’Italia ha certamente una numerosa e grande risorsa umana – scrive, pur rilevando come molti giovani ancora oggi siano costretti a lasciare “i propri affetti in cerca di un lavoro, di una realizzazione professionale che questa nostra amata penisola non è in grado di offrire a causa di una incapacità politica e di governanti passati e presenti che non hanno alcun interesse al bene del proprio popolo e del proprio Paese”.

“Moltissimi di noi che viviamo all’estero siamo dispiaciuti di constatare come i nostri connazionali soffrono – prosegue Arcobelli, rilevando come l’Italia si limiti a “sopravvivere”, “senza avere un piano concreto per uscire da una crisi economica e soprattuto di mal governo degli ultimi 40 anni”, governo cui imputa un “disinteresse totale nei confronti degli italiani all’estero”. Disinteresse che a suo avviso si traduce anche nell’assenza di rapporti tra l’attuale governo regionale con le collettività dei siciliani oltre confine e le associazioni che risiedono ed operano soprattutto all’estero. “Avevamo proposto 6 anni fa – ricorda – un Osservatorio dell’Emigrazione, con un impegno da parte dei loro componenti gratuito e volontario, che doveva rimpiazzare la Consulta Regionale mai rinnovata (sbagliato non rinnovarla). In qualche modo nel recente passato – afferma ancora Arcobelli – vi era qualche punto di riferimento con cui avere un dialogo, offrire delle opportunità; voglio ricordare, ad esempio, la conferenza degli imprenditori dei siciliani nel mondo organizzata dalla Csna nel 2009 per cercare di rafforzare il legame con la nostra Isola con il ritorno e la possibilità di aperture ad investimenti per la creazione di posti di lavoro e per lo sviluppo della nostra terra a livello industriale, commerciale, della ricerca, dell’interscambio culturale ed accademico a livello internazionale”, un’iniziativa cui però – rileva – non è stata data continuità, perdendo così un’altra occasione per la Regione.

Arcobelli ricorda anche di aver dichiarato la sua disponibilità a lavorare con l’attuale esecutivo regionale, proprio nei giorni a ridosso della sua elezione, nell’interesse dei siciliani residenti all’estero; una disponibilità, sua e del mondo associativo in generale, che egli ritiene essere stata del tutto trascurata dai governi nazionale e regionale che – sostiene – “ha quasi distrutto del tutto quel che rimane della diaspora e della sua rappresentanza e quel ponte che si cercava di costruire e rafforzare, con passione, con amore e spirito di servizio”.

“Per quanto ci riguarda – conclude – continueremo a fare, senza pretese, ma con la consapevolezza di poter contribuire nel nostro piccolo per il bene delle nostre comunità”. (Inform)

 

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