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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Studenti triestini in viaggio dalla Risiera di San Sabba ad Auschwitz, Birkenau e Cracovia

MEMORIA

Organizzato dall’associazione Quarantasette/Zeroquattro nell’ambito di ‘Memobus’, progetto della Regione Friuli Venezia Giulia

TRIESTE  -“Questi sono viaggi che consentono ai giovani di trasformare la memoria in percorsi di cittadinanza attiva all’interno di un’idea che individua il Friuli Venezia Giulia come laboratorio di pace, per un futuro senza discriminazioni e senza la violenza come strumento per la soluzione dei conflitti”. Così l’assessore regionale all’Istruzione, Loredana Panariti, alla Risiera di San Sabba, a Trieste, in occasione della partenza di circa un centinaio di studenti delle scuole superiori cittadine per un viaggio, organizzato dall’associazione Quarantasette/Zeroquattro nell’ambito del progetto regionale Memobus, che li condurrà nei luoghi della memoria ad Auschwitz, Birkenau e Cracovia.

Nell’occasione le ragazze e i ragazzi hanno potuto ascoltare la testimonianza del triestino Riccardo Goruppi, classe 1927, prelevato dalle SS nel 1944 e successivamente deportato nei campi di Dachau, Leonberg, Muhldorf e Kaufering.

E proprio sull’aspetto della conoscenza di quella che è stata la più grande tragedia del ‘900, il progetto Memobus prevede una serie di cinque incontri di preparazione prima del viaggio e altri due al rientro: con storici, docenti universitari, esperti e testimoni diretti, che accompagnano gli studenti durante il progetto.

Come ha spiegato l’assessore, si tratta di un’iniziativa supportata in precedenza dalle Province e adesso sostenuta direttamente dalla Regione, il cui obiettivo è di costruire un futuro senza quel razzismo che, nelle forme più gravi e dolorose, ha segnato l’Europa nel secolo scorso.

“Sono gli stessi studenti – ha sottolineato Panariti – a chiedere di poter conoscere e approfondire questi passaggi storici. In considerazione di ciò Memobus va incontro ad un desiderio di conoscenza che non può rimanere inascoltato. Per questo è stato costruito un percorso che dà ai giovani la possibilità di vedere con i propri occhi quelli che sono stati i luoghi della tragedia e del dolore, documentandosi e approfondendo i temi legati alla Shoah attraverso un accompagnamento didattico”. “Un’esperienza – ha concluso Panariti – che migliora e arricchisce il programma scolastico”. (Inform)

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