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“Tracce a margine”, un libro di Serena Todesco

CULTURA

Scritture a firma femminile nella narrativa storica siciliana contemporanea

Todesco è corrispondente da Zagabria del “Progetto Sicilia nel Mondo” dell’Associazione L’Aquilone

 

MESSINA –  In Sicilia, il romanzo storico incarna una parte consistente dell’identità e delle  ideologie dominanti sin dall’Unità d’Italia  avvenuta nel 1861 d’Italia. Dopo la morte di Sciascia, l’avvio della fortuna di Camilleri e l’uscita del romanzo “La lunga vita di Marianna Ucrìa” di Dacia Maraini, gli anni novanta prestano la scena a numerosi ripensamenti, sospingono e incoraggiano una dislocazione della Sicilia storico-letteraria fissata in stereotipi e formule stantie. Sopraggiunta la fine dei generi, sembra aprirsi anche per la letteratura siciliana la stagione del genere.

“Tracce a margine. Scritture a firma femminile nella narrativa siciliana contemporanea”, scritto da Serena Todesco  corrispondente da Zagabria del Progetto Sicilia nel Mondo,  è  inserito nella Collana Memoria e Interpretazione (Pungitopo, 2017). L’autrice guarda al romanzo della Storia nel luogo Sicilia – metafisica, mentale, simbolica – scrutando l’universo di alcune autrici capaci di lasciare segnali indelebili sul corpo di una scrittura in continua evoluzione, proprio a partire dagli anni Novanta.

Attraverso analisi testuali e riflessioni teoriche, nascono ipotesi e domande. Cosa significa interrogarsi sulla condizione delle donne attraverso la scrittura? Si può davvero parlare di ‘differenza di genere’ per le narrazioni a firma femminile in Sicilia? Qual è il peso dell’orizzonte discorsivo radicatosi con la creazione (anche letteraria) di una regione ‘colonizzata’ dal Nord dopo l’unificazione? E poi, quale contributo offrono oggi queste scritture alla nostra percezione del genere storico?

Le storie e microstorie qui esaminate escono dal territorio sicuro della tradizione spostandone il baricentro, intridono la lingua di miti, dialetti e interferenze documentarie, dialogano con i fantasmi letterari dei padri, evocano umanità non convenzionali, ritrovano voci femminili e maschili perdute. Ma soprattutto rompono, consapevolmente o meno, l’ossatura culturale e ideologica di un certo immaginario potente, paradigmatico, consolatorio.

Serena Todesco nata a Messina nel 1980, affianca il lavoro di traduttrice all’attività di ricerca in letteratura italiana contemporanea. Ha pubblicato saggi su Emma Donoghue, Maria Attanasio e Maria Rosa Cutrufelli, inoltre ha partecipato a convegni internazionali in Irlanda, Francia e Ungheria. Come traduttrice, ha preso parte a numerosi progetti editoriali e festival internazionali, tra cui Parma Poesia, Festival Internazionale di Poesia di Genova, Cork World Book Fest (Irlanda), e Međunarodni Festival Suvremene Poezije (Croazia). Oltre a diverse collaborazioni con voci poetiche italiane (Roberta Bertozzi, Rosaria Lo Russo, Sara Ventroni, Laura Accerboni), ha tradotto poeti contemporanei di lingua inglese, croata e macedone (Kapka Kassabova, Arundhati Subramaniam, Alvin Pang, Silvestar Vrljić, Irena Delonga, Ana Brnardić), e pubblicato su varie riviste cartacee e online, tra cui “Semicerchio”, “Tratti”, “The Shop”, “El Ghibli” e “La Libellula”.

Serena Todesco si occupa di traduzione poetica e critica letteraria, con particolare riferimento alle narrazioni delle donne e al loro rapporto con il Meridione italiano. Per molti anni ha scelto e tradotto poesia per diversi festival e riviste in Italia, e ha curato i libri di nove edizioni del Festival di Poesia Internazionale di Zagabria, oltre a un’antologia in inglese e in croato dedicata al poeta Alvin Pang. È anche autrice di alcuni saggi e articoli sulla letteratura siciliana delle donne. (FiloDirettoNews dell’Associazione L’Aquilone/Inform)

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