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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Su We the Italians l’intervista a Stan Pugliese e Bill Connell, curatori di “The Routledge History of Italian Americans”

ITALIANI ALL’ESTERO

Un’opera enciclopedica – 660 pagine di contributi scritti da 37 autori italoamericani e italiani – dedicata alla storia degli italoamericani

 

NEW YORK – Su We the Italians Umberto Mucci intervista Stan Pugliese e Bill Connell, curatori di “The Routledge History of Italian Americans”, opera enciclopedica – 660 pagine di contributi scritti da 37 autori italoamericani e italiani – dedicata alla storia degli italoamericani e che sarà disponibile dal prossimo 3 ottobre. Il volume è nato per raccontare “la storia di un popolo migratorio” e “offrire una storia basata sulla vita reale degli italoamericani, al contrario delle leggende popolari”.

A spiegare l’origine del libro è Bill Connell: “Ho sempre pensato – afferma – che ci fosse bisogno per gli italoamericani di una storia articolata e scritta da più autori. La comunità di accademici italiani ha creato delle meravigliose raccolte scritte da più autori – mi viene in mente la Storia d’ Italia Einaudi e quella prodotta da Utet. L’obiettivo è quello di riunire autori con competenze e punti di vista diversi per coprire un intero argomento storico. Gli italoamericani non l’avevano ancora fatto”. Per Pugliese si stratta di un progetto “molto ambizioso, ma anche necessario”. “Rischiamo – aggiunge – di non ricordare la nostra storia con tutte le sue sfumature, con tutta la sua complessità. Penso che la comunità italoamericana ora, dopo più di 100 anni dal suo primo arrivo, sia politicamente, economicamente, psicologicamente, socialmente in una situazione da cui possiamo guardare indietro al nostro passato con tutte le sue virtù e i suoi difetti, e mettere insieme qualcosa come questo libro”.

I due curatori presentano nel corso dell’intervista i vari aspetti del libro, articolato con uno schema cronologico e corredato da capitoli tematici. Esso è suddiviso in quattro parti: esplorazione; arrivo negli Stati Uniti e realizzazione delle “Little Italies”; divenire americani; esperienze più recenti degli italoamericani.

“La conclusione – afferma ancora Pugliese – non è un tentativo di previsione o di profezia per il futuro. Qualunque rappresentazione del futuro della comunità italoamericana che volessimo presentare sarebbe probabilmente sbagliata. Quello che spero, nella conclusione, è aver fatto sì che i lettori della comunità italoamericana pensino a questo libro non come ad un culmine, ma come l’inizio di qualcosa: due o tre generazioni di studiosi che lavorano insieme, aprendo nuove strade, nuovi modi di pensare all’esperienza italoamericana, che si tratti di genere, che si tratti di studi culturali, che si tratti di architettura o di politica”. Gli italoamericani – rileva Connell – hanno raggiunto uno stato in cui possono criticare sé stessi e accettare anche le critiche di altri. Ora è giunto il momento di un maturo riconoscimento della complessità della storia, sia da parte degli italoamericani che degli italiani in Italia, che sono oggi sempre più spesso dalla parte ricettiva dell’esperienza dell’immigrazione di massa”.

L’intervista completa è disponibile sul sito di We the Italians. (Inform)

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