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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Stati Uniti. Un italiano “padre” di quattro presidenti

 ITALIANI ALL’ESTERO

Dal “Messaggero di sant’Antonio”, edizione per l’estero, numero di dicembre

PADOVA – Vale più di tre uomini messi assieme». Parola di Gutzon Borglum, origini danesi, ingegnere. Fu lui il progettista dei Padri della Patria americani: le famose sculture del Mount Rushmore, la «montagna dei presidenti». Centinaia di scalpellini vi lavorarono per anni. Molti anche gli italiani. Tra loro Luigi Del Bianco, originario di Meduno (PN), al quale solo oggi, dopo decenni, è stato riconosciuto il ruolo di «padre» di uno dei monumenti più rappresentativi degli States.

Un riconoscimento tardivo giunto grazie alla caparbietà, prima di uno dei cinque figli: Cesare; poi, del figlio di quest’ultimo: Lou. Proprio Lou è andato alla ricerca di documenti, scritti, foto per ridare dignità e memoria a quel nonno, di cui porta il nome, che «andavo a trovare ogni domenica

nel suo appartamento al secondo piano».

Quell’instancabile lavoratore dalle mani d’oro, che proprio Borglum considerava «l’unico intagliatore della pietra intelligente, capace di comprendere il linguaggio dello scultore», la cui storia il nipote ha da poco affidato a un libro, Out of Rusmore’s shadows.The Luigi Del Bianco Story. An italian immigrant’ s unsung role as chief carver. «Mio nonno fu “senior driller”, trapanatore; poi, a fine 1935, venne promosso “chief carver”, intagliatore capo – racconta –. Borglum iniziò l’opera modellando i volti col martello pneumatico. Dopo una discussione, il suo capo scultore lasciò il cantiere. Fu quel giorno che lo sostituì con mio nonno». «Essere lo scalpellino capo di Mount Rushmore è il sogno americano per eccellenza per un immigrato» ha scritto Douglas Gladstone, in Carving a Niche for Himself, dedicato a Del Bianco. «Il nonno percepiva 90 cent l’ora – prosegue Lou –. Gli promisero un aumento (1,50 dollari) che, però, non arrivava mai. Così non ci pensò due volte: se ne andò via per sei mesi. Li recuperò presto (così come l’aumento) solo dopo che Borglum scrisse di suo pugno che “tutti i trapanatori di ogni genere, gli sgrossatori, i finitori e gli scultori dei lineamenti” avrebbero lavorato da allora “sotto la supervisione del capo-scultore Del Bianco».

Nato nel 1892 a Le Havre su una nave che riportava i genitori in Italia dagli Usa, Del Bianco crebbe a Meduno. A 11 anni studiò scultura a Venezia e Vienna. Emigrò negli Usa, rientrando in Italia per combattere nella I Guerra Mondiale. Tornato negli Usa si stabilì a Port Chester. Qui conobbe Nicoletta Cardarelli, ebbero cinque figli. Morì di silicosi nel 1969.

Il più bel ricordo di Lou? «Avevo 5 anni. Era di domenica. Il nonno mi chiese di aiutarlo a scendere dal letto. Poi mi prese la mano e mi portò all’ingresso dove c’era un piccolo busto in marmo bianco. Ritraeva proprio lui. “Sai l’ho fatto io”, mi disse con una voce flebile, eppure piena di orgoglio. Poi mi fece passare con le dita sui lineamenti di quel volto. E, posando le sue mani sulle mie spalle, mi disse: “Io sono Luigi, tu sei Luigi”. Sono passati molti anni, eppure sento ancora il suo abbraccio e quelle grandi mani sulle mie piccole spalle».

A Meduno è stata scoperta una targa mentre un borgo porta il suo nome. Al National Park Service del Mount Rushmore, dallo scorso 16 settembre, una stele dello scultore Michael Keropian ricorda quello scalpellino di origini italiane, «padre» di quattro presidenti. (Nicoletta Masetto-Messaggero di sant’Antonio per l’estero/Inform)

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