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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Cgie – Tra i temi all’attenzione dell’ultima giornata di lavori la riorganizzazione della rete consolare

ASSEMBLEA PLENARIA CGIE

Dino Nardi analizza gli elementi di criticità e formula alcune proposte. Seguono gli interventi di Schiavone (Svizzera), Bertali (Gran Bretagna), Canepa (Perù) e del sottosegretario agli Esteri Giro

ROMA – Affidato a Dino Nardi l’intervento sulla rete consolare, questione discussa nel corso dell’ultima mattinata di lavori dell’assemblea plenaria del Cgie conclusasi venerdì scorso alla Farnesina.

Nardi si è soffermato in particolare sulla problematiche legate al processo di razionalizzazione che negli ultimi anni ha investito gli uffici esteri della rete: “dal 2000 ad oggi sono stati 34 gli uffici consolari interessati da provvedimenti di chiusura o declassamento, situati in aree con forte presenza di connazionali, e questo – rileva il consigliere – nonostante in questo ultimo decennio siano ripresi i flussi migratori di giovani e non solo alla ricerca di un posto di lavoro. Nuovi emigrati – quantificati, se guardiamo solo all’ultimo triennio, in 60 mila nel 2011, 68mila nel 2012 e 94mila nel 2013 – che vanno ad incrociare le comunità italiane all’estero e quindi il numero degli utenti della rete”. Sono numeri che non fanno che aumentare le criticità nell’erogazione di “servizi decorosi e puntuali” e alimentano il malessere della collettività. Criticità emergono in particolare nel tentativo di comunicare con gli uffici attraverso i call center, nella prenotazione di appuntamenti via internet e nei lunghi tempi di attesa determinati anche dalla riduzione degli orari di apertura e del personale in servizio. Disservizi dovuti “evidentemente ad un impoverimento quantitativo e qualitativo della rete, che ha registrato un’impennata di questi ultimi decenni – rileva Nardi, segnalando la riduzioni di bilancio subite dal Mae, bilancio “assorbito per oltre l’80% da spese per il personale, Isee incluso – annota, precisando come ad una situazione già precaria si affianchino impegni sempre maggiori “come la gestione dell’anagrafe consolare e quella delle varie scadenze elettorali”. Scadenze che, come nel caso delle elezioni europee, hanno finito per incidere sui servizi resi all’utenza (Nardi segnala come a Stoccarda la sede abbia interrotto l’erogazione dei servizi per circa un mese in forza delle recenti elezioni europee).

Le proposte formulate sulla materia sono: “rivedere l’attuale sistema di call center che esasperano gli utenti, specie i più anziani, ingrassando le compagnie telefoniche; non limitare ad internet il sistema di prenotazione degli appuntamenti, perché ciò esclude buona parte dell’utenza; va bene la creazione di uffici consolari-hub – dice Nardi, – ma occorre circondarli da una serie di satelliti, ovvero sportelli consolari, uffici consolari onorari e corrispondenti consolari, specie nelle aree con forte presenza di collettività italiane; dotare questi hub di funzionari itineranti che portino un minimo di servizi – come la raccolta delle impronte digitali per i passaporti o la distribuzione dei pin, laddove sia necessario  – nelle aree più distanti; dare attuazione alla legge 152 del 2001 stipulando la convenzione tra Mae e patronati, un appello ripetuto spesso ma rimasto sino ad oggi inascoltato”. Nardi si rallegra dei segnali di attenzione riservati a questo ultimo punto dal ministro degli Affari Esteri Federica Mogherini e dal sottosegretario Mario Giro, e ribadisce come i patronati svolgano un servizio importante ai connazionali residenti all’estero, servizio – rammenta, rispondendo a sollecitazioni più volte formulate in merito ad una loro autoriforma, – regolato dalla legge italiana e controllato dal ministero del Lavoro. “Spero che Matteo Renzi con la sua volontà di cambiare verso all’Italia riesca anche a far cambiare verso al Mae – conclude Nardi, auspicando una maggiore oculatezza nelle gestione delle risorse e ricordando come il Cgie abbia già fatto la sua parte subendo un dimezzamento dei fondi destinati al suo funzionamento (scesi a circa 1 milione di euro).

Sono di seguito intervenuti Michele Schiavone (Svizzera) che ha ricordato come l’odg accolto dal Governo in sede di discussione al Senato sulle mozioni presentate sulla riorganizzazione della rete consolare (vedi http://comunicazioneinform.it/senato-della-repubblica-riorganizzazione-della-rete-consolare-approvato-in-aula-ordine-del-giorno-concordato-con-il-governo/) impegni l’esecutivo ad approntare strumenti per la presenza culturale e l’erogazione dei servizi nelle sedi oggetto dei provvedimenti di chiusura, Alberto Bertali (Gran Bretagna), che segnala le problematiche dei lunghi tempi di attesa connessi alle pratiche per il rilascio o il rinnovo dei passaporti, in particolare al Consolato di Londra, e Giacomo Canepa (Perù) che lamenta l’assenza del rappresentante consolare alle riunioni degli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero che si tengono nel suo Paese di residenza. Il sottosegretario Giro, che ha seguito l’intera mattinata di lavori, ha assicurato in particolare un impegno volto a dare ai consolati onorari la facoltà di raccogliere le impronte digitali per i passaporti. (Viviana Pansa – Inform)

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