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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Softpower e creazione di un marchio d’italianità nel mondo

CGIE

Seminario sui Giovani Italiani nel Mondo, l’incontro a Palazzo dei Normanni

 

PALERMO – Il softpower italiano: cos’è e cosa c’entrano i giovani italiani nel mondo? Con questa domanda si è aperto il dibattito sul concetto di softpower, all’interno dei lavori svoltisi presso la Sala Piersanti Mattarella di Palazzo dei Normanni. A parlarne sono stati Letizia Airos Soria, socia fondatrice e direttrice responsabile del network editoriale i-italy.org negli Usa; Stefano Queirolo Palmas della Direzione Generale del Sistema Paese del Maeci; Domenico De Maio, direttore dell’Agenzia nazionale giovani (Ang); Antonio Laspina, direttore dell’ufficio di coordinamento marketing dell’Agenzia Ice.

Letizia Airos Soria ha spiegato il concetto di softpower. “Softpower è traducibile con ‘potere dolce’ ed è l’operazione di costruzione del marchio del Paese. L’Italia ha un proprio softpower anche se a volte resta un po’ nascosto e inutilizzato: pensiamo al cosiddetto Made in Italy e a quell’italian dream condensato nel concetto del Vivere all’Italiana coniato dal Maeci. Siamo il Paese che eccelle nella cucina, nella moda, nel cinema e nelle potenzialità dei territori regionali”, ha rilevato Airos Soria. Ha quindi preso parola Stefano Queirolo Palmas che si è soffermato sul significato del softpower e sul rapporto con le nuove generazioni : “Pensiamo agli Istituti Italiani di Cultura e alla promozione integrata e di sistema, e all’appetibilità di uno stile di vita riassumibile nel ‘Vivere all’Italiana’, il logo creato dal Maeci per implementare il marchio Italia” ha affermato  Queirolo Palmas che ha anche ricordato l’importanza della diplomazia culturale e delle nostre comunità all’estero per migliorare l’immagine dell’Italia nel mondo. Segnalati da Queirolo Palmas  anche i numerosi appuntamenti annuali di promozione della cultura italiana nel mondo. “Tutto questo – ha concluso – è il softpower italiano. ” Domenico De Maio ha parlato dell’Ang, un  ente di governo che gestisce programmi dedicati ai giovani. “Tra i più noti di questi programmi vorrei menzionare l’Erasmus+”, ha esordito De Maio con un ragionamento rivolto quindi ai giovani e agli studenti. “Il softpower – ha proseguito De Maio – è giovane e non potrebbe essere altrimenti…L’Ang gestisce programmi che permette ai ragazzi di fare esperienze di maturità, anche se non frequentano l’Università”.  Un modo questo, ha spiegato De Maio, che favorisce l’ingresso in un campo dei giovani dove necessità il ricambio generazionale. “Ed è proprio questo – ha aggiunto De Maio – il rapporto che unisce i giovani e il concetto di softpower”.Ha concluso Antonio Laspina parlando del ruolo delle aziende e dei giovani. “Le aziende italiane nel mondo sono moltissime: di queste solo duecentomila esportano ma non tutte in modo stabile. Per favorire la crescita del commercio estero, l’apporto dei giovani è fondamentale”, ha sottolineato Laspina. A conclusione del dibattito si è focalizzata l’attenzione sull’idea di una formazione mirata per i giovani oriundi . (Simone Sperduto/Inform)

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